Modello Isee, a partire dal 1° ottobre le Dsu successive alla prima diventano a pagamento

Novità importanti sul Modello Isee: a partire dal 1° ottobre, le Dsu successiva alla prima diventano a pagamento nei CAF, per un costo di 25 euro.

L’Isee è un documento molto importante per poter fruire di sconti, agevolazioni ed esenzioni, anche in ambito universitario. Infatti, ogni anno sono migliaia e migliaia i cittadini che richiedono l’Isee ordinario o universitario.

Può capitare, che dall’elaborazione emergano difformità oppure omissioni. Si pensi, per esempio, ai casi in cui si dimentica la giacenza e il saldo di un conto corrente oppure si pensi alle variazioni dei componenti del nucleo familiare. Per queste circostanze, c’è una novità non molto piacevole.

A partire dal 1° ottobre 2023, l’elaborazione delle Dsu successive alla prima sarà a pagamento. In sostanza, entra in vigore la previsione inclusa nel Decreto Lavoro. Il servizio per la compilazione della prima Dsu rimane gratuito, ma le successive diventano a pagamento.

Spieghiamo, prima di tutto, cos’è e a cosa serve la Dsu ai fini Isee e parliamo delle ultime novità.

Cos’è e a cosa serve la Dsu ai fini Isee

Ogni anno, migliaia di cittadini richiedono la compilazione della Dsu ai fini Isee, ma non tutti sanno effettivamente di cosa si tratta.

La Dichiarazione Sostitutiva Unica (Dsu) è un documento essenziale per richiedere l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (Isee). La Dsu contiene alcuni dati che vengono autodichiarati dal cittadino.

Quali informazioni contiene?

  • Dati anagrafici;

  • Dati reddituali e patrimoniali.

I dati devono riferirsi a tutti i componenti del nucleo familiare del dichiarante. Per tutte le informazioni autodichiarate, il soggetto che compila il documento se ne assume tutte le responsabilità. Per compilare la Dsu ai fini Isee servono una serie di documenti importanti.

Bisogna tenere presente che il nucleo familiare da prendere in considerazione deve essere quello alla data di presentazione della dichiarazione. Per quanto riguarda i dati reddituali, ci si deve riferire a quelli del secondo anno precedente la presentazione del documento.

Infine, il patrimonio mobiliare e immobiliare è quello posseduto al 31 dicembre del secondo anno precedente a quello di presentazione della Dsu.

Dove compilare e presentare la Dsu? Il documento può essere presentato:

  • Presso l’ente che eroga la prestazione;

  • In un CAF o Patronato;

  • Online, sul sito dell’Inps.

La Dsu serve per ottenere l’Isee, ovvero l’indicatore che valuta e confronta la situazione dei nuclei familiari che intendono richiedere una prestazione sociale agevolata. A cosa serve? Si legge sul sito lavoro.gov.it:

“L’ISEE serve a determinare in modo equo la partecipazione al costo delle prestazioni sociali e sociosanitarie dei residenti ed è soggetto a controlli”.

Modello Isee, le Dsu successive alla prima si pagheranno

Fino a qualche giorno fa, la presentazione dell’Isee era totalmente gratuita per i cittadini.

A partire dal 1° ottobre, però, ha fatto il suo esordio una novità non molto piacevole. In sostanza, l’elaborazione delle Dsu successive alla prima si pagheranno. Si tratta di una novità sottolineata dalla Consulta Nazionale dei CAF.

Infatti, secondo quanto stabilito dal Decreto Lavoro, rimane gratuito per i cittadini solo il servizio di assistenza alle famiglie per quel che riguarda l’elaborazione della prima Dsu ai fini Isee.

Viene stabilito il rifinanziamento dei CAF per il 2023 visto l’incremento delle Dichiarazioni Sostitutive Uniche ai fini Isee. Per le successive e per altre tipologie di modifiche, i cittadini sono chiamati a pagare fino ad un massimo di 25 euro per il servizio.

I cittadini sono chiamati a pagare questa somma ogni volta devono presentare un Isee senza alcun cambiamento della struttura familiare. Sostanzialmente, i cittadini possono continuare ad affidarsi ai CAF per ottenere il Modello Isee 2023, gratuitamente, solo per l’elaborazione della prima Dichiarazione Sostitutiva Unica.

Ricordiamo che il servizio viene concesso gratuitamente ai cittadini, in base alla convenzione stipulata con l’Inps, che si fa carico dei costi operativi. Si tratta di un cambiamento importante che ricade improvvisamente sulle famiglie che hanno bisogno dell’Isee, per ottenere bonus e incentivi, in un periodo già segnato dagli aumenti delle spese.

Il servizio resta gratuito per la prima elaborazione

Purtroppo, al fronte di numerose domande e la scarsità dei fondi messi a disposizione, si mettono a rischio la gratuità dei servizi offerti.

Il decreto Lavoro ha stanziato ben 30 milioni di euro, appunto con una limitazione. Come abbiamo detto, dal 1° ottobre non si coprono più le spese per l’elaborazione delle Dichiarazioni Sostitutive Uniche successive alla prima, presentate per lo stesso nucleo familiare e nello stesso anno di riferimento. Pertanto, il costo del servizio non viene più remunerato dall’Inps.

Le Dsu aggiuntive devono essere pagate dai cittadini, per un importo fino a 25 euro. Le famiglie che si rivolgono ai CAF in caso di variazione del reddito o di altri aspetti devono pagare il servizio.

Resta, però, a carico dello Stato la spesa per il rilascio dell’Isee compilata per la prima volta nell’anno di riferimento e le nuove Dsu elaborate per eventuali variazioni dei componenti de nucleo familiare.

Sara Bellanza
Sara Bellanza
Aspirante storica contemporaneista, classe 1995.Amante della lettura e della scrittura sin dalla tenera età, ho una laurea triennale in Filosofia e Storia e una laurea magistrale in Scienze Storiche, conseguite entrambe presso l’Università della Calabria. Sono autrice di alcune pubblicazioni scientifiche inerenti alla storia contemporanea e alla filosofia: "L'insostenibile leggerezza della storia" e "L’insufficienza del linguaggio metafisico" per la rivista "Filosofi(e)Semiotiche", e "Il movimento comunista nel cosentino" per la "Rivista Calabrese di Storia del '900".Nonostante la formazione prettamente umanistica, la mia curiosità mi ha spinto a conoscere e a informarmi sugli ambiti più disparati. Leggo, scrivo e fotografo, nella speranza di riuscire a raccontare il mondo così come lo vedo io.
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