Partita IVA: cambia il regime forfettario! 2022 di novità!

Partita IVA interessata da cambiamenti. Il nuovo anno porta importanti novità per i titolari in regime forfettario come disposto dalla Legge di Bilancio 2022. Scatta l’obbligo di fatturazione elettronica e vengono introdotti nuovi limiti e requisiti. Ecco cosa cambia.

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Partita IVA interessata da cambiamenti. Se il nuovo anno è atteso per voltare pagina, coloro che decideranno di aprire una Partita IVA a regime forfettario nel 2022 dovranno prendere nota delle modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio 2022.

Maggiori informazioni su come cambierà il regime forfettario le trovate nel video YouTube di Carlo Alberto Micheli.

Non solo, la Manovra estende il suo campo d’azione anche a chi già usufruisce dei vantaggi fiscali offerti dal regime forfettario.

Se fino a questo momento i titolari di Partita IVA hanno avuto vita facile potendosi destreggiare abilmente tra le numerose clausole della burocrazia italiana, dal 2022 le cose cambieranno radicalmente.

Sotto la lente di ingrandimento del Governo, infatti, pare ci sia l’eventualità di obbligare i regimi forfettari alla fatturazione elettronica.

E la ragione sarebbe da ricondurre alla necessità di isolare ancora di più qualsiasi operazione che possa fare da deterrente all’evasione fiscale. I pagamenti con fattura elettrica, infatti, riducono ai minimi termini il pericolo di frodi e sono facilmente rintracciabili.

Inoltre, da inizio dicembre 2021 il Consiglio UE, come richiesto dal Governo italiano, ha esteso l’obbligo di fatturazione elettronica fino alla fine del 2024 e lo stesso probabilmente si applicherà anche ai titolari di Partita IVA in regime forfettario, come riportato da il Sole 24 Ore.

Ad ogni modo, basta attendere la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della Legge di Bilancio per avere un quadro più chiaro su quali novità potranno interessare i titolari di Partita IVA in forfettario.

Possiamo, però, già soffermarci sui prossimi cambiamenti in vista sia per i nuovi titolari di Partita IVA a regime forfettario, sia per i già liberi professionisti. Vediamo le ultime novità.

Partita IVA: tutto quello che c’è da sapere sul regime forfettario

Prima di occuparci delle novità 2022, è necessario fare qualche passo indietro e capire in cosa consiste in regime forfettario introdotto dalla Legge di Stabilità 2015.

Si tratta di un regime fiscale particolare che assicura ai titolari una serie di agevolazioni, fra le più importanti la gestione semplificata della Partita IVA e uno “sconto” sulle imposte da versare allo Stato.

Nello specifico, permette ai beneficiari il pagamento di un’imposta sostitutiva pari al 15% del reddito imponibile. Naturalmente non tutti possono accedere al regime forfettario. La normativa italiana e l’Agenzia delle Entrate fissano particolari requisiti per poter godere dei benefici del regime.

Nei dettagli, è riservato alle persone fisiche esercitanti attività d’impresa, arte o professioni in forma autonoma, nel rispetto della legge e delle condizioni di non esclusione.

Possono accedere al regime forfettario i titolari di Partita IVA che non superano i 65.000 euro di fatturato annuo, che non superano la soglia dei 5.000 di euro lordi per remunerare eventuali collaboratori e che non spendono più di 20.000 euro per l’acquisto di beni strumentali all’esercizio dell’attività.

Nel caso in cui si rispettano i requisiti appena visti si può accedere al regime forfettario o continuare ad usufruirne. Al contrario, se vengono meno tali presupposti, si decade dal beneficio l’anno successivo.

In aggiunta, tanto l’esclusione quanto l’uscita dal regime forfettario non sono a tempo indeterminato. Se i titolari di Partita IVA rientrano in possesso di tutti i requisiti appena visti possono richiedere nuovamente di essere inclusi nel forfettario.

Partita IVA: gli esclusi dal regime forfettario nel 2022

Dopo aver esaminato i casi in cui si può accedere al regime forfettario, spostiamo l’attenzione sulle condizioni che determinano l’esclusione dei titolari di Partita IVA dallo stesso regime. 

Si tratta di cause già indicate nella Legge di Bilancio 2019, nella Manovra 2020, e confermate anche nel 2022. Possono essere di natura economica, anagrafica o strettamente dipendenti dal settore lavorativo di appartenenza.

Più nei dettagli, l’accesso al regime forfettario è escluso ai residenti all’estero, se non realizzano almeno il 75% di reddito in Italia, a coloro che rientrano in altri regimi IVA e a quanti che, oltre a lavorare autonomamente in proprio, fanno parte di società a responsabilità limitata o aziende a conduzione familiare.

Stessa sorte spetta a chi ha lavorato nella stessa azienda i due anni antecedenti all’apertura della Partita IVA e a coloro che hanno maturato reddito da lavoro dipendente, o assimilabili, in misura superiore a 30.000 euro.

L’ultima eccezione decade se viene meno il rapporto di lavoro.

Partita IVA: obbligo di fatturazione elettronica per il regime forfettario? Ecco cosa cambia dal 2022

Fino a questo momento, il regime forfettario si è sempre distinto dal regime ordinario per essere escluso dall’obbligo di fatturazione elettronica, per i primi in vigore già dal 2019.

Stando alle ultime notizie, però, le cose potrebbero cambiare già dai primi mesi del 2022. Il Governo Draghi, infatti, per arginare il fenomeno dell’evasione fiscale ha in serbo importanti novità per il regime forfettario. Quali?

Dal nuovo anno ciascun titolare di Partita IVA sarà chiamato all’emissione della fattura elettronica e del suo inoltro al Sistema di Interscambio (SdI) trascorsi non più di 12 giorni dalla data in cui è stata effettuata la vendita di un bene o di un servizio.

Per incentivare i liberi professionisti alla fatturazione elettronica, l’esecutivo e l’Agenzia delle Entrate hanno pensato di ridurre di un anno il periodo di tempo per la verifica dei fatturati realizzati da ciascuna Partita IVA.

La novità della fatturazione elettronica per chi rientra nel regime forfettario, inoltre, potrebbe essere resa pubblica prima di quanto previsto, non appena entrerà in vigore la nuova Legge di Bilancio 2022.

Solo qualche giorno quindi e avremo informazioni più dettagliate al riguardo.

Partita IVA: cambia il regime forfettario nel 2022 per i professionisti nella sanità?

Tutte le novità appena viste, invece, non influenzerebbero il regime forfettario a cui accedono i professionisti del settore sanitario. Dal 2022, infatti, continueranno ad essere esclusi dall’obbligo di fatturazione elettronica, come stabilito dalla DL n. 146/2021.

In altre parole, tali lavoratori autonomi invieranno i dati al Sistema Tessera Sanitaria, come abituati a fare, seguendo la stessa procedura di emissione delle fatture, esclusivamente cartacee.

La ragione che ha impedito uno stravolgimento del regime forfettario per i titolari di Partita Iva appartenenti al settore della sanità sono in larga parte legate alla necessità di continuare a tutelare la privacy dei clienti.

Nuova Partita IVA e regime forfettario: cosa cambia per le start up dal 2022

Per coloro che hanno intenzione di avviare una nuova attività aprendo una Partita IVA, il regime forfettario rimane la migliore scelta anche nel 2022 per godere di una serie di vantaggi in termini di tassazione agevolata.

Per i primi 5 anni di attività, infatti, si applica una flat tax con aliquota del 5%, sempre nel rispetto di specifici requisiti

Innanzitutto, le start up che vogliano accedere al regime forfettario non devono risultare titolari di altra o altre attività nei tre anni precedenti alla richiesta. Tantomeno, devono aver avuto, prima della richiesta di ingresso nel regime forfettario, un’attività simile o chiedere l’iscrizione per il proseguo di un lavoro in precedenza svolto.

Inoltre, va rispettato sempre il limite di 65.000 euro di fatturato.

Attenzione, le start up possono accedere al regime forfettario agevolato solo per i primi 5 anni di attività. Ad esempio, se si apre una Partita IVA nel 2022 si potrà godere delle agevolazioni fiscali fino al 2026.