Non sono poche le novità che interessano le Partita IVA a regime forfettario. Grandi sono le aspettative per il 2022, visto come l’anno della ripresa. Ma, attenzione non ci si aspetta una ripresa abbagliante, né tantomeno un tampone che arguisca il risveglio. Si attende lo slancio per rafforzare il motore della crescita del Paese

Nella Legge di Bilancio 2022 sono presenti le linee guida su investimenti e finanziamenti diretti alle imprese, tantissime forme di agevolazioni, contributi e sussidi, ma anche obblighi per coloro che sfruttano diversi benefici fiscali e non solo.  

Con la riforma fiscale 2022 cambiano le incombenze per le partite IVA. Numerosi sono i correttivi formalizzati, tra cui l’eventuale presenza dell’obbligo nella fatturazione elettronica.

Il Governo Draghi non è intervenuto sui criteri di adesione al regime forfettario, per cui restano attivi tutti i requisiti previsti nel 2021. Il vero problema, è il nodo sull’obbligo della fatturazione elettronica per tutti coloro che si trovano in regime forfettario.

 Il Consiglio UE nel mese di dicembre, ha disposto la presenza dell’obbligo della fattura elettronica sino al 2024, estendendo il quadro anche a coloro che risultano in regime forfettario.

È possibile che a breve attraverso la Riforma fiscale venga inserite il correttivo per i forfettari e che l’obbligo venga reso operativo anche per quest’ultimi. Una possibilità riportata anche da il Sole 24 Ore, che sottolinea la possibile obbligatorietà della fatturazione elettronica per le partite IVA a regime forfettario come un’incombenza quasi certa nel 2022. 

L’ufficialità della Legge di Bilancio 2022, è giunta il 31 dicembre 2021, a questo punto non ci resta che capire se arriva una norma nazionale per le Partite IVA a regime forfettario. Se i forfettari rientrino nel quadro delle obbligatorietà innanzi descritte. 

Una breve guida alle principali caratteristiche della Partita IVA a regime forfettario. Ti spiegheremo, quale sconto si applica sulle imposte, ma soprattutto chi resta escluso dal regime fiscale agevolato. 

Partita IVA regime forfettario 2022: obblighi e vantaggi

Come accennato innanzi, il Governo Draghi non è intervenuto sui criteri previsti per l’accesso al regime fiscale agevolato, per cui restano attivi tutti i requisiti iniziali. 

D’altra parte, le partite IVA possono accedere al regime forfettario grazie all’intervento introdotto nella Legge n. 190/2014, (Legge di Stabilità 2015). Ulteriori modifiche vennero istituite nella la Legge di bilancio 2019. Fino ad arrivare agli attuali criteri di ammissione alle condizioni fiscali agevolate 2022 messe a regime con la Legge di Bilancio 2020.

Non sono pochi i contribuenti che attraverso il regime fiscale agevolato hanno potuto beneficiare di una gestione semplificata, intesa come un notevole risparmio annuale sul pagamento delle imposte da versare nelle casse dello Stato italiano. Tuttavia, se da un lato vi sono diversi benefici fiscali, dall’altro si rischia facilmente d'inciampare nell’esclusione delle agevolazioni. 

Per quanto riguarda il profilo della tassazione, viene applicata un’imposta in misura agevolata che subentra a quelle riferite all’IRPEF, IRAP e alle varie addizionali comunali e regionali.

Nello specifico, secondo quanto riportato dall’Agenzia delle Entrate, la misura delle aliquote del beneficio fiscale cambia sulla base di diverse condizioni, tra cui: 

  • si applica l’aliquota nella misura ridotta pari al 5% nei primi 5 anni riferiti all’inizio di una attività; 
  • si applica l’aliquota nella misura sostitutiva pari al 15% nelle altre circostanze. 

Oltre tutto va detto che, attraverso il regime forfettario l’aliquota applicata al reddito viene computata a forfait. Non una differenza da poco. Permette di semplificare le incombenze relative alla prassi contabile, ma anche di guadagnare una notevole risparmio inteso in termini di pagamento di tasse. 

Per gli artigiani e commercianti è previsto anche per il 2022, la possibilità di uno sconto previdenziale spalmato sulla contribuzione, ovvero una misura ridotta nell’aliquota del 35%.

Un regime previdenziale agevolato per coloro che hanno iniziato un’attività lavorativa nel 2021, la cui partecipazione deve essere inoltrata all’INPS entro la data del 28 febbraio 2022. Secondo quanto comunicato dall’INPS nella circolare n. 24/2020, tutti coloro che intendono avviare l’attività nel corso del 2022 devono inoltrare all’INPS l’adesione in forma tempestiva. 

Si consiglia la visione del video YouTube di Carlo Alberto Micheli sul regime forfettario 2022. 

Partita IVA: requisiti regime forfettario 2022

Per quanto riguarda il 2022 non sono state apportate modifiche circa i criteri di accesso, né tantomeno quelli riferiti all’esclusioni dal beneficio. Pertanto, si presuppone che restano invariate le disposizioni della Legge di bilancio 2020. Ricordiamo che resta attivo il sistema di premialità istituito per incrementare l’uso della fatturazione elettronica. 

Possono richiedere l’adesione al regime agevolato forfettario tutti coloro che rientrano nelle seguenti condizioni, tra cui:  

  • in presenza di ricavi o compensi non più alti di 65.000 euro. Se sono presenti più attività e diversi codici Ateco);
  • in presenza di spese non più alte di 20.000 euro lordi per attività lavorative di terzi, collaboratori e dipendenti. 

In sintesi, sono esclusi dal beneficio forfettario fiscale i seguenti soggetti, tra cui:

  • persone fisiche aderenti a regimi speciali per la determinazione dell’IVA, oppure, di regimi forfetari sul reddito;
  • non residenti, a esclusione di coloro per cui risulti la residenza in uno degli Stati membri dell’Unione europea e così via. Che garantisca allo Stato italiano un reddito prodotto nel territorio non inferiore al 75%;
  • gli esercenti attività d’impresa, arti o professioni aderenti a società di persone, associazioni professionali o imprese familiari e così via. 
  • in presenza di un reddito da lavoro dipendente o assimilato prodotto nell’anno precedente del valore più alto di 30.000 euro e così via. 

Partita IVA: i forfettari hanno l’obbligo della fatturazione elettronica?

Per il momento, non vi è l’obbligo per coloro che si trovano in regime forfettario di dover provvedere alla fatturazione elettronica. Ma, le disposizioni promosse dal Consiglio Ue sono chiare. In sostanza, l’Italia dovrebbe estendere l’obbligatorietà della fatturazione elettronica anche a coloro che si ritrovano in regime forfettario. Tuttavia, manca ancora un intervento chiarificatore nazionale.

Ad oggi, per le partite IVA resta attivo il sistema di premialità istituito per incrementare l’uso della fatturazione elettronica. Il che porta a ottenere maggiori benefici su altri fronti.

In particolare, se il contribuente applica il sistema della fatturazione elettronica su tutto il fatturato annuo prodotto, vengono applicate le disposizioni previste dall’articolo 43 del DPR n. 600/73, che regolamenta l’accertamento delle imposte sui redditi.

Nello specifico, la decadenza dell’accertamento fiscale viene diminuita di un anno. Ecco, perché restano valide le fatture elettroniche prodotte in ritardo o in forma cartacea e successivamente trasformate in elettroniche. In questi casi, si applicano le disposizioni previste dall’Agenzia delle Entrate nella Risposta n. 520/2021. 

Infine, i vantaggi del regime forfettario sono diversi, oltre quelli sopra elencati restano attive le semplificazioni sull’IVA e i vari adempimenti a esso collegati. 

In particolare, la partita IVA in regime forfettario, non deve applicare l’IVA nella fattura dei rispettivi clienti, né tantomeno è tenuta all’obbligo della liquidazione dell’imposta e del versamento con l’incombenza dell’esibizione della dichiarazione annuale. 

Chi applica il regime forfetario, inoltre, non ha l’obbligo di registrare i corrispettivi, le fatture emesse e ricevute. Non vi è l’obbligo della fatturazione elettronica, eccezion fatta per i rapporti con la pubblica amministrazione e così via.