Quando si parla di tasse in Italia si pensa subito a quelle sul lavoro, dipendente o autonomo, o sulle proprietà di auto e case. Tuttavia esistono alcune imposte nascoste che non tutti conoscono, e che riguardano ulteriori prodotti o servizi. Basta pensare alle accise, ovvero quelle sulla benzina, per avere un'idea di quali possono essere versate anche indirettamente, senza accorgersene.

Tra queste, vi sono anche quelle sui conti correnti. Sicuramente quasi tutti al giorno d'oggi hanno un luogo in cui mettere da parte i propri risparmi, o in cui il datore di lavoro versa ogni mese lo stipendio. Avere un deposito di questo tipo oggi è piuttosto frequente, e a volte una stessa persona ha più conti intestati.

Anche a te sarà capitato di dover aprire un conto in banca per depositare del denaro, o per poter ricevere lo stipendio da parte del tuo datore di lavoro. Come riporta Altroconsumo.it le imposte si pagano anche in questo caso allo stato:

"Anche il conto corrente è un prodotto colpito dalle tasse (qualcuno parla di tassa patrimoniale), che, in particolare, sono di due tipi, le tasse sugli interessi attivi e l’imposta di bollo."

Questo vuol dire che in questo momento molto probabilmente stai pagando alcune imposte sul tuo conto corrente, senza saperlo. Si tratta di cifre non altissime, ovvero di piccole somme, che ogni anno vengono trattenute dalla banca per essere versate allo stato. Cifre che tuttavia dopo alcuni anni possono cumulare una discreta somma, ed è meglio conoscere quali sono.

Vediamo in questo articolo quali sono le imposte che vengono applicate sui risparmi che versi in banca, e soprattutto quando le devi pagare, secondo le norme italiane.

Tasse sul conto corrente: la soglia di 5.000 euro

Quando si parla di imposte da versare allo stato per depositare il denaro, bisogna ricordare che non tutti devono necessariamente pagare. Esiste una possibilità che può essere vantaggiosa anche per te, e che non tutti conoscono, per essere completamente esonerati dal pagamento.

La possibilità riguarda da vicino quanti soldi depositi in banca: per chi ha una somma inferiore a 5.000 euro tra i propri risparmi, non viene applicata alcuna imposta di bollo. La norma è valida per tutto il territorio italiano, e si tratta di una condizione particolarmente vantaggiosa per chi ha pochi risparmi depositati in banca.

In particolare, i giovani che hanno appena aperto un conto possono essere esonerati da questo genere di pagamento, quando non superano la soglia prevista. Per essere più precisi, questa soglia riguarda la giacenza media, ovvero la media dei soldi depositati durante l'anno.

Se vuoi conoscere questo valore, ti basterà chiedere alla tua banca di inviarti un documento riassuntivo del denaro che hai depositato durante l'anno: anche se hai superato nella pratica 5.000 euro di deposito, non è detto che dovrai pagare.

Infatti è proprio la giacenza media a stabilire quando devi provvedere al pagamento di queste imposte. La principale tassa che si paga sui conti correnti è l'imposta di bollo, ma non è prevista quando la giacenza media è così bassa. Cosa accade se hai un libretto postale e tieni i tuoi risparmi alle Poste Italiane invece che in una banca?

Nello stesso modo, anche in questo caso sei esonerato dal pagamento se non superi la soglia limite vista sopra, così come accade per tutti i conti correnti a te intestati. Oggi moltissime persone scelgono di utilizzare i servizi bancari disponibili direttamente online: queste banche spesso non hanno alcuna sede fisica.

Oltre ad essere molto vantaggiose, e a garantire programmi online per la gestione dei risparmi molto flessibili, talvolta non prevedono il pagamento di alcuna somma, che viene versata da queste aziende. 

Quali tasse paghi sul tuo conto? L'imposta di bollo

Come visto prima, anche sui tuoi risparmi sei tenuto a pagare una certa somma di denaro, e a versarla allo stato. Tuttavia sei esonerato se gli importi versati sono risotti, secondo la soglia vista sopra. Ma quali sono nella pratica queste tasse? Si tratta principalmente dell'imposta di bollo, che per legge viene applicata in tutti i conti correnti per cui la giacenza media supera la soglia vista sopra.

Al momento, se hai un conto corrente, dovrai pagare ogni anno una imposta di bollo di 34,20 euro. Sicuramente si tratta di una cifra molto piccola, tuttavia potresti scoprire che questa cifra è scomparsa dai tuoi risparmi senza sapere di cosa effettivamente si tratta.

L'imposta di bollo è una tassa presente per legge, che viene addebitata sia se utilizzi un deposito personale, sia sui conti correnti utilizzati dalle aziende. Queste imposte sono presenti in qualsiasi caso, sia se depositi i tuoi risparmi alle poste, che se li depositi in qualunque tipo di banca.

In alcuni rari casi è la banca a provvedere per te al pagamento di questa imposta, e questo avviene specialmente quando stai depositando denaro tramite un servizio online gratuito. Tuttavia, nella maggior parte dei casi, ti troverai di fronte ad una tassa sui tuoi risparmi che non potrai evitare.

L'imposta di bollo viene pagata generalmente quando si decide di emettere un estratto conto, oppure una volta all'anno a dicembre. Senza accorgertene, potrà esserti sottratta dalla somma complessiva depositata nella tua banca la cifra di 34,20 euro in un'unica soluzione.

Se depositi denaro in banca come persona giuridica (ovvero con il nome della tua impresa o un ente similare) dovrai pagare una imposta di bollo più alta, di 100 euro all'anno. Se hai una attività è importante per te conoscere questi pagamenti, che fanno parte delle spese dell'azienda.

Come non pagare l'imposta di bollo sul conto corrente

Molti si chiedono se sia possibile trovare un modo per non pagare l'imposta di bollo sul conto corrente, dato il grande numero di versamenti obbligatori di denaro già presenti in Italia. Se ti stai chiedendo come puoi evitare questi pagamenti, alcune soluzioni ci sono, anche se non sono tutte a portata di mano:

  • Essere in rosso;

  • Avere una giacenza media inferiore a 5.000 euro;

  • Utilizzare una prepagata come metodo di deposito e pagamento;

  • Affidarsi a conti online senza spese;

  • Chiedere di aprire un conto base.

Il primo caso riguarda i conti che sono scesi fino allo zero, per cui non essendoci una giacenza di denaro effettiva, non sono previste tasse. Affidarsi ad un deposito online è il metodo più conveniente per risparmiare, soprattutto quando le aziende che offrono questo servizio provvedono in autonomia al pagamento delle tasse, ovvero senza sottrarle dai tuoi risparmi.

Non tutti sanno che esiste un conto base che non ha questa tassa, ma che le banche raramente mettono a disposizione. E inoltre, potrai essere esonerato dai pagamenti solo se hai un ISEE inferiore a 11.600 euro. Escludendo questi casi, dovrai sempre pagare in base ai tuoi risparmi, se li depositi in banca o alle poste.

L'imposta di bollo inoltre non è l'unica somma che pagherai per i servizi bancari. Ogni banca infatti chiede un certo pagamento, che si aggiunge alle imposte da versare, sulla base delle operazioni che decidi di effettuare, oppure per l'esistenza stessa di uno spazio per il deposito del denaro.

Tasse sugli interessi del conto corrente

Oltre all'imposta di bollo, molte banche ti chiedono di pagare una certa cifra per poter utilizzare il servizio da loro offerto. Quando apri un conto in banca infatti, la prima cosa che ti iene chiesta di fare è quella di firmare un contratto, dove sono riportati tutti i termini per cui potrai utilizzare il servizio proposto.

Queste imposte non riguardano tutti, ma unicamente chi provvede a investire il proprio denaro per guadagnare una rendita. Alcune operazioni di investimento di questo tipo vengono compiute dalla banca stessa, su richiesta di chi possiede il denaro e lo deposita in banca.

Senza entrare troppo nella materia finanziaria, se avrai un guadagno dai soldi depositati, a causa di investimenti in borsa, la tua banca pagherà da questi guadagni alcune tasse del 26%, secondo la legge italiana. Non tutti devono provvedere a pagare queste cifre, perché sono riferite solamente a chi investe il proprio denaro in titoli o azioni in banca.

Tuttavia questi pagamenti si sommano all'imposta di bollo, nel caso in cui vengono effettuati investimenti, e si aggiungono alle normali spese da pagare alla banca. Sicuramente se vuoi investire i tuoi soldi in qualche operazione finanziaria, dovrai farti assistere da un esperto in materia, e avere un po' di denaro da parte in modo da non rischiare eventuali perdite.

Conto corrente cointestato: si pagano le tasse?

Cosa accade se il tuo conto corrente è cointestato, ovvero è intestato anche ad un'altra persona? Avere un deposito di denaro di questo tipo è molto frequente soprattutto in famiglia: puoi infatti decidere di intestare i tuoi risparmi anche a tua moglie, tuo marito, oppure ai tuoi figli.

Se decidi di cointestare i tuoi risparmi, dovrai fare attenzione alle autorizzazioni che deciderai di confermare: chi potrà versarci il denaro? Chi potrà prelevarlo? Oltre a fare attenzione a questi aspetti, è anche necessario valutare quali sono le tasse che si andranno a versare.

Anche i conti correnti cointestati infatti sono soggetti a tassazione, ovvero devono pagare ogni anno l'imposta di bollo per poter essere utilizzati. Anche in questo caso la cifra è la stessa, ovvero di 34,20 euro, pagata alla fine dell'anno, oppure al momento dell'estratto periodico.

L'imposta di bollo è sempre uguale, ovvero non cambia se siete in più persone ad avere la disponibilità dei risparmi. Anche in questo caso è possibile evitare l'imposta di bollo cercando una banca online che sostenga le spese al posto dei proprietari dei risparmi, come spiega Confrontaconti.it:

"Soprattutto nel caso di conti correnti online capita spesso che vengano azzerate tutte le spese a carico dei consumatori e che sia l’istituto stesso a sostenere la spesa dell’imposta."

I conti online si sono diffusi molto nell'ultimo periodo, e potrebbero essere una scelta ideale se cerchi un deposito per i tuoi risparmi a prezzi contenuti, e evitando di pagare le tasse su questi risparmi.