Pranzo di Pasqua, ecco cosa si mangia in Italia: 4 ricette tradizionali da non perdersi

Tra tradizione e modernità gli italiani cercano di reinventarsi a ogni pranzo di Pasqua: cosa si mangia solitamente in Italia? Ecco 4 piatti tipici.

Il pranzo di Pasqua è una tradizione e, nonostante sia meno famoso rispetto al suo cugino Natale, anche a Pasqua ci sono piatti tipici e pranzi tradizionali che variano da Regione a Regione e da famiglia a famiglia. Cosa si mangia a Pasqua in Italia? Sono molti i piatti tradizionali, ma il protagonista indiscusso è sicuramente la carne, soprattutto di agnello.

Proprio l’agnello è il simbolo per eccellenza del sacrificio e per la tradizione religiosa cristiana è fondamentale celebrare il sacrificio e la Resurrezione di Gesù. Importante anche per la tradizione ebraica: come prescritto da Dio a Mosè, il popolo di Israele sacrificò l’agnello e lo mangiò insieme alle erbe aromatiche e al pane azzimo. Molte sono però le ricette alternative, sia tradizionali sia non. Ecco i 4 piatti preferiti dagli italiani.

In questo articolo riportiamo le domande e risposte più chieste dalla nostra comunità.

Sommario:

  1. 1.

    Cosa si mangia il giorno di Pasqua in Italia

  2. 2.

    Qual è il piatto tipico di Pasqua

Cosa si mangia il giorno di Pasqua in Italia

Come ogni pranzo che si rispetti, anche e soprattutto quello di Pasqua comincia dall’antipasto per terminare con il dolce.

Per l’antipasto, le uova sono le preferite: ci si può sbizzarrire nella preparazione, passando da frittate a omelette, fino a uova sode riempite con qualche verdura o da accompagnare con qualche salsa. Ovviamente, non possono mancare salumi e formaggi.

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Per il primo piatto è tradizione che si prepari la pasta fatta in casa: dalla classica sfoglia all’uovo fino alla semplice acqua e farina. Il tutto condito a piacere. Anche qui le tradizioni e le ricette regionali variano: dagli agnolotti ripieni di carne conditi con burro e salvia (in Piemonte) alle lasagne verdi con besciamella e ragù (in Emilia), fino alle orecchiette con carciofi e mandorle tipiche della Puglia.

Per il secondo piatto della tradizione pasquale italiana, come accennato in precedenza, non può mancare l’agnello: ogni Regione italiana lo prepara in modo diverso e lo accompagna con un contorno in particolare.

Per esempio, l’agnello viene cotto al forno con patate in Piemonte, Friuli-Venezia Giulia, Veneto e Campania, oppure con rosmarino e cipolle in Sicilia, “tartufato” in Umbria, arrosto in Liguria ed Emilia-Romagna, “cacio e uova” in Molise e Abruzzo, con i cardoncelli (che sono una verdura selvatica dalla forma sottile e allungata) in Basilicata.

In alcune Regioni, invece, prevale il polpettone alla sarda e l’abbacchio alla romana, cotto con vino, acciughe salate, rosmarino e aglio.

Il consumo dell’agnello nella giornata di Pasqua deriva dalla tradizione ebraica. Nella tradizione cristiana, invece, l’agnello è il simbolo del sacrificio di Cristo sulla croce.

Come dolce è indiscutibile la colomba o l’uovo di Pasqua. Ci si può sbizzarrire anche in tal caso: dalle colombe artigianali a quelle fatte in casa, oppure si possono scegliere quelle del supermercato con differenti farciture e differenti costi. Lo stesso vale per le uova: cioccolato fondente, al latte o bianco. Questi dolci preparati anche da rinomati chef italiani sono il simbolo della Pasqua per eccellenza.

Qual è il piatto tipico di Pasqua

Agnello e uova: questi i principali ingredienti di un pranzo pasquale in Italia. Il bello della cucina però è che ci si può sbizzarrire ai fornelli preparando piatti nuovi ma allo stesso tempo tradizionali. Ecco 4 esempi di piatti tipicamente tradizionali da mangiare a Pasqua:

  • agnello al forno, cucinato con patate e rosmarino: per quanto semplice, riesce a far venire l’acquolina al solo profumo

  • brasato al barolo: tipicamente piemontese si tratta di un delizioso stufato preparato con carne di manzo proveniente dalla razza Fassona, allevata nelle colline delle Langhe. La carne viene marinata per almeno dodici ore in un eccellente vino rosso, arricchito da una combinazione di aromi come sedano, carote, cipolle, bacche di ginepro, chiodi di garofano e cannella. Successivamente, il tutto viene cotto a fuoco lento per due ore. Le erbe aromatiche vengono poi frullate e aggiunte nuovamente alla carne che continua a cuocere fino a raggiungere una consistenza morbida e tenera

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  • casatiello: tipico della tradizione napoletana, in ogni famiglia si conserva gelosamente la propria ricetta del casatiello o tortano, una torta rustica farcita con un assortimento di ingredienti, tra cui pancetta, salame, uova sode e provolone dolce o piccante. Consumato tradizionalmente la sera del Sabato Santo, questo piatto rimane incredibilmente morbido e fresco per diversi giorni

  • colomba farcita: ovviamente non può mancare come dolce la colomba di Pasqua, disponibile in molteplici varianti, da quella classica a quella vegana con cioccolato e arancia proposta dallo chef Antonino Cannavacciuolo

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