Hot Chip Challenge, l’Antitrust ha ritirato la patatina piccante dal mercato: ecco perché

La patatina più piccante al mondo, Hot Chip Challenge, è stata ritirata dal mercato: scopriamo perchè l'Antitrust ne ha bloccato la vendita.

Molti la conoscono grazie ai video che diversi influencer hanno realizzato come segno di sfida, ma la patatina più piccante del mondo, la Hot Chip Challenge, è stata ritirata dal mercato dopo la sentenza dell’Antitrust per i pericolosi effetti che può avere sulla salute delle persone Non a caso, molti ragazzi sono finiti in ospedale dopo averla assaggiata per gioco.

Cerchiamo di capire perché questa patatina è stata ritirata dal mercato e quali sono i rischi della Hot Chip Challenge.

In questo articolo riportiamo le domande e risposte più chieste dalla nostra comunità.

Sommario:

  1. 1.

    Hot Chip Challenge ritirata dal mercato

  2. 2.

    Perché l’Antitrust ha bloccato la vendita della patatina?

  3. 3.

    Cosa c’è nella patatina più piccante al mondo?

  4. 4.

    Cosa contiene la Hot Chip Challenge

  5. 5.

    Quanto costa la patatina più piccante del mondo?

Hot Chip Challenge ritirata dal mercato

Le indagini dell’Antitrust sulla Hot Chip Challenge sono iniziate nel novembre 2023, a pochi mesi dal ricovero in ospedale di un ragazzo (il tiktoker Diego Simili) che l’aveva assaggiata per gioco.

All’interno della scatola di cartone rosso, che si poteva acquistare sul web, si trovavano diversi oggetti: un guanto nero e la patatina più piccante del mondo, rosso fuoco. Ultimamente la patatina veniva insaporita anche dai peperoncini Carolina Reaper e il Trinidad Scorpion Moruga.

Lo scopo di questa challenge era riuscire a mangiare la patatina e resistere il pi+ possibile alla sua piccantezza: per molti, però, il gioco si è trasformato in dramma, al punto che sono stati ricoverati numerosi influencer che hanno riportato delle ustioni.

A questo punto l’Antitrust ha deciso di bloccare la vendita della Hot Chip Challenge e da quel momento la società DAVE’s srl che si occupa della sua distribuzione non potrà più pubblicizzarla.

Perché l’Antitrust ha bloccato la vendita della patatina?

Secondo l’Autorità Garante del Mercato e della Concorrenza, la società non informava correttamente e sufficientemente i consumatori sui potenziali rischi connessi al consumo di questa patatina, molto piccante. Come leggiamo nell’istruttoria:

l’Antitrust contestava la mancanza di informazioni rilevanti su un prodotto alimentare che poteva mettere in pericolo la salute e la sicurezza dei consumatori, specie se bambini o adolescenti.

Non solo: all’interno della confezione venivano date istruzioni particolari ai consumatori, ovvero filmarsi mentre mangiavano questa patatina per vedere gli effetti causati e per condividere con altri utenti le clip realizzate.

L’Antitrust ha quindi optato per il blocco della vendita per tutelare i consumatori più giovani che sono stati spinti a consumarla per superare la challenge.

Cosa c’è nella patatina più piccante al mondo?

La patatina più piccante al mondo è infusa con il famigerato peperoncino Carolina Reaper, noto per essere il peperoncino più piccante al mondo. 

Cosa contiene la Hot Chip Challenge?

Nelle ultime confezioni vendute sul mercato la Hot Chip Challenge era infusa con il Carolina Reaper e il Trinidad Scorpion Moruga.

All’interno della confezione di cartone si trovava anche un guanto nero per evitare che la patatina potesse ustionare la pelle.

Quanto costa la patatina più piccante del mondo?

Quando era ancora possibile acquistarla, la patatina più piccante del mondo era venduta liberamente online a un prezzo tra i 9 e i 15 euro per una singola patatina da 6 grammi, quindi pari a 1.650-2.500 €/kg.

Laura Pellegrini
Laura Pellegrini
Redattore, classe 1998.Sono veronese di nascita e milanese d'adozione. Mi sono Laureata in Comunicazione e Società presso l'Università degli Studi di Milano e sono da sempre appassionata di giornalismo e attualità. Entrata nel mondo dell'informazione grazie a uno stage curricolare, ho svolto per due anni l'attività di redattore e social media manager. Attualmente collaboro da remoto con Trend-online, la testata grazie alla quale ho lanciato il mio primo e-book, e con altre testate per la sezione di attualità. La mia ambizione principale è quella di costruire una carriera internazionale.
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