Di seguito riportiamo l'intervista ad Emanuele Rigo, General Manager di Newtraderlab, al quale abbiamo rivolto alcune domande sulle valute, su alcune commodities e sugli scenari attesi per le Borse.

L'euro-dollaro si muove poco al di sopra di quota 1,18. Quali le attese nel breve?

L'euro-dollaro nel medio termine si sta muovendo ancora in un territorio abbastanza laterale poco sopra quota 1,18.
Da notare che il cross ha guadagnato circa una trentina di pips dopo il dato sull'inflazione USA, leggermente più debole delle attese.

Il dato pò scorporato delinea una situazione di non particolare forza della dinamica di consumi interni, confermando piuttosto una dinamica di aumento del tasso di inflazione globale.

Questo allontana almeno per il momento parzialmente i rischi di un aumento significativo dei tassi USA, quindi del tapering, ma in sostanza non va a cambiare eccessivamente lo scenario di fondo che prevede un'azione da parte della Fed nei prossimi mesi proprio sul fronte del tapering.

Intanto l'euro-dollaro ha recuperato livelli leggermente più alti, ma nella mia visione non cambia di molto lo scenario che rimane ancora interlocutorio.

Tendenzialmente potremmo assistere ad un altro po' di risalita per poi vedere scendere il cross verso 1,18/1,179.

L'oro continua a muoversi intorno ad area 1.800 dollari. Quali prospettive vede per questo asset?

L'oro sembra non avere abbastanza forza per superare in maniera stabile quota 1.800 dollari l'oncia.

La dinamica che mi aspetto è legata al destino del dollaro e, nonostante il dato sull'inflazione leggermente più debole che ha spinto al rialzo il gold da 1.780 dollari circa a 1.798/1.800 dollari, credo che potremo vedere ancora un po' di salita prima di un ritorno verso i 1.800/1.790 dollari.   

Per il momento l'oro è assolutamente ingessato e non mi aspetto movimenti particolari in questa fase.

Il petrolio sale ancora e si allontana da quota 70 dollari. Si aspetta nuovi rialzi nel breve?

Sul fronte petrolio c'è una presa di coscienza da parte degli operatori che c'è una dinamica della domanda globale in miglioramento, anche prospettica per il prossimo anno, e questo trascina al rialzo i prezzi.

Ci sono ancora interventi in atto da parte dell'Opec che possono essere man mano svincolati e ciò dovrebbe mantenere le quotazioni su una direzione rialzista, senza però particolari strappi in una direzione o nell'altra.

Preso atto delle prospettive positive per la domanda di petrolio, l'Opec probabilmente potrebbe rivedere man mano il regime attuale dei tagli alla produzione.

Questo deprimerà un po' i prezzi del petrolio, mantenendo però sempre la progressione su un percorso rialzista. 

Da tenere sotto controllo i livelli di 72 e 73 dollari per l'oro nero e, senza avere in previsione interventi o dichiarazioni Opec nel brevissimo, potremmo assistere ad una salita verso i prezzi appena indicati.

I mercati azionari stanno vivendo alcune sedute negative intervallate da tentativi di recupero. Cosa aspettarsi?

A mio avviso è da ripetere il solito mantra di Borse che possono salire ancora, corroborato dalla pubblicazione di dati che sembrano confermare in questa fase una visione più temporanea dell'inflazione rispetto ad una visione disfattista o preoccupata.

Molto probabilmente gli indici hanno ancora la possibilità di salire ulteriormente in attesa del prossimo meeting della Fed.

Ci si aspetta un nulla di fatto, visto che si potrebbe iniziare a parlare i tapering, ma almeno per il momento la cosa non sembra spaventare particolarmente i mercati.

Le Borse sono molto controllate in questa fase e, salvo sorprese eclatanti dalla Fed, non dovrebbero esserci grandi divergenze dallo scenario attuale.

In sintesi il vento resta ancora a favore dell'azionario e almeno per ora non ci sono motivi per pensare ad un ribasso importante.