Di seguito riportiamo l'intervista ad Emanuele Rigo, General Manager di Newtraderlab, al quale abbiamo rivolto alcune domande sulle valute, su alcune commodities e sugli scenari attesi per le Borse.

Come giudica i recenti movimenti dell'euro-dollaro e quali gli scenari che si aspetta nel breve?

L'euro-dollaro si è rafforzato anche dopo il dato sull'inflazione diffuso negli Stati Uniti, dove a dicembre si è avuto un rialzo maggiore del previsto.

Di recente il presidente della Fed, Jerome Powell, ha dichiarato che la dinamica dei prezzi è da tenere sotto controllo.
Questa situazione richiede un'azione da parte della Banca Centrale americana e intanto l'euro-dollaro sembra ripartire dopo aver stazionato a lungo intorno ad ad area 1,13.

Da parte degli Stati Uniti c'è una maggiore aggressività nell'uscita dalla fase di politica monetaria iper-accomodante.    

Questo dovrebbe realizzarsi con tre rialzi dei tassi USA nel corso del 2022 e c'è chi sostiene che saranno addirittura quattro.

Sarà importante capire come si uscirà da questa fase, ma sembra che dal punto di vista dinamico l'euro-dollaro sia destinato ad indebolirsi ancora e che ci sarà quindi una nuova fiammata per il biglietto verde.

Questo anche perchè in Europa diversi esponenti hanno detto di attendersi un'inflazione in rientro nel 2023 intorno al 2%, cosa che allo stato attuale non renderebbe necessarie politiche di restrizione monetaria.

La Lagarde probabilmente dovrà aspettare i prossimi 2-3 mesi per capire se il rientro della dinamica di aumento dei prezzi nel comparto energia avrà un impatto calmierante sull'inflazione e poi forse deciderà.

L'oro sta provando ad allungare nuovamente sopra i 1.800 dollari. Qual è la sua view su questo asset?

L'oro è fermo su questi prezzi da quasi un anno e mezzo e probabilmente con un tendenziale rafforzamento dei tassi USA potremmo vedere un lieve arretramento del gold verso i 1.780 dollari, da cui però probabilmente tornerà a rimbalzare.

Nelle ultime ore l'oro si sta rafforzando, ma per il momento non vedo l'uscita dei corsi dal trading range compreso tra i 1.750 e i 1.850 dollari circa.

Il petrolio ha superato di slancio gli 80 dollari: il movimento in atto è destinato a proseguire?

Il nervosismo sui mercati che aveva penalizzato le materie prime, legato chiaramente alla prospettive di un rialzo dei tassi, ha portato ad un'iniziale indebolimento del petrolio.

Si è avuto però poi un recupero deciso del petrolio che ha superato anche quota 80 dollari, ma non mi aspetto ulteriori rialzi di rilievo nel breve.

Poco fa ha parlato di un nervosismo dei mercati: durerà ancora nel breve? Prime avvisaglie di una correzione più ampia?

Per le Borse potrebbe esserci una piccola correzione su un eventuale annuncio di politica monetaria un po' più restrittiva di quella che ci si aspetta.

Sarà importante capire se Powell dirà che prima si esce dalla fase di accomodamento monetario e poi si alzano i tassi, o se al contrario procederà direttamente ad un incremento del costo del denaro a marzo per poi andare in direzione di un quantitative tightening.

Se però dovesse essere confermata una visione un po' più restrittiva della politica monetaria già da marzo, probabilmente vedremo una correzione che potrebbe riportare ad esempio l'S&P500 verso i 4.500 punti.

Non mi aspetto in ogni caso valori molto distanti da questo e credo che gli indici continueranno a mantenersi in prossimità dei massimi in attesa di ulteriori informazioni.

Tendenzialmente non ci sono ancora gli elementi per una seria correzione, quindi nessun allarme per il momento.