Di seguito riportiamo l'intervista ad Emanuele Rigo, General Manager di Newtraderlab, al quale abbiamo rivolto alcune domande sulle valute, su alcune commodities e sugli scenari attesi per le Borse.

L'euro-dollaro sta risalendo dai minimi e sta provando ad allungare oltre quota 1,05. Si aspetta ulteriori sviluppi positivi nel breve?

Vedo l'euro-dollaro su una china abbastanza positiva, nel senso che sono un po' scemate tutte le preoccupazioni relative a un collasso del debito sovrano europeo.

Questo aveva portato a una breve discesa della moneta unica, anche per il differente approccio in termini di politica monetaria tra Fed e BCE.

Ieri la presidente Lagarde ha ribadito al Parlamento europeo che ha tutta l'intenzione di proteggere dalla speculazione e comunque dall'impennata degli Spread il debito dei Paesi europei.

Francois Villeroy de Galhau, membro della BCE, ha confermato in maniera anche abbastanza decisa che il programma per chiudere gli Spread non deve avere limiti.

La BCE sembra quindi motivata per andare ad aggredire questo tipo di problema, mentre negli Stati Uniti l'economia comincia a scricchiolare.

Si vedono i primi segnali di cedimento e questo indica che la politica monetaria della Fed potrebbe essere un po' meno restrittiva e questo potrebbe andare a dare una mano al rialzo all'euro-dollaro.

Il cross potrebbe quindi salire a testare quota 1,06 e poi spingersi fino ad area 1,07.
Ritengo che il peggio sia alle spalle per l'euro-dollaro, salvo sorprese, e pare che la situazione sia abbastanza decisa verso l'alto.

Cosa può dirci in merito al recente andamento dell'oro e quali i possibili scenari nel breve?

L'andamento dell'oro dovrebbe seguire almeno in misura parziale quello dell'euro-dollaro, quindi le quotazioni potrebbero salire verso i 1.850 dollari l'oncia.

La conformazione del gold in queste ultime sessioni è stata molto volatile, ma ancora alla soglia dei 1.850 dollari verso cui dovrebbe risalire ora.

Non mi aspetto rialzo oltre area 1.850/1.860 dollari, perchè vedo l'oro volatile ma abbastanza laterale, quindi non mi aspetto forti impennate di prezzo.

Il petrolio ha accusato una pesante battuta d'arresto sul finire della scorsa settimana. Prevede nuovi ripiegamenti nelle prossime sedute?

Per il momento il petrolio non è l'osservato speciale, nel senso che è il gas la materia prima su cui tutti si concentrano ora.

L'oro nero ha visto un ritracciamento fin sotto la soglia dei 110 dollari e non escludo possa consolidare intorno ai 108/107 dollari in attesa di maggiori informazioni sia dall'Opec che dalla situazione internazionale.

Penso che la forte discesa del petrolio vista nei giorni scorsi sia legata a un mix di vari fattori, tra cui un aumento delle scorte e una possibile riduzione della domanda.

Si tratta di movimenti di scarico di eccessi di rialzo che si verificano in un contesto di elevata volatilità e che contribuiscono a calmierare un po' prezzi, ancora molto alti.

Se dovesse permanere in maniera prolungata la fase di lateralità del petrolio, potrebbe aprirsi la strada a una parziale discesa dei corsi.

Qual è la sua view sugli ultimi movimenti delle Borse? Vede ancora rischi al ribasso nel breve?

Continuano ad esserci rischi al ribasso, nel senso che le Borse a mio avviso resteranno laterali, quindi abbastanza ancorate alle quotazioni attuali, ben sotto i massimi dell'anno in attesa di sapere cosa farà la Fed.

Una volta superamento il prossimo meeting, allora i mercati azionari prenderanno una certa direzionalità.

Come è noto c'è stato un aumento dei tassi dello 0,75% e ci si aspetta un ulteriore incremento di 50 basis points.

Si andranno a valutare i dati macro che stanno uscendo in leggero deterioramento, segnale che stiamo entrando in una fase di allentamento delle pressioni di crescita sull'economia.

Questo potrebbe cambiare un po' lo scenario e la guidance della Fed e per il momento è tutto lì il discorso.

Visto che la correzione c'è stata e che non ci sono altre motivazioni specifiche, non mi aspetto ulteriori collassi, quanto piuttosto la possibilità di consolidare i minimi relativi toccati per poi capire quale direzione prenderà il mercato.

In sintesi possiamo aspettarci un altro po' di discesa in Borsa, in questa fase di stabilità sia dell'economia che sul fronte geopolitico, ma è difficile immaginare collassi, ossia discese superiori al 5%-6% dai livelli attuali, quindi potremmo dire che si sta concludendo la fase ribassista.