Di seguito riportiamo l’intervista realizzata a Pietro Origlia con domande sull’indice Ftse Mib e su alcune delle blue chips quotate a Piazza Affari.

Il Ftse Mib è sceso sotto quota 23.000 punti: c'è il rischio di nuovi cali o si aspetta un recupero a breve?

Dopo aver segnato ad inizio ottava nuovi top di periodo i mercati europei e nuovi massimi di sempre i listini statunitensi, in queste ultime giornate stiamo assistendo ad una fase correttiva.

Lo storno degli indici azionari trae spunto non solo dalle varianti del Covid19, che hanno portato la Germania a prolungare il suo lockdown, ma anche dalla risalita dei rendimenti dei Treasury a stelle e strisce, balzati sui massimi degli ultimi 12 mesi.

Un forte rialzo legato ai timori di un'impennata dell'inflazione, come testimoniano i massimi di periodo di alcune materie prime (rame, acciaio e petrolio).

Sul mercato delle valute continua a rimanere debole l'Euro che nei confronti del Dollaro tratta sempre vicino ai primi e forti supporti situati sulla soglia degli 1,20.

In caso di perdita di questi livelli si assisterebbe ad una prosecuzione di quella fase correttiva innescatasi ad inizio 2021.

Arrivando a dare uno sguardo al Ftse Mib, nella giornata di ieri le quotazioni sono scese sotto l'importante soglia psicologica dei 23mila punti, ex massimi di gennaio.

Nel breve importante per il FTSE Mib sarà la ripresa di questa soglia di prezzo per evitare, anche in questo caso, che le vendite possano proseguire in direzione dei prossimi target ribassisti posti sui 22.800-22.750 punti prima e a seguire a 22.500 punti.

A livello generale continuo sempre a pensare che, con il nuovo Governo Draghi, tutte le fasi correttive possono rappresentare per il nostro mercato delle importanti occasioni di acquisto.

Unicredit ieri ha accusato un ribasso più ampio di Intesa Sanpaolo. Cosa può dirci di questi due titoli ora?

Trend di breve ribassista per UNICREDIT attesa al test degli 8 euro: in caso di rottura di questa soglia si aprirebbero le porte ad una chiusura del gap up lasciato aperto il 3 Febbraio nei pressi dei 7,78 euro.

Situazione migliore per INTESA SANPAOLO la cui impostazione rimarrà sempre propositiva fin quando i prezzi si manteranno sopra la soglia psicologica dei 2 euro.
Oltre questo livello rimangono inalterate le chance di approdare in area 2,25 euro.

Tra gli industriali ieri Leonardo è stato il peggiore, mentre è salito in controtendenza Stellantis. Cosa può dirci di questi due titoli?

Il mancato break dei 6,20-6,25 euro da parte di LEONARDO è stato letto negativamente dal mercato che sotto i 6 euro avrebbe un primissimo target nei pressi dei 5,80 euro.

Tendenza di fondo chiaramente al rialzo per STELLANTIS che con il break dei 13,65-13,70 euro invierebbe un ulteriore segnale di forza, con possibili allunghi in direzione dei 14,25 euro.
Al rialzo segnali di debolezza per Stellantis li avremmo con discese sotto la soglia dei 13 euro.

A2A ieri è salito e ha conquistato la prima posizione del Ftse Mib, mentre ha perso terreno Enel. Quali indicazioni ci può fornire per entrambi?

Dopo aver chiuso il gap down lasciato aperto il 9 marzo in area 1,50 euro, il titolo A2A sta andando incontro ad una normale fase correttiva che potrebbe spingersi fin verso gli 1,40 euro senza cambiare la view positiva.

Correzione in corso anche per ENEL che potrebbe spingersi fin verso la soglia degli 8 euro, supporto da non perdere per non andare a rivedere i 7,75 euro.

Quali sono i titoli che sta seguendo più da vicino in questa fase di mercato' A quali consiglia di guardare ora?

Tra i titoli impostati al rialzo segnalo FINECOBANK che con la tenuta dei 14,50 euro dovrebbe riprendere la strada dei rialzo con ritorni sui massimi oltre i 15,35 euro.

Da seguire ESPRINET il cui pullback potrebbe portare al test di 10,80 euro e da li riprendere il suo trend di fondo al rialzo.
Infine uno sguardo a TINEXTA con la tenuta dei 21,80 euro e primi target in area 23,30 euro.

Buon trading

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