Quest'ultima seduta della settimana prosegue in rialzo per le utility che si muovono in positivo tranne una sola eccezione.

Utility in positivo, stona solo A2A

A scendere in controtendenza rispetto al settore di riferimento e al Ftse Mib è A2A che perde lo 0,49%, mentre Hera si mantiene appena sopra la parità con un frazionale rialzo dello 0,06%.

Sale dello 0,91% Italgas, preceduto da Terna che si apprezza dello 0,99%, di pari passo con Enel che progredisce dell'1%, ma riesce a fare ancora meglio Snam che guadagna il 2,1%.

Utility in rialzo malgrado rally tassi BTP e Spread

Le utility nel complesso mostrano una buona intonazione senza risentire in alcun modo delle negative indicazioni che giungono dal fronte obbligazionario.

Dopo i segnali di distensione mostrati nelle ultime sedute, le tensioni sono tornate a dominare la scena.

Lo Spread BTP-Bund si allarga nuovamente e sale del 2,65% a 189,8 punti base e copiose vendite si abbattono sui BTP, con conseguente salita dei tassi, tanto che il rendimento del decennale viaggia in rally del 3,77% al 2,832%.

Utility: primi segnali di apertura UE a cap prezzo gas

Le utility intanto restano sotto la lente sulla scia delle indicazioni che arrivano dalla stampa.         

Come riportato dai quotidiani, l'Unione Europea sta lanciando i primi segnali di apertura sull’ipotesi di introduzione di un tetto al prezzo del gas.

Questo potrebbe essere accettato, però, solo in caso di interruzione significativa o totale delle forniture di gas dalla Russia.

Si tratta di un'ipotesi che sta prendendo corpo visti i blocchi su parte delle forniture dall’Ucraina nei giorni scorsi ed il blocco del gasdotto Yamal di ieri.

Ad ogni modo, il tetto al prezzo del gas dovrebbe essere solo di natura temporanea, allo scopo di minimizzare gli effetti distorsivi sul mercato.

Equita SIM spiega che le conseguenze dell’introduzione di un cap dipendono molto dai meccanismi applicativi che ancora non sono noti.

Incerto è se l’applicazione lavorerà sui contratti di importazione direttamente dai fornitori, negoziando con loro limiti ai prezzi di vendita, o se il cap verrà finanziato con il debito pubblico o con interventi sulle società energetiche.

Utility: scenario incerto. Buone e cattive news per Enel e altri titoli

Lo scenario, spiegano gli analisti, è quindi di incertezza su questo fronte, dove il rischio resta comunque quello dell’interruzione delle forniture, con conseguenze negative sulle vendite ai clienti finali, per la riduzione volumi e margini di vendite: in tal caso si guarda in primis a Enel, ma anche ad A2A, Iren, Hera e Ascopiave.

Da segnalare anche un effetto positivo sul settore renewables per l’aumento del valore degli assets e in questo caso si guarda a Erg, Alerion, Falck Renewables, Enel, ma in misura minore anche ad A2a ed Iren che stanno investendo nel segmento.