Di seguito riportiamo l'intervista realizzata a Filippo Diodovich, strategist di IG, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'attuale situazione dei mercati e sulle prospettive nel breve.

I mercati azionari si mantengono a ridosso dei massimi, sostenuti anche da alcune buone trimestrali Usa. La tendenza è in atto è destinata a proseguire?

Le ultime trimestrali pubblicate hanno evidenziato l’ottimo momento del settore tecnologico e hanno mostrato che le brillanti performance dei big tech sui mercati azionari rispecchiano anche l’andamento dei fondamentali.

Risultati molto positivi per Apple (aumento dividendo, buyback), Facebook, Qualcomm e Amazon che seguono quelli straordinari di Microsoft, Google, Intel e AMD.

L’andamento della campagna vaccinale negli Stati Uniti, le riaperture delle attività economiche, le politiche espansive sulla spesa governativa dell’amministrazione Biden e le strategie monetarie ultra-accomodanti della Federal Reserve, portano a pensare che gli indici statunitensi abbiano ancora spazio per salire ulteriormente.

Solamente quando il presidente della FED Jerome Powell cambierà opinione sugli stimoli monetari annunciando il tapering, si potrà vedere una modifica del trend in atto.

A Piazza Affari il Ftse Mib si trova a metà tra i minimi e i massimi toccati di recente: quali i possibili scenari ora?

Le prospettive grafiche di medio termine rimangono rialziste per il Ftse Mib, anche se le recenti pressioni negative hanno portato tensioni.

Riteniamo che, se i prezzi del Ftse Mib si manterranno al di sopra del sostegno a 23.922 punti, esistano concrete possibilità di un attacco alle resistenze situate a 24.800 e 25.178 punti, rispettivamente massimi del 19 e del 5 aprile.

Solo una perentoria vittoria al di sopra di questi livelli riattiverà il trend di fondo, proiettando i corsi dell’indice italiano verso ambiziosi target ipotizzabili al di sopra dei 26 mila punti.

Tali aspettative grafiche incomincerebbero a vacillare con il cedimento del supporto a 23.922 punti, preludio a un possibile calo in direzione dei supporti in area 22640, bottom di fine febbraio.

ENI oggi perde terreno dopo la diffusione dei conti del primo trimestre. Quali sono le prospettive per questo titolo?

ENI ha pubblicato una trimestrale robusta, con un ritorno all’utile pari a 270 milioni di euro e un risultato operativo pari a 1,3 miliardi di euro.

La parte variabile del dividendo (si parte da 0,36 euro per azione) e la possibile riattivazione del piano di buyback saranno decise a luglio nell’interim report e sulla base dei prezzi petroliferi.

Nel medio/lungo periodo crediamo che ENI abbia le possibilità per recuperare ulteriormente le perdite evidenziate ad inizio pandemia e risalire verso quota 12,50 euro.

Nel breve periodo sarà fondamentale la tenuta del supporto a 9,78 euro. In caso di tenuta di tale sostegno e con il successivo superamento della resistenza a 10,33 euro, per ENI esistono possibilità di un nuovo attacco alla resistenza di 10,66 euro, picco annuale.

Sopra 10,66 euro prossimi target ipotizzabili in area 11,20 euro. L’eventuale cedimento di 9,78 euro potrebbe portare debolezza e introdurre una discesa verso 9,16 euro.

Stellantis sembra aver perso appeal dopo lo stacco del dividendo: cosa può dirci di questo titolo?

L’intero settore auto ha mostrato debolezza sulla scia della carenza di chip che ha comportato la chiusura temporanea di qualche stabilimento.

Crediamo che il comparto automotive potrebbe risentire di forte tensioni per questo aspetto nei prossimi mesi.

Per Stellantis nel breve la rottura del supporto a 14 euro ha peggiorato il quadro tecnico, aumentando le possibilità di una estensione della discesa verso il prossimo target a 13,50 euro, bottom registrato il 4 marzo.