Di seguito riportiamo l'intervista realizzata a Fabrizio Brasili, analista finanziario, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'attuale situazione dei mercati e in particolare di Piazza Affari. Chi volesse contattare Fabrizio Brasili può scrivere all'indirizzo email: f.bsuperguru@yahoo.it.

Il Ftse Mib ha mostrato una buona tenuta dopo la caduta del Governo. Ci sono le condizioni per nuovi recuperi nel breve?

Al contrario, noi temiamo che per il Ftse Mib sia la quiete (e la giusta riflessione), prima della tempesta (annunciata)!

Non ci siamo ancora resi conto che si tratta di un evento mai accaduto in tutta la storia della Repubblica, quanto verificatosi giovedì scorso.

In un momento così unico come quello mondiale, la recrudescenza della pandemia va a braccetto con il già lungo ed estenuante conflitto Russia-Ucraina, con gli effetti visibili a tutti di recessione ed inflazione, ormai quasi a doppia cifra.

Pensiamo piuttosto, che ci potranno essere continui sell-off per il Ftse Mib, anche di un 3%/4%, intervallati da logiche ricoperture e momenti di apparente sostegno dei mercati da parte delle Banche Centrali.

Questo soprattutto con mirati acquisti sui titoli finanziari più rappresentativi per gli indici, ma anche sul cross euro-dollaro, con un estenuante tiro alla fune sulla parità, ed in minor misura sullo Spread BTP-Bund, altresì poco significativo e solo mediatico.

Dovremmo arrivare quindi a breve termine sui 20.200/20.300 punti del future sul Ftse Mib con scadenza settembre e sui 19.800/19.900 punti della scadenza dicembre.

Da qui alle prossime elezioni, previste nella terza settimana di settembre, può accadere di tutto.

Ed il seguito lascerà inevase in gran parte, nella migliore delle ipotesi, tutte le riforme che l'Europa ci chiede, per erogare parte dei miliardi attesi e già spesi!

Come sarà possibile fare da settembre a fine anno tutte le riforme richieste e promesse: fisco, catasto, Lotta all'evasione, salario minimo etc?

Ed in più, senza la guida unica ed esperta di Draghi, che tutto il mondo ci invidiava, e che in un certo senso ci proteggeva, pur non essendo immune da alcuni errori commessi nel passato. Se non ce l' ha fatta lui!

Un'altra ondata che potrebbe prevedere ancora un dollaro in rafforzamento verso la parità con l'euro, e lo spread BTP-Bund anche oltre 250 punti base avverrà a medio termine, con i due future sul Ftse Mib, settembre e dicembre, rispettivamente a 19.500/19.600 e 18.800/18.900 punti.

A seguire, con il post elezioni e tutto quello che avverrà anche per l'elezione del nuovo presidente della Repubblica, e la relativa mancanza di guida istituzionale, si potrebbe arrivare tranquillamente in area 16.500/16.000 di future settembre-dicembre, come sempre indicato.

Quali indicazioni ci può fornire per due temi come ENI e Tenaris visto il recente andamento dei prezzi del petrolio?

ENI potrebbe essere ancora acquistato sempre "a piramide rovesciata" sui livelli dei 10,50/10,60 euro.

Ancora con maggior quantità fra i 9,50/10 euro, minimi degli ultimi 12 mesi), dove garantirebbe inoltre un rendimento cedolare a doppia cifra, oltre ad un ottimo potenziale di recupero verso i massimi degli ultimi 12 mesi, posti poco sotto i 15 euro, precisamente a 14,85 euro.

Per Tenaris, titolo molto più speculativo, attendiamo per un eventuale acquisto, meglio un ritorno su valori più contenuti, essendo ora a metà fra i minimi e massimi degli ultimi 12 mesi, posti rispettivamente a 8 e 16 euro.

Terna ha brillato prima del week-end, mentre ha mostrato ancora debolezza Enel. Qual è la sua view su questi due titoli?

Sono sempre titoli da cassettista, senza infamia e senza lode, che non ci hanno mai professionalmente molto interessato.

Rendono anche meno, di altri titoli, come Intesa Snapaolo, Generali, UnipolSai, Stellantis ed ENI, per citare alcuni dei nostri preferiti e raccomandati anche ai nostri lettori abbonati alla lettera operativa quotidiana.

Per cui preferiamo consigliare di astenersi dall'operare su Enel e Terna.

Il petrolio è tornato nuovamente indietro verso i 95 dollari, mentre l’oro ha ripreso un po’ quota dopo il test di 1.680 dollari. Quali scenari ora?

L'oro è sul filo dei supporti dei 1.700 dollari, prima rotti a 1.680 dollari e poi superati sul finire di settimana a 11.725 dollari.

Più probabile uno status quo sui livelli supportivi di area 1.700 dollari, già segnalati più volte in passato e che paiono resistere.

Subito dopo un recupero per lo meno di area 1.800 dollari, a seguito di acquisti per ricostituzione di garanzie delle Banche Centrali, ma anche aiutati da un indebolimento del dollaro contro euro, per lo meno sopra 1,020/1,0250.

Il petrolio sta continuando a fare minimi e massimi sempre più bassi, sia per scaricare l'ipercomprato di medio-lungo termine che l'aveva portato a testare per brevissimo tempo i 120 dollari di WTI e i 130 di Brent, che in minor misura per il rafforzamento invece del dollaro.

Dovremmo vedere il petrolio Wti a 90/92 dollari e a 98/100 dollari il Brent.