Di seguito riportiamo l'intervista realizzata a Filippo Diodovich, strategist di IG, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'attuale situazione dei mercati e sulle prospettive nel breve.

I mercati azionari continuano a risalire la china con lo sguardo sempre rivolto al conflitto Russia-Ucraina. Si aspetta ulteriori progressi nel breve?

Il trend di breve dovrebbe confermarsi moderatamente rialzista. C'è grande attesa sulle trattative in corso tra delegazioni russe e ucraine per un possibile cessate il fuoco e una soluzione diplomatica al conflitto. L'incertezza è comunque elevata.

Oltre ai timori sugli sviluppi della guerra nell'Est Europa, gli investitori guardano da vicino anche alle pressioni inflazionistiche.

In Germania e Spagna le stime preliminari sull'andamento dei prezzi al consumo nel mese di marzo hanno mostrato una forte accelerazione dell'inflazione, ben superiore alle aspettative del consensus.

Le crescenti pressioni inflazionistiche in Europa e negli Stati Uniti potrebbero spingere le banche centrali a rivedere nei prossimi meeting dei consigli direttivi le politiche monetarie in toni più hawkish.

La Federal Reserve potrebbe rialzare il costo del denaro di 50 punti base e la BCE potrebbe accelerare la chiusura del piano di quantitative easing e prepararsi per il primo rialzo dei tassi di interesse.

Rimaniamo quindi moderatamente positivi nel breve, ribassisti nel medio/lungo periodo.

A Piazza Affari il Ftse Mib è giunto al test dei 25.500 punti. Ci sono le condizioni per salire ancora?

Da un punto di vista tecnico, crediamo che l'eventuale superamento da parte del Ftse Mib della resistenza di breve situata a 25.512 punti, possa essere la condizione per rilanciare la spinta rialzista del trend partito dai bottom del 7 marzo.

Sopra i 25.512 punti via libera a un possibile allungo del Ftse Mib in direzione di obiettivi a 25.660 e 25.890 punti, rispettivamente minimi del 24 gennaio e del 14 febbraio.

Discorso ben diverso in caso di cedimento del supporto a 24.150 punti, bottom testati più volte nel corso del mese di marzo e area di transito della media mobile a 20 giorni, preludio a un possibile ribasso verso i 23.795 punti.

Come valuta l'attuale impostazione di Unicredit e Intesa Sanpaolo e quali strategie ci può suggerire per entrambi?

Le impostazioni grafiche di breve sono molto simili per Unicredit e Intesa Sanpaolo sulla scia della loro importante esposizione nei confronti della Russia.

Entrambi i titoli sono vicini a resistenze di breve che, se superate, potrebbero migliorare il quadro tecnico.
Per Unicredit la resistenza è a 10,48 euro, livello testato due volte il 16 e il 29 marzo.

Sopra 10,48 euro ci aspettiamo di assistere alla realizzazione di un segmento rialzista con obiettivi a 11,67 euro, proiezione dell'ampiezza del movimento laterale evidenziato nelle ultime settimane.
Segnali di debolezza giungeranno invece con il cedimento di 9,27 euro.

Per Intesa Sanpaolo la resistenza è posizionata a 2,19 euro: sopra questo livello via libera a 2,34 euro. Supporto invece in area 2 euro.

Tanta volatilità sul cambio euro-dollaro cosa aspettarsi nel breve?

La coppia valutaria EUR/USD ha mostrato forti movimenti nelle ultime settimane, sia per la crisi in Ucraina che ha indebolito le quotazioni della moneta unica, sia per le pressioni inflazionistiche.

Il movimento rialzista evidenziato dai bottom del 7 marzo ha perso tanta forza e dopo aver toccato un massimo a 1,1185, le quotazioni sono scese a 1,1064.

Nel breve sono possibili nuovi rialzi a causa di un possibile miglioramento dei negoziati e sulle dichiarazioni dei membri della BCE che saranno molto hawkish. Sopra 1,1185 prossimi target a 1,12 e 1,1290. Nel medio/lungo periodo le nostre aspettative sono tuttavia ribassiste sull’euro-dollaro.

La Federal Reserve sarà molto più hawkish della BCE e le pressioni inflazionistiche saranno più forti in Europa che negli Stati Uniti.

Nel medio periodo ci aspettiamo un euro-dollaro che tornerà a testare i bottom a 1,08.