Aumenti in vista per i lavoratori dipendenti nella busta paga di maggio! Eppure, devi sapere fin da subito che questi aumenti non riguarderanno tutti i lavoratori in maniera indistinta. 

Andiamo subito a comprendere quali sono le ragioni di questo aumento, in modo da comprendere nel dettaglio per quali motivi esso arriverà solo ad alcuni lavoratori.

Ebbene, il mese di aprile è stato un mese ricco di festività: Pasqua, Pasquetta ed il 25 aprile.

Insomma, tutti coloro che non hanno goduto tali festività riceveranno un extra in busta paga e, di conseguenza, lo stipendio che riceveranno a maggio risulterà essere più alto.

Non si tratta certo di una novità in quanto questo vale per tutte le festività non godute e varrà, ad esempio, anche nella busta paga di giugno per coloro che non hanno goduto la festività del 1° maggio. 

Attenzione però: il trattamento che un dipendente riceve in busta paga dipende dal contratto che egli ha sottoscritto con il suo datore di lavoro. 

Insomma, dopo la sparizione del Bonus Renzi e le penalizzazioni della riforma fiscale voluta dal Governo Draghi, arrivano delle buone notizie per alcuni lavoratori dipendenti 

Ma chi avrà una busta paga più ricca a maggio? Quali sono, nel dettaglio, le ragioni di questi aumenti e, soprattutto, chi potrà beneficiarne? Andiamo a scoprirlo nel dettaglio.

Busta paga più ricca a maggio: ecco chi potrà goderne!

Come abbiamo compreso, non tutti riceveranno la maggiorazione in busta paga a maggio. 

Ma per quale motivo? Ebbene, come abbiamo annunciato, si tratta delle festività non godute nel corso del mese di aprile. 

Infatti, le festività vengono individuate dalla Legge e, pertanto, coloro che lavorano comunque durante i giorni festivi hanno diritto a ricevere una maggiorazione sul loro stipendio in busta paga. 

Come sappiamo nel mese di aprile abbiamo assistito a ben tre giorni festivi. Tuttavia, devi tenere a mente che vi è anche una differenza tra le giornate festive nazionali e quelle infrasettimanali. 

Insomma, Pasqua e la Festa della Liberazione del 25 aprile sono festività nazionali, mentre Pasquetta è infrasettimanale. 

Questa prima differenziazione ci fa comprendere che, con molta probabilità, tali festività vengono trattate diversamente in busta paga. Ed infatti è proprio questo quello che accade!

Vuoi scoprire come verranno compensate in busta paga tali festività non godute? Allora scendiamo nel dettaglio nel corso dei prossimi paragrafi. 

Pasqua in busta paga: ecco come funziona la maggiorazione di maggio!

Prima di tutto vogliamo cominciare a trattare la questione della Pasqua e come tale festività viene pagata con la maggiorazione in busta paga. 

Attenzione: come abbiamo sottolineato anche in precedenza, si tratta di festività non godute. 

Questo significa che nella tua busta paga riceverai la compensazione per la Pasqua solo nel caso in cui hai lavorato. 

Inoltre, non tutti i contratti sono uguali. Tuttavia, quando si parla di feste nazionali, tale compensazione viene prevista da quasi tutte le tipologie di contratto. 

Quindi, se il giorno di Pasqua non hai lavorato, questo non viene compensato come festività in busta paga e quindi non riceverai alcuna maggiorazione sullo stipendio per tale giornata. Discorso differente per coloro che, nonostante la Pasqua, hanno comunque continuato il loro lavoro. 

Insomma, per coloro che non si sono recati al lavoro, il giorno di Pasqua viene visto nel dettaglio come una domenica di riposo, come tutte le altre. 

Ovviamente, nel caso in cui tu avessi lavorato in tale giorno festivo, avrai diritto a ricevere una maggiorazione sul tuo stipendio che arriverà nel mese di maggio. 

Attenzione però: c’è un’importante differenza da conoscere. 

Si tratta della differenza tra operai e lavoratori dipendenti. Infatti, quando si parla di dipendenti come nel caso di impiegati, la giornata di Pasqua, così come quella del lunedì di Pasquetta, non incrementano la busta paga in quanto viene erogato uno stipendio fisso mensile. 

Ma cosa accade nel caso degli operai? Andiamo a scoprirlo insieme!

Operai: ecco come vengono riconosciute le festività non godute!

Come avrai compreso, le festività di Pasqua e Pasquetta non portano ad una diretta maggiorazione dello stipendio per gli impiegati in quanto il loro contratto di lavoro presuppone una paga mensile. 

Questo è completamente diverso rispetto a quanto accade per il comparto degli operai che, da contratto, vengono retribuiti in misura oraria, quindi in base a quanto hanno effettivamente lavorato. 

Insomma, in questi casi cosa avviene? Si perdono soldi non lavorando a Pasqua e Pasquetta? 

La risposta a questa domanda è no. Infatti, per quanto riguarda gli operai essi hanno la possibilità di non lavorare e l’assenza verrà riconosciuta come giustificata e, di conseguenza, non riceveranno nessuna detrazione dallo stipendio. 

Inoltre, gli operai avranno anche la possibilità di lavorare nei giorni di Pasqua e Pasquetta ed, in questo caso, riceveranno una maggiorazione in busta paga a maggio. 

Che dire del 25 aprile, quindi della Festa della Liberazione? Ebbene, nel corso del 2022 è arrivato di lunedì. 

Quindi, anche in questo caso, come abbiamo sottolineato anche per la Pasqua e la Pasquetta, coloro che sono rimasti a casa dal lavoro non hanno diritto a ricevere alcun aumento in busta paga a maggio. 

Diversamente, tutti quelli che hanno comunque lavorato nonostante la festività, avranno diritto a ricevere una maggiorazione dello stipendio. 

Attenzione: non si tratta di un regalo del premier Mario Draghi, ma di un diritto dei lavoratori. 

Infatti, accadrà lo stesso anche con la busta paga di giugno, quando verrà pagata la festività non goduta del 1° maggio 2022, essendo essa non goduta. 

Come funziona la festività non goduta e come porta ad una maggiorazione dello stipendio di maggio?

Ma come funzionano nel dettaglio le festività non godute?

Beh, prima di tutto bisogna ragionare sul termine stesso “non goduto”. Ciò vuol dire che avrai diritto a ricevere un compenso integrativo solo nel caso in cui la festività in questione non sia stata sfruttata dal lavoratore, ergo, il lavoratore abbia comunque svolto la sua attività lavorativa. 

Qualora la festività capiti su un’altra festività, come la domenica, questa prende il nome di festività non goduta e comporta una maggiorazione della busta paga. 

Tuttavia, devi sapere che la stessa normativa vale per una festività che capita durante la settimana. 

Ma c’è una Legge che regola in Italia il ricorso alle festività non godute?

Ovviamente la risposta è sì: si tratta della Legge 260/1949.

La festività si chiama “non goduta” anche se capita di sabato? Porta più soldi in busta paga?

Ebbene, devi sapere che non si chiama festività non goduta un giorno di festa che cade in un giorno di riposo del lavoratore, ad eccezione della domenica. 

Dunque, un lavoratore dipendente che ha un contratto dal lunedì al venerdì non chiamerà festività non goduta una che cade di sabato, in quanto lui sarà in ogni caso di riposo. 

Insomma, nella giornata del sabato, sempre stando all’esempio del lavoratore dipendente con un contratto da lunedì a venerdì, lui avrebbe zero ore e, di conseguenza, non si può parlare di festività non goduta. 

Quindi, tirando le somme, se la festività capita in una giornata dove il lavoratore avrebbe zero ore di lavoro, non può essere intesa come festività non goduta e, di conseguenza, non porta ad alcuna maggiorazione sullo stipendio percepito. 

Attenzione però: ci sono alcuni contratti collettivi nazionali che presuppongono una disciplina diversa a favore del lavoratore. 

Pertanto, è sempre consigliato consultare il proprio contratto prima di tirare conclusioni affrettate.