Non molti lavoratori fortunati potranno avere 458€ di contributo benzina, nonostante, la platea degli aventi diritto non sia molto estesa, si tratta di una realtà che abbraccia tantissime categorie di lavoro. L’aumento dei prezzi della benzina è uno degli argomenti più discussi dai lavoratori. 

Nell’ultimo periodo è stata registrata un’impennata eccessiva nel prezzo del diesel attestato a circa due euro a litro. Mentre, il prezzo della benzina, invece, ha registrato delle ondate anche maggiori di due euro e 30 centesimi. 

Attraverso il decreto di Agosto il governo italiano ha attivato una serie d'interventi per contrastare l’aumento vertiginoso dei prezzi, sostenendo i cittadini. Per questo motivo, il prezzo della benzina è calato di circa 25 centesimi a litro. 

Finalmente, è arrivato il via libera dall’Agenzia delle Entrate per il rilascio del contributo per la benzina o, meglio i chiarimenti per il rilascio del beneficio economico. 

Ecco, perché non tutti, ma una buona fetta di lavoratori potrà ricevere un contributo benzina del valore compreso tra 200 ed entro i 458 euro. 

Finalmente questi lavoratori fortunati potranno avere 458€ di contributo benzina, ecco come

Non tutti, ma una bella fetta di lavoratori dipendenti potranno accedere alla richiesta per il rilascio di un contributo benzina del valore minimo di 200 euro. 

In sostanza, la procedura attivabile su provvedimento volontario, prevede l’innesco di una procedura a vantaggio del lavoratore promossa dal datore di lavoro. 

Ciò significa che, se il datore di lavoro aderisce al progetto del contributo benzina, il lavoratore ottiene un beneficio economico del valore minimo di 200 euro fino a un massimo di 458 euro. Se salta questa procedura, il lavoratore non può richiedere il contributo economico benzina, quindi, perde i soldi. 

Oltre tutto va detto che, il lavoratore ottiene questo beneficio economico come base di contrasto all’aumento vertiginoso dei prezzi della benzina al distributore senza dover presentare alcun reddito ISEE.

In altre parole, il sostegno economico non è soggetto a un valore reddituale. Per questo motivo, si comprende la differenza dell’indennità una tantum promosso dal governo italiano nel decreto aiuti, ovvero un provvedimento antinflazione agganciato alla presenza di una base reddituale di non oltre 35.000 euro annui. 

Ricordiamo, che il provvedimento promosso come contributo benzina, altro non è che un aiuto a favore dei lavoratori dipendenti per fronteggiare l’aumento massiccio dei prezzi al distributore.

I rincari della benzina hanno messo e mettono in forte crisi il bilancio economico di lavoratori e famiglie. Non sfugge, che per un lavoratore il peso dell’aumento del carburante corrisponde mediamente alla perdita della tredicesima mensilità. 

I chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate sui buoni benzina per i lavoratori 

L’agevolazione economica è stata oggetto di ulteriori chiarimenti dall’Agenzia delle Entrate. Per questo motivo, è stato rafforzato il concetto per cui il beneficio indirizzato a favore dei lavoratori dipendenti, potrà essere richiesto ai rispettivi datori di lavoro. 

Nello specifico, il datore di lavoro riconosce un contributo benzina al lavoratore dipendente sotto forma di buoni, sganciato dai altre forme di benefits di welfare aziendali. Intanto, potranno beneficiare di questo sussidio diverse categorie di lavoratori, tra cui anche gli autonomi, CO.CO.CO. e partita IVA.

Non esiste l’obbligo del datore di lavoro del rilascio del contributo benzina, ma si tratta, di una scelta autonomia di adesione al progetto messo in atto dal governo italiano, per supportare i lavoratori dipendenti in questo periodo difficile di rincari selvaggi su vasta scala. 

Come ottenere il contributo benzina? Dove presentare la domanda all'Agenzia delle Entrate o all'INPS? Ecco le risposte

Nella circolare n. 27 pubblicata il 14 luglio 2022, l’Agenzia delle Entrate, ha spiegato come richiedere il contributo benzina fino a 458 euro. Si tratta, della possibilità di ricevere dei buoni carburanti richiedibili dai lavoratori come supporto economico a fronte dell’aumento dei prezzi del gasolio al distributore. 

Nel merito, va detto, che non è necessario presentare nessuna tipologia di richiesta, né direttamente all’INPS, né tantomeno, all’Agenzia delle Entrate. In questo contesto, non viene ammessa l’autodichiarazione del datore di lavoro. 

Il datore di lavoro in piena libertà, senza alcun obbligo può distribuire un contributo carburante al lavoratore che oscilla mediamente tra 200 ed entro i 458 euro.

Il buono benzina può essere utilizzato a fronte del pagamento del rifornimento per il gasolio, gas metano, gpl e benzina. E, ancora, è possibile utilizzare il contributo benzina anche per il rifornimento dei veicoli elettrici. 

Oltre tutto va detto che, si tratta di un provvedimento esentasse, quindi un contributo escluso dalla tassazione. 

Per questo motivo, i lavoratori possono ricevere uno o più buoni dell’importo di 200 euro o, ancora, uno o più contributi benzina dell’importo fino a 258,23 euro. In ogni caso, il valore massimo riconosciuto come esentasse non deve superare la soglia di 458,23 euro.