Pensioni, intensificati i controlli INPS sugli assegni previdenziali: chi rischia ora

Si intensificano i controlli INPS sulle pensioni. A rischio sono i titolari di pensioni ai superstiti che hanno percepito indebitamente alcuni importi.

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Nel corso degli ultimi giorni si stanno nuovamente intensificando i controlli da parte dell’Istituto Nazionale Previdenza Sociale in merito alle pensione. Infatti, l’INPS sta verificando attentamente le posizioni dei pensionati al fine di recuperare eventuali indebiti.

Ma attenzione, prima di lasciarsi andare a facili allarmismi, è importante approfondire qual è la natura dei controlli INPS sulle pensioni e quali sono i pensionati che sono più a rischio di essere interessati dalle nuove verifiche dell’Istituto.

In questo articolo, quindi, andremo a chiarire tutti gli aspetti legati ai nuovi controlli INPS sulle pensioni.

Controlli INPS sulle pensioni: come funzionano

Nelle ultime giornate, l’Istituto INPS sta mettendo in atto una serie di controlli sulle pensione, in particolare sulla rata del mese attualmente in corso, dunque, sulle pensione di maggio 2022.

Tuttavia, ad essere verificate sono le posizioni dei pensionati ai superstiti relative all’anno 2020.

Sono in molti a domandarsi quali sono gli obiettivi dei controlli INPS sulle pensioni. Semplicemente queste verifiche sono volte a controllare, le posizioni fiscali degli aventi diritto alla pensione ai superstiti.

Per eseguire correttamente questi controlli, l’INPS si avvale dell’incrocio dei dati trasmessi dall’Agenzia delle Entrate e quelli già in possesso dell’INPS derivanti dai redditi di pensione.

In particolare modo, i controlli INPS sulle pensioni interessano i titolari di una pensione ai superstiti che appartengono al regime pubblico.

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Le novità sui controlli INPS delle pensioni

Il controllo in questione INPS si è quindi svolto nello specifico sulla mensilità di maggio 2023 delle pensioni ai superstiti, e va a prendere in considerazione anche le nuove indicazioni contenute all’interno della sentenza numero 162 del 2022 della corte costituzionale.

Mediante tale sentenza, infatti, la corte costituzionale aveva dichiarato illegittimo l’articolo 1, comma 41, della legge numero 335 del 1995.

In particolare, ad essere considerata illegittima, nell’ipotesi di un cumulo della pensione di reversibilità con altri eventuali redditi aggiuntivi, era la parte in cui non viene prevista la decurtazione effettiva della pensione in misura superiore alla concorrenza degli stessi redditi.

Ciò vuol dire che, se dai controlli INPS emerge che la pensione ai superstiti sia stata corrisposta in misura superiore a quella effettivamente spettante, i titolari di tale pensione, saranno interessati dal recupero dell’indebito.

La restituzione della pensione dopo i controlli INPS

Tale recupero degli importi indebitamente percepiti della pensione, emersi a seguito dei controlli INPS, avverrà verosimilmente a partire dalla mensilità di pensione legata al cedolino di agosto 2023.

Va detto che il recupero degli importi avverrà mediante delle trattenute dall’importo pari ad un quinto della cifra complessiva della pensione. A tale importo si intende compreso di indennità integrativa speciale, al netto dell’Irpef.

La restituzione della pensione indebitamente percepita dovrà avvenire entro un massimo di 60 rate.

Tuttavia, nei casi in cui l’assegno previdenziale non risulti essere sufficiente a correrei tutto il debito del pensionato, l’importo residuo potrebbe essere automaticamente recuperato su eventuali altri trattamenti di pensione diretta di gestione pubblica, di cui è titolare il debitore.

Va detto che in ogni caso il recupero dell’importo della pensione indebitamente percepito avverrà con emissioni di avviso di pagamento pagoPa, con trattenuta sulla pensione della gestione privata oppure eventualmente a seguito di una convocazione diretta del pensionato.