Saluto romano e apologia di fascismo, ecco cosa ha detto La Russa

Sull'ipotesi di reato per apologia di fascismo è intervenuto il presidente del Senato Ignazio La Russa. Le sue parole sono state contestate.

Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha commentato i fatti di Acca Larentia e si è espresso in merito al reato di apologia di fascismo. Le sue dichiarazioni hanno lasciato perplesse molte persone sebbene abbia osservato la commemorazione da un punto di vista più giuridico che politico. Scopriamo cosa ha detto.

Saluto romano e apologia di fascismo, ecco cosa ha detto La Russa

Il presidente del Senato, terza carica dello Stato italiano, non poteva tirarsi indietro dopo la commemorazione avvenuta il 7 gennaio 2024 ad Acca Larentia. In più occasioni le dichiarazioni di La Russa sono state controverse ed è finito al centro della polemica a causa di alcuni cimeli storici che risalivano agli anni del fascismo, tra questi alcuni busti di Benito Mussolini.

Il presidente del Senato non ha mai detto pubblicamente di essere antifascista, tranne in un’occasione, quando pronunciò queste parole:

Io antifascista? Se è un no deciso alla dittatura, lo sono.

Fatta questa premessa, dopo i fatti di Acca Larentia tutti aspettavano solo il commento del presidente La Russa. Il commento è arrivato e la terza carica dello Stato, a proposito del reato di apologia di fascismo, ha infatti dichiarato durante un colloquio telefonico con il Corriere della Sera:

È possibile che si stabilisca che un saluto romano durante una commemorazione non sia apologia di fascismo, e quindi non sia reato, come molte sentenze stabiliscono. Servirebbe chiarezza, ce lo aspettiamo. Da avvocato appunto, più che politico.

La Russa, dunque, non ha condannato quel gesto che è stato il simbolo di anni bui in Italia, ma è rimasto sul vago e ha dichiarato di voler attendere con interesse la prevista riunione a sezione riunite della Cassazione proprio su questo punto.

Il presidente del Senato ha inoltre aggiunto anche un elemento giudiziario nel commentare la commemorazione di Acca Larentia:

Va detto, storicamente, che questi ragazzi, come tante altre vittime di anni di piombo o di violenza terroristica, non hanno avuto giustizia. Per Sergio Ramelli, per citare uno dei ragazzi che furono uccisi, sentenze ci sono state. In questo e in altri casi no.

Poi ha aggiunto:

Il fatto che non ci siano stati colpevoli condannati scompare. E io non vorrei che ci fossero morti di serie A e morti di serie B, che la memoria scomparisse. Vorrei che tutte le vittime avessero la stessa importanza.

La posizione di Fratelli d’Italia

Il partito Fratelli d’Italia (FdI), come aveva già affermato Fabio Rampelli, è totalmente estraneo alla commemorazione avvenuta ad Acca Larentia. Su questo Ignazio La Russa è d’accordo e, nella stessa intervista al Corriere della Sera, ha infatti dichiarato:

Concordo pienamente con Rampelli quando dice che FdI è totalmente estranea all’episodio dei saluti romani alla commemorazione delle tre giovanissime vittime dell’attentato di Acca Larenzia. Peraltro, il fatto è stato eclatante e ha avuto molta visibilità, ma il partito davvero non ha alcun ruolo o responsabilità in quello che è successo.

Poi ha ricordato:

Abbiamo sempre detto ai nostri di non partecipare a certe manifestazioni, che vengono inevitabilmente strumentalizzate da chi vuole attaccarci. Non si va a certe commemorazioni. Non c’entriamo nulla, non c’entra il partito.

Felice Emmanuele Paolo de Chiara
Felice Emmanuele Paolo de Chiara
Redattore, classe 1994. Sono nato a Napoli ma ho vissuto un po’ in Toscana dove mi sono laureato in Scienze politiche e relazioni internazionali presso l’Università degli Studi di Siena e un po’ a Milano dove mi sono specializzato in Cooperazione Internazionale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore. Sono appassionato di politica, attualità, sport (grande tifoso del Napoli), cinema e libri. Nel tempo libero mi dedico alla scrittura di racconti e quando ho tempo viaggio.
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