Centrali elettriche, la classifica delle 10 più inquinanti d'Europa

Scopriamo quali sono le 10 centrali eletrtiche più inquinanti d'Europa, e qual è la posizione dell'Italia.

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Gli ultimi aggiornamenti in merito alle centrali elettriche più inquinanti d'Europa, pubblicate dal think tank Ember, mostrano dati estremamente preoccupanti, e confermano un trend invariato da diversi anni.

I dati confermano inoltre l'elevato grado di inquinamento prodotto dal carbone, e infatti tutte le centrali presenti in classifica sono alimentate proprio da questo combustibile.

Vediamo allora nel dettaglio quali sono le dieci centrali elettriche più inquinanti, e come si posiziona l'Italia a livello internazionale.

Le 10 centrali elettriche più inquinanti d'Europa: la classifica

Nello scorrere la classifica delle 10 centrali elettriche più inquinanti d'Europa, non si può che rimanere sbalorditi nell'osservare come tutte le centrali si trovino in soli tre paesi dell'Unione.

Due, in particolare, sono gli stati che emergono peggio dall'analisi dei dati, qualificandosi come i più inquinanti d'Europa nel settore delle centrali elettriche.

Questi siti, infatti, hanno generato da soli il 13% di tutte le emissioni di carbonio d'Europa, e sono la prova della necessità sempre più stringente di un abbandono totale del carbone per produrre energia elettrica.

Ecco allora la classifica delle 10 centrli elettriche più inquinanti d'Europa:

  1. 1.

    Bełchatów (Polonia)

  2. 2.

    Neurath (Germania)

  3. 3.

    Boxberg (Germania)

  4. 4.

    Niederaußem  (Germania)

  5. 5.

    Kozienice (Polonia)

  6. 6.

    Jänschwalde (Germania)

  7. 7.

    Weisweiler (Germania)

  8. 8.

    Lippendorf (Germania)

  9. 9.

    Turov (Polonia)

  10. 10.

    Maritsa East 2 (Bulgaria)

Sono dunque Polonia e Germania le peggiori in Europa per inquinamento prodotto da centrali elettriche, seguite dalla Bulgaria che si colloca al decimo posto della classifica.

A gestire quasi tutte le centrali sono le compagnie PGE, RWE e EPH, che in totale sono responsabili del 30% delle emissioni del solo settore energetico europeo, soprattutto a causa dei loro impianti a lignite, un tipo particolarmente inquinante di carbone.

Nonostante questo scenario desolante, la buona notizia è che per lo meno la Germania si sta muovendo molto rapidamente per l'abbandono del carbone, che stima di poter eliminare del tutto nel 2023.

Meno chiara è invece la situazione della Polonia, che non ha fissato una data per l'abbandono del carbone, e ha ridotto le sue emissioni soltando del 12% nell'ultimo decennio (contro il 37% della Germania).

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La situazione italiana

Per quanto riguarda la situazione italiana, possiamo dirci lontani dalle quote toccate da Germania, Polonia e Bulgaria, e infatti il nostro paese non compare nella top 10 delle centrali elettriche più inquinanti.

Tuttavia, ciò non significa che la situazione italiana sia esente da problematiche strutturali profonde. Infatti, a differenza di altri paesi in cui si è registrata una contrazione significativa delle centrali a carbone (si è appena fatto riferimento al colossale impegno tedesco), l'Italia ha preso la direzione opposta.

Così, nell'ottobre 2022 sono state infatti riportate a pieno regime diverse centrali a carbone italiane, per un aumento dell'82% della produzione di energia da questa fonte.

Si tratta evidentemente di una misura emergenziale legata all'aumento del prezzo del gas in seguito alla guerra in Ucraina, tuttavia è un dato da non sottovalutare, e da monitorare nel prossimo periodo.

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