In Italia è terminato lo scorso 31 marzo 2022 lo stato di emergenza, con qualche settimana di ritardo rispetto ad altri Paesi dell’Unione Europea, come la Francia o la Germania. 

Non abbiamo fatto in tempo a muovere un passo verso la libertà che subito, dal Regno Unito, è arrivata la notizia di una nuova variante di Covid, probabilmente ancora più contagiosa di Omicron 2: la variante Xe

I casi di coronavirus del nostro Paese, inoltre, stanno tardando a calare e, dopo aver sfiorato la soglia dei 100 mila durante la scorsa settimana, siamo scesi a 53.588 nuovi contagi nella giornata di ieri. Rispetto allo scorso anno la curva epidemiologica sta proseguendo la sua discesa in maniera un po’ più rallentata. 

Dall’altra parte, però, abbiamo molti meno casi gravi di Covid rispetto al biennio passato, soprattutto grazie al Vaccino. Il Ministro della Salute Roberto Speranza, a tal proposito, dovrà decidere insieme agli altri Ministri della Salute UE, proprio in questa settimana per quel che concerne una quarta dose di vaccino

Andiamo a vedere insieme che cos’è la nuova variante del Covid Xe e se occorrerà fare una quarta dose di vaccino per prevenire un’eventuale infezione.

Covid: dal Regno Unito arriva la Variante XE, più contagiosa di Omicron

Nel Regno Unito è stata scoperta in questi ultimi giorni una nuova variante, o meglio, una sub-variante di Covid, che è stata chiamata variante XE che, secondo le analisi, potrebbe essere ancora più contagiosa della precedente Omicron 2. 

Si tratta, per l’appunto, di un vero e proprio miscuglio delle due varianti Omicron 1 e Omicron 2 e, al momento, la variante XE è stata individuata in oltre seicento soggetti. L’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha invitato a monitorare la situazione. 

“Dal Regno Unito arriva la notizia di una nuova variante. La Uk Health Security Agency (Ukhsca) ha annunciato di stare monitorando la cosiddetta XE, una mutazione ricombinante di Omicron, in particolare dei ceppi BA.1 e BA.2.”

La nuova sub-variante XE di Covid è stata riscontrata, dalla sua prima rilevazione del 19 gennaio 2022 in regno Unito, in 637 cittadini. 

Covid, secondo le prime stime la Variante XE è più contagiosa di Omicron 2

Perché ci preoccupiamo della nuova Variante XE? Basta leggere quanto affermato dall’Istituto Superiore della Sanità riguardo le varianti del Covid:

“Mentre la maggior parte delle mutazioni non ha un impatto significativo, qualcuna può dare al virus alcune caratteristiche come, ad esempio, un vantaggio selettivo rispetto alle altre attraverso una maggiore trasmissibilità, una maggiore patogenicità, con forme più severe di malattia o la possibilità di aggirare l’immunità precedentemente acquisita da un individuo o per infezione naturale o per vaccinazione.  In questi casi diventano motivo di preoccupazione, e devono essere monitorate con attenzione”

Stando alle prime stime, infatti, è stato riscontrato un possibile aumento della contagiosità di questa nuova variante XE rispetto alla precedente Omicron 2 (BA.2) del 10 per cento. Questo dato, però, non è attendibile al 100 % e richiede ulteriori conferme e analisi. 

L’Organizzazione Mondiale della Sanità, inoltre, ha confermato che finché non saranno evidenziate delle notevoli differenziazioni sulla trasmissibilità, oltre che nelle varie caratterizzazioni della malattia, della sub-variante XE, quest’ultima verrà considerata come una variante che appartiene alla famiglia delle Omicron

Covid, ecco com’è nata la Variante XE: Omicron 1 + Omicron 2

L’Agenzia Sanitaria per la sicurezza del Regno Unito ha voluto spiegare che la formazione di alcune varianti ricombinanti non è un evento assai raro, ma che ha origine da un soggetto infetto con due o più varianti simultaneamente. 

In questo particolare caso, infatti, abbiamo un vero e proprio mix del loro materiale genetico nell’organismo del soggetto infettato. Per farla breve, la variante Xe avrebbe avuto origine in un individuo Covid infettato sia con la variante Omicron 1 che con la Omicron 2.  

La XE non è l’unica variante derivata da un mescolamento di varianti. Di recente, infatti, abbiamo avuto notizie delle due varianti XD e XF, ambedue derivanti dall’incontro in un paziente Covid di Variante Delta + Variante Omicron. 

Per ora, sempre nel Regno Unito, sono stati scoperti trentotto casi di variante XF, ma da febbraio non se ne sono più registrati. Dell’altra variante, la XD, invece, abbiamo notizie di quarantanove casi nel mondo, di cui la maggior parte si trova in Francia. 

C’è da sottolineare che le varianti derivanti da un “mix” spesso si esauriscono rapidamente, senza che diventino delle Varianti di Preoccupazione, che vengono classificate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come:

  • Alfa
  • Beta
  • Gamma
  • Delta 
  • Omicron

Covid e Variante XE, servirà la Quarta dose di Vaccino obbligatoria?

Come abbiamo affermato poc’anzi, per ora non c’è da preoccuparsi per la nuova Variante XE di Covid. Anche l’Organizzazione Mondiale della Sanita, infatti, ha solo parlato di un “monitoraggio” dei casi. Niente di più.

Insomma, la nuova Variante XE e la Quarta Dose di Vaccino non sono collegate e nemmeno lo Stato di Emergenza

La roadmap per l’uscita dall’emergenza epidemiologica del Covid, dunque il “percorso a tappe” che per ora ha stabilito l’Esecutivo Draghi, con: l’addio del Green Pass per alcuni luoghi al chiuso, come ristoranti o mezzi pubblici, l’addio delle mascherine FFP2 nelle classi e il ritorno al Pass di base per i luoghi il lavoro, continuerà ad essere seguita fino al 15 giugno, data in cui scadrà l’obbligo vaccinale per over 50.

Non è, infatti, previsto alcun ritorno al meccanismo delle Regioni a Colori o alcun rinnovo dello Stato di Emergenza fino alla fine dell’anno.

Per il vaccino, invece, i Ministri della Sanità dell’Unione Europea si sono incontrati a Bruxelles lo scorso 29 marzo 2022 e il nostro Ministro Speranza ha chiesto una linea unica per la somministrazione della quarta dose del siero anti Covid. 

È probabile che la quarta dose venga somministrata solamente ai soggetti Immunocompromessi e alle persone più avanti con l’età. Su questo secondo punto c’è ancora da discutere, dato che alcuni Paesi hanno optato per una somministrazione agli over 70, alcuni ancora agli over 80 e altri agli over 75. 

In tutto questo, negli States la Food and Drug Administration ha dato l’ok alla quarta dose per immunocompromessi e per gli over 50 a partire dal prossimo autunno.  

Ricordiamo, infatti, che lo Stesso Ministro della Salute Italiano ha dichiarato nelle scorse settimane:

"L'evidenza scientifica ora non ci dice 'quarta dose per tutti', ci dice che bisogna approfondire e valutare se serve protezione per le fasce anagrafiche più alte.”

Covid e Variante XE: per farla breve

Insomma, la nuova Variante XE di Covid, che non è altro che un miscuglio delle due varianti Omicron 1 e Omicron 2, al momento, non deve preoccuparci. L’OMS sta monitorando i casi e prenderà provvedimenti immediati per la salute dei cittadini qualora i contagi dovessero aumentare

Questa nuova variante non implicherà in alcun modo, se non per un aggravamento della situazione, un eventuale ritorno allo Stato di Emergenza e a tutto ciò che ne consegue: mascherine all’aperto, Green Pass e aree a colori. 

La Variante XE non implica una somministrazione obbligatoria della quarta dose, o della dose addizionale di Vaccino anti Covid. 

Per ora, infatti, l’UE sta studiando una linea omogenea per la somministrazione che riguarderà soggetti immunocompromessi e cittadini anziani (la cui età deve ancora essere stabilita).