L’acquisizione di Twitter da parte di Elon Musk fa sorgere diversi interrogativi in merito ai cambiamenti che molto probabilmente saranno introdotti, i quali potrebbero riguardare diversi milioni di utenti. Ma non sono solamente i cambiamenti a mettere in subbuglio l’intera community di Twitter. In realtà, a preoccupare è il dibattito sulla moderazione dei contenuti, un dilemma che ci porta ad immaginare la privatizzazione del web.

È davvero possibile che questo possa accadere realmente? Se Elon Musk può acquistare Twitter sborsando ben 44 miliardi di dollari solo per poter continuare a dire quello che gli pare, perché il web non potrebbe essere privatizzato del tutto?

Ad essere d’accordo con la decisione di Musk anche Maria Giovanna Maglie, saggista e opinionista italiana, la quale commenta la vicenda con grande entusiasmo: “Finalmente Twitter sarà liberato dal politically correct.

Difatti, sarà proprio questo l’obiettivo primario del miliardario più ricco del mondo, ovvero quello di rendere Twitter più inclusivo. Ma cosa vorrà dire? 

Certo è che esiste un filo sottilissimo tra libertà di espressione e mancanza di rispetto verso il prossimo, e durante questi ultimi anni ne abbiamo avuto un assaggio. Tutti i social, da Facebook a LinkedIn, hanno adottato una politica di controllo e blocco delle fake news, che soprattutto durante i primi mesi di pandemia circolavano freneticamente.

Ma cosa vorrà fare più precisamente il miliardario Elon Musk?

Twitter è un social molto attivo specialmente negli Stati Uniti ed è spesso usato da importanti imprenditori, giornalisti e personaggi dello spettacolo per commentare vicende politiche o semplicemente di attualità.

Come puntualizza anche la collega della redazione Politica & Attualità in un suo articolo, Monica Penzo, 

I post scritti non solo servono a comunicare delle novità riguardanti sé stessi ed il proprio lavoro, bensì molte volte, Twitter viene utilizzato anche per commentare situazioni di cronaca.

Ma il timore è che con la nuova gestione Twitter diventi peggio di ciò che è adesso e che per Elon Musk libertà e inclusività voglia dire assenza di regole e mancanza di tutele. In molti sono preoccupati che aumentino discorsi di odio, violenza verbale e discriminazioni.

Ma d’altronde, come ricordiamo, nel tempo Twitter ha investito molto per frenare l’incitamento all’odio, alla violenza e la proliferazione di notizie false.

Noi tutti ricordiamo quando durante le elezioni presidenziali, negli Stati Uniti, Twitter decise di bloccare l’account dell’uscente presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, per aver incitato i suoi sostenitori e non averli ammoniti dopo l’assalto al Congresso, il 6 gennaio.

La piattaforma ha delle responsabilità verso i suoi utenti e deve tutelarne i diritti. Tuttavia, Elon Musk sembra essere deciso a ribaltare totalmente questa gestione e molto altro ancora.

Ma quindi, cosa vuole fare Musk?

Musk, attraverso il suo profilo Twitter, ha comunicato che intende rendere il sociale una “piazza digitale dove si discutono questioni vitali per il futuro dell’umanità”:

  • autenticando gli account: dietro ogni profilo ci sarà un essere umano. La piattaforma è, infatti, piena di bot e account spam, spesso creati proprio per alimentare aggressività e diffondere fake news;
  • redendo open source l’algoritmo, per cui ogni utente potrebbe conoscere e agire sui parametri con cui la piattaforma valuta e diffonde contenuti.

Tuttavia, Twitter sarà costretta, come lo è tutt’ora, a rispettare le leggi del paese in cui opera. Tutto ciò, indipendentemente dalle decisioni di Elon Musk. In sostanza, ogni Stato ha le proprie regole sulla libertà di espressione e in molti di questi l’incitamento all’odio, alla violenza e alla discriminazione è illegale.

Questa è una garanzia in più rispetto alla nuova gestione prospettata dal miliardario. Ma come verrebbe gestita la piattaforma in Europa? Qui, come sappiamo, non esiste una vera e propria censura dei contenuti o dei commenti non idonei, infatti, la moderazione dei contenuti è stata affidata alla stessa piattaforma.

Questa adeguerà la moderazione dei contenuti alle varie legislazioni. Tuttavia, da molto tempo si discute sulla possibilità dell’introduzione di una regolamentazione comunitaria più incisiva nella moderazione dei contenuti, tenendo conto dell’inefficacia mostrata dai social nel filtrare i contenuti molesti e la disinformazione dilagante.

Secondo l’Unione Europea è necessario cominciare a considerare che ciò che è illegale nella realtà, debba esserlo anche nei social.



Ma perché tutta questa preoccupazione verso la questione Elon Musk – Twitter?

La risposta alla domanda è molto semplice. La causa di tutto questo clamore sono le dichiarazioni del miliardario, troppo poco chiare in merito alla gestione della libertà di espressione. Per molti, le dichiarazioni rilasciate dal miliardario sono state addirittura molto superficiali.

Da queste è emerso anche una scarsa consapevolezza ed inesperienza nella gestione del social. Secondo molti esperti e opinionisti, gestire la libertà di espressione nel social non è affatto facile. Tutelare la libertà di espressione significa proteggere gli utenti da possibili aggressioni e questo, il più delle volte, cozza con il profitto.

In sostanza, non si può limitare la libertà di espressione e allo stesso tempo guadagnarci. Una faccenda, quindi, non proprio facile da dirigere. Per cui, il rischio che il social diventi “troppo libero” è alto. Dai più Elon Musk è conosciuto come una persona eccentrica e libertaria, a cui piacciono gli scontri e le polemiche e da molto tempo esprime la sua contrarietà nella gestione dei contenuti da parte di Twitter.

Tuttavia, lo scenario appena prospettato non è così ovvio che si presenti. Attualmente, Twitter è già uno spazio pieno di contenuti nocivi e violenti, quindi, può diventarlo ancora di più?

Una domanda da milioni di dollari. Un’altra domanda da un milione di dollari è se Donald Trump tornerà mai su Twitter. Fino a qualche giorno fa, l’ex presidente degli Stati Uniti aveva rilasciato delle dichiarazioni in merito dicendo di non voler più tornare, soprattutto se dovesse ricandidarsi per le elezioni del 2024.

I favorevoli all'acquisizione di Twitter ad Elon Musk

Ma se da un lato molti sembrano essere preoccupati, altri sembrano non esserlo e addirittura appoggiano l’acquisizione di Twitter a Musk. Secondo l’opinionista italiana, Maria Giovanna Maglie, Twitter e Facebook sono sempre stati dei social non particolarmente attenti a censurare i commenti violenti e discriminatori degli utenti:

I leoni da tastiera non vengono quasi mai censurati. Le censure sono politiche. Leggo cose violentissime che nessuno tocca. Nella mia vita social, ho segnalato a Facebook e a Twitter cose inaudite e mi hanno risposto che non violavano gli standard. Vengono censurate opinioni politiche controcorrente, contro l'obbligo di vaccini e green pass in pandemia, dubbi su versioni ufficiali delle cose.

Secondo Luciano Nobili, deputato di Italia Viva, invece, non bisogna fasciarsi la testa prima di rompersela:

No. Non capisco chi si mette le mani nei capelli preventivamente per l’acquisto di Twitter da parte di Elon Musk. I rischi sono già presenti e sono altri […]

Quello che già accade su queste piattaforme e lo spettacolo che troviamo, non proprio fantastico. Le fake news si sono propagate senza problemi, come la disinformazione e la propaganda di odio e violenza, accompagnati dalle minacce. Basta vedere i profili dei parlamentari che come me, o come noi di Italia Viva, si oppongono a sovranisti e populisti e collezioniamo insulti e minacce