C’è tensione in Europa, per la prima volta da oltre 80 anni. L’intero continente trema di fronte allo spettro della guerra, e cerca in tutti i modi di evitarla aiutando, nello stesso momento, le popolazioni in difficoltà martoriate dal conflitto. 

Sto parlando ovviamente della guerra in Ucraina, iniziata ormai da oltre due mesi. La Russia, sotto decisione del presidente Vladimir Putin e dei suoi generali, ha deciso che la cosa migliore da fare era invadere e distruggere l’Ucraina. La motivazione addotta era di “liberare i fratelli ucraini”, la reale motivazione era conquista e potere. 

L’aspettativa di Putin era che l’Ucraina si sarebbe arresa facilmente, accogliendo l’esercito russo a braccia aperte e scacciando dal proprio paese i “traditori” occidentali. Con grande sorpresa dello “Zar”, gli ucraini avevano volutamente eletto quei “traditori” perché ne avevano abbastanza dell’influenza russa. 

Per questo motivo, la resistenza ucraina è stata feroce ed il suo presidente Volodymyr Zelensky è rimasto nella capitale Kiev a combattere invece di fuggire con una valigetta di denaro come si aspettava Putin.  I russi, però, non hanno desistito. 

A seguito dei continui e fallimentari attacchi, la Russia ha deciso che fosse meglio ritirarsi dal fronte nord, abbandonando la capitale Kiev, per concentrare tutte le sue forze ad est, nel Donbass e sull’assedio di Mariupol. Come riporta questo articolo dell’Huffington Post:

"Mariupol è la Aleppo europea". Lo ha scritto l'Alto rappresentante per la politica estera dell'Ue Josep Borrell su Twitter, dopo che ieri Antonio Guterres ha annunciato l'impegno delle Nazioni Unite di evacuare la città. Mosca ha fatto sapere che verrà incorporata nella regione russa di Rostov.

Assediata ormai da mesi, di Mariupol è rimasto soltanto un cumulo di macerie, fra cui però sono ancora intrappolati circa 100mila civili.

Il ritiro delle truppe russe dal fronte, inoltre, ha fatto scoprire al resto del mondo gli atroci crimini di guerra di cui l’aggressore è stato capace. Il più famoso, il Massacro di Bucha, è consistito nell’uccisione di centinaia di civili innocenti, tutti poi gettati nelle fosse comuni. 

Insomma, la Russia si è mostrata veramente per quella che è, dopo 20 anni di minacce e scaramucce con l’occidente. Anzi, Vladimir Putin si è mostrato veramente per quello che è, ma il problema è che lui ed i suoi generali hanno la mano sul pulsante rosso. 

Per questo motivo, altre piccole nazioni europee storicamente neutrali hanno finalmente deciso di prendere una posizione contro la Russia. Sto parlando di Svezia e Finlandia, i due paradisi sociali scandinavi che, nelle ultime settimane, hanno fatto domanda per l’ingresso nella NATO. 

Dal canto suo, la NATO è ben contenta di accogliere i due paesi, tanto che forse prenderanno una via d’ingresso privilegiata nell’alleanza. Paradossalmente, Putin ha fatto più per la NATO di quanto non abbia fatto il presidente USA Joe Biden. 

Vediamo dunque insieme cosa vuol dire questa mossa della Svezia e della Finlandia. 

Cos’è la NATO e perché è in conflitto con la Russia

La NATO è l’acronimo inglese di Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord, e riunisce, per l’appunto, paesi nel Nord America e dell’Europa. Si tratta di un’alleanza militare, quindi qualunque paese membro è tenuto a supportare militarmente gli altri. 

Il membro più importante della NATO è ovviamente gli Stati Uniti d’America, l’indiscusso egemone mondiale almeno per il momento. Gli USA detengono l’esercito più forte e tecnologicamente avanzato del mondo, anche se non il primo in termini numerici (quel primato spetta alla Cina). 

Gli USA, inoltre, posseggono un potentissimo arsenale nucleare, composto da migliaia e migliaia di testate. In effetti, anche altri due stati membri della NATO hanno un arsenale atomico: la Francia e la Gran Bretagna. 

Il grande nemico storico della NATO è stata l’Unione Sovietica e la sua alleanza equivalente: il Patto di Varsavia. Nel 1991, con il crollo del blocco sovietico, moltissimi paesi hanno abbandonato il comunismo unendosi alla NATO. 

Molti altri, invece, hanno deciso di rimanere fuori l’alleanza atlantica per non infastidire il gigante russo dormiente. La Russia, infatti, ha anch’essa un arsenale atomico, che in effetti parrebbe essere più consistente di tutto quello dei paesi NATO messi insieme. 

Tra questi paesi rimasti fuori il circolo di amici atlantici vi è proprio l’Ucraina. Ne è causa anche un patto concluso tra USA e l’Unione Sovietica morente che, sebbene sul punto di sciogliersi, voleva assicurarsi che l’Ucraina non sarebbe mai entrata nella NATO. 

Per questo motivo, infatti, la Russia ha potuto attaccare l’Ucraina senza che l’occidente indignato potesse fare nulla. C’è da dire, inoltre, che anche le potenze occidentali temono come la peste una guerra contro la Russia, che non porterebbe ad altro se non alla morte di milioni di uomini. 

Ma oltre l’Ucraina, anche la Svezia e la Finlandia sono rimaste fuori dalla NATO, sebbene siano molto più allineate con l’occidente rispetto all’Ucraina. I due paesi scandinavi, infatti, fanno addirittura parte dell’Unione Europea. Perché, dunque, la decisione di rimanere fuori? E cosa è cambiato ora?

Vediamolo insieme. 

Svezia e Finlandia nella NATO: perché entrano solo ora?

Innanzitutto, Svezia e Finlandia non hanno mai voluto unirsi alla NATO dopo la sua creazione nel 1949 per motivi diversi fra di loro. 

La Svezia, ad esempio, è un paese militarmente neutrale da oltre due secoli. Non è una neutralità assoluta come quella della Svizzera, lasciandosi comunque attrarre da alleanze “economiche” come l’Unione Europea, ma comunque non ha mai voluto prendere una posizione predefinita. 

E’ stato questo il caso anche nella Prima e nella Seconda Guerra Mondiale (anche se, a onor del vero, la Svezia aveva una certa simpatia per i nazisti). Semplicemente, la Svezia non vuole avere a che fare con gli affari mondiali e vuole sviluppare la propria società in pace. 

La Finlandia, invece, è storicamente un paese molto più attivo, e specialmente molto più attivo contro qualunque cosa prenda il nome di “Russia”. Sin dalla sua nascita, staccandosi dall’Impero Russo, la Finlandia è sempre stata in aperta ostilità verso il gigante orientale. 

Anche nella Seconda Guerra Mondiale, la Finlandia ha avuto un ruolo attivo contro l’Unione Sovietica, venendo prima invasa da essa e poi aiutando i nazisti nell’Assedio di Leningrado (l’attuale San Pietroburgo). Il motivo per cui non sono mai entrati nella NATO, quindi, non è tanto per neutralità quanto per evitare di infastidire ulteriormente la Russia. 

A seguito dell’invasione dell’Ucraina, tuttavia, sia il popolo svedese che il popolo finlandese di sono detti estremamente favorevoli all’adesione nella NATO. Le pratiche sono già cominciate, con il nervosismo di Mosca. Come riporta questo articolo, infatti: 

La Russia ha ripetutamente messo in guardia entrambi i Paesi sulle “conseguenze imprevedibili” della loro eventuale adesione alla Nato. Il Cremlino ha già affermato che, qualora i due Paesi dovessero entrare nella Nato, sarebbe costretto a “ristabilire l'equilibrio militare” rafforzando le sue difese nel Mar Baltico, anche dispiegando armi nucleari.

Ma perché la Russia è così arrabbiata di un ingresso di Svezia e Finlandia nella NATO? Cerchiamo di capirlo insieme. 

L’importanza strategica di Svezia e Finlandia

Un ingresso di Svezia e Finlandia nella NATO vorrebbe dire che gli Stati Uniti (o Francia o Gran Bretagna) potrebbero schierare le loro armi nucleari direttamente sul confine con la Russia. Come scrivevo in questo articolo, infatti: 

Finlandia e Russia condividono un confine di 1.340 chilometri, in effetti molto più lungo di quello condiviso fra Russia ed Ucraina. 

La guerra moderna si fa anche con missili, e la Finlandia nella NATO vorrebbe dire la possibilità per gli americani di montare razzi a qualche chilometro da San Pietroburgo. Proprio questo porto, inoltre, sarebbe sostanzialmente bloccato in quanto il suo accesso al Mar Baltico è limitato, appunto, dal Golfo di Finlandia. 

Scrivevo queste parole quando la Svezia ancora non aveva deciso di aderire alla NATO. Svezia e Russia, dal canto loro, non condividono nessun confine, ma anche Stoccolma si trova esattamente fuori l’insenatura del Golfo di Finlandia. 

Con la Svezia nella NATO, quindi, tutti i vascelli russi nel Mar Baltico sarebbero sostanzialmente bloccati, circondati ovunque da porti nemici. Per uscire dal Mar Baltico, le navi della Russia dovrebbero passare prima per Finlandia ed Estonia, poi per la Svezia ed infine per lo stretto dello Sjaelland controllato da Danimarca e Norvegia. Tutte le nazioni menzionate fanno ora parte della NATO. 

Insomma, alla Russia verrebbe letteralmente impedito l’accesso agli oceani, e probabilmente sarebbe impossibilitata anche semplicemente ad uscire dal porto di San Pietroburgo, uno dei suoi centri più importanti. 

Stoltenberg: accogliamo Svezia e Finlandia a braccia aperte

L’idea di circondare la Russia militarmente stuzzica le menti degli Stati Uniti e della NATO, che pieni di giubilo vorrebbero far entrare Svezia e Finlandia praticamente subito, nel giro di qualche settimana. Come riportato da questo articolo dell’ANSA, infatti: 

"Se Svezia e Finlandia decidono di entrare nella Nato saranno accolti a braccia aperte". Lo ha detto il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg in conferenza stampa con la presidente dell'eurocamera Roberta Metsola.

"Abbiamo lavorato con questi Paesi per anni, sappiamo che loro forze hanno gli standard della Nato, abbiamo condotto insieme in molte missioni e mi aspetto che il processo sia veloce dopo che le formalità saranno espletate". "Sono certo - ha aggiunto - che troveremo accordi di sicurezza nel periodo di interregno fino a quando sarà ratificata la loro scelta"

Questa ultima frase va a significare che, qualora la Russia dovesse sostanziare le sue minacce ed invadere la Finlandia o la Svezia mentre sono nel processo di entrare nella NATO, l’alleanza risponderebbe militarmente comunque, anche se la procedura non è esattamente finita.