Oggi ci focalizziamo un una possibilità che ci viene offerta dal nostro ordinamento previdenziale, ossia quella di andare in pensione a 60 anni. In alcuni casi, infatti, è possibile far richiesta dell'isopensione, una misura studiata appositamente per le aziende medio-grandi che abbiano un esubero di personale. Permette di entrare in pensione sette anni prima rispetto alla pensione di vecchiaia o a quella anticipata (gli anni scenderanno a quattro nel 2021).

Quando è possibile richiedere l'isopensione? A questa particolare misura di pensione anticipata si arriva attraverso un accordo sindacale, al quale devono partecipare i rappresentanti dell'azienda, l'Inps ed i sindacati, come rappresentanti dei diritti dei dipendenti. Una volta che sia stato sottoscritto un accordo quadro, i singoli lavoratori avranno la possibilità, in piena autonomia, di scegliere se partecipare o meno allo scivolo pensionistico. Ricordiamo che l'accordo può essere raggiunto anche a seguito di una proceduta di licenziamento collettivo ex lege 223/1991.

Pensione in anticipo: le condizioni per accedervi

Per poter accedere all'isopensione è necessario che l'accordo sottoscritto tra l'azienza e i sindacati e contenga alcuni punti propedeutici. Tra questi rientrano:

  • esubero del personale;
  • specifica del numero dei lavoratori risultanti in eccedenza;
  • data entro il quale il piano di esodo deve essere concluso.

Una volta sottoscritto, l'accordo dovrà essere presentato per conto dell'azienda all'Inps. Quest'ultima dovrà verificare se sussistano i requisiti che abbiamo menzionato. Nel caso in cui ci sia un esito positivo, la stessa Inps rilascerà una stima del costo del piano di isopensione, che dovrà servire all'azienda per richiedere una fideiussione in banca. La pensione, quindi, verrà messa in pagamento il primo giorno successivo rispetto alla cessazione del rapporto di lavoro per i dipendenti che aderiscano. Non è, comunque, ancora corretto chiamarla pensione, ma assegno di esodo.

Quali lavoratori possono andare in pensione in anticipo?

Ovviamente l'accesso all'isopensione non è garantita a tutti i dipendenti dell'azienda. La misura è rivolta ai lavoratori a fine carriera ed è stato introdotto dalla Riforma Fornero. Può essere utilizzato unicamente da aziende che occupino almeno 15 dipendenti e, come abbiamo spiegato nel paragrafo precedente, solo e soltanto se sia stato sottoscritto un accordo tra azienda, sindacati ed Inps.

La misura permette di anticipare la pensione di quattro anni (questo periodo è stato esteso temporaneamente, per il triennio 2018-2020, a sette anni ai sensi dell'articolo 1, co. 160 della legge 205/2017) a patto che l'azienda esodante si prenda in carico tutti gli oneri degli assegni dei lavoratori esodati. In altre parole l'assegno viene interamente coperto dall'azienda, che dovrà provvedere anche a versare la relativa copertura contributiva, utile ai fini della pensione. L'isopensione, quindi, non andrà a penalizzare in alcun modo la pensione futura del lavoratore, né come assegno né come contributi.

Possono accedervi unicamente i lavoratori a cui manchino quattro anni per andare in pensione (sette nel triennio 2018-2020). Proviamo a fare un esempio pratico: nel caso in cui l'azienda intenda sfruttare il massimo scivolo a sette anni previsto dal predetto articolo 1, co. 160 della legge 205/2017, nel 2019 può teoricamente aderire un lavoratore che ha 60 anni e 6 mesi di età e che, pertanto, otterrebbe la pensione di vecchiaia nel 2025 a 67 anni e 6 mesi di età. Lo strumento non può essere finalizzato all'erogazione della pensione con quota 100.

Non esiste solo e soltanto l'isopensione!

Quanti volessero andare in pensione in anticipo ci sono anche altre strade da percorrere. A seconda della categoria a cui appartenga il lavoratore, questo può ottenere la pensione anticipata contributiva a 64 anni o la pensione di vecchiaia anticipata per invalidità a 61 anni (l’età è pari a 56 anni per la lavoratrice). Per i lavoratori dipendenti del settore privato, in possesso d’invalidità pensionabile almeno pari all’80%, è possibile ottenere la pensione di vecchiaia, con 20 anni di contributi:

  • a 56 anni di età, più l’attesa di 12 mesi di finestra, se donne;
  • a 61 anni di età, più 12 mesi di finestra, se uomini.

La pensione di vecchiaia anticipata per invalidità, nel dettaglio, è un vero e proprio trattamento di vecchiaia: viene riconosciuto con un forte anticipo di età in ragione dell’invalidità accertata in capo al lavoratore. Non si tratta d’invalidità civile, però, quindi non è sufficiente che sia valutata la generica riduzione della capacità lavorativa. L’invalidità deve essere invece valutata in relazione alle specifiche attitudini, capacità e mansioni del lavoratore.