Bonus facciate 2022 torna al 90% di detrazione!

Questa è la percentuale di sconto fiscale che si può avere ad alcune condizioni, come ha ribadito il Governo Draghi recentemente.

Con la proroga fino a dicembre 2022 il bonus è disponibile solo al 60% per tutti coloro che vogliono ora impegnarsi in interventi e lavori di ristrutturazione e restauro del proprio immobile.

Infatti la decisione non è stata molto apprezzata dalle imprese edili, le quali si ritrovano sempre più in difficoltà anche per via delle nuove limitazioni fiscali disposte dopo l'ondata di accertamenti da parte dell'Agenzia delle Entrate.

Per questo Draghi ha dovuto cedere (anche se in parte) sulla percentuale, facendola alzare al 90%, ma solo per alcuni casi.

Così si avrà modo di compensare tutte queste limitazioni anti-frode e al tempo stesso impedire che la ripresa economica del paese venga bloccata ulteriormente.

Anche perché, tra caro bollette e benzina, iperinflazione e crisi internazionali, già il settore edilizio fa fatica a mantenere stabili le spese detraibili, specie dopo la riforma dei massimali nei confronti delle unifamiliari.

Per saperne di più ti suggerisco il video del Gemoetra Danilo Torresi, disponibile su Youtube e sul suo canale.

A questo si aggiunge anche il fatto che questa nuova percentuale si possa richiedere anche con la formula dello sconto in fattura, così come con la cessione del credito

In questo articolo faremo il punto della situazione, e vedremo come fare per avere questa percentuale in entrambi i casi.

Come funziona il bonus facciate 2022?

Il bonus facciate 2022 è una detrazione d'imposta richiedibile nel caso si stia provvedendo ad alcuni lavori relativi al rinnovo o alla ristrutturazione della facciata esterna del proprio immobile.

Funziona solo se questi lavori vengono effettuati:

  • sulla facciata esterna dell'immobile, purché davanti ad una strada pubblica;
  • su un'immobile situato nella Zona territoriale A e B.

Per Zona territoriale A e B si intendono quelle relative al centro storico di un paese/città, o quelle relative a parti già urbanizzate, tutte individuate dal decreto ministeriale n. 1444/1968.

Pertanto non si potrà richiedere il bonus nel caso l'immobile si trovi in zone di espansione (C), industriali (D), agricole (E), o relative a servizi pubblici (F).

Si potrà richiedere l'agevolazione fiscale anche nel caso di immobili strumentali, cioè necessarie per l'esercizio dell'arte o professione, così come per lavori relativi alle strutture opache della facciata, dei balconi o degli ornamenti e fregi. E saranno compreso anche i lavori di tinteggiatura esterna o di pulitura.

Non si potrà richiederlo nel caso di lavori su facciate interne che non visibili dalla strada o da suolo ad uso pubblico.

A causa della Manovra di Bilancio 2022, non si potrà più avere la detrazione al 90% per tutti i lavori condotti dal 1 gennaio 2022 ad oggi, ma solo un'agevolazione al 60%. Diversamente, si potrà avere la percentuale originaria se i lavori sono stati svolti durante il biennio 2020-2021.

Fortunatamente, la stessa Manovra di Bilancio ha garantito anche per quest'anno la possibilità di richiedere come alternativa lo sconto in fattura o la cessione del credito.

Come funziona lo sconto in fattura bonus facciate 90?

Il bonus facciate 2022 prevede un'agevolazione fiscale del 90% per tutti i lavori condotti tra il 2020 e il 2021, e si potrà avere anche tramite sconto in fattura o in alternativa tramite cessione del credito.

Per avere lo sconto in fattura basterà fare richiesta formale presso il fornitore che esegue i lavori sull'immobile, il quale potrà direttamente provvedere alla riduzione della spesa complessiva a carico del beneficiario in due maniere:

  • richiedendo personalmente il credito all'Agenzia delle Entrate, a fine lavori;
  • richiedendo la cessione del credito presso altri soggetti, quali istituti di credito e intermediari finanziari.

Questa possibilità ha due vantaggi:

  • il beneficiario potrà già vedersi ridotte le spese che dovrà affrontare per gli interventi sulla facciata;
  • il fornitore potrà ottenere direttamente il credito dall'ente fiscale, o in alternativa richiederlo presso banche o istituti finanziari.

In pratica è una soluzione più veloce, conveniente e a basso rischio. Altrimenti il beneficiario dovrà provvedere a tutte le spese edilizie, e poi richiedere personalmente all'Agenzia delle Entrate il credito d'imposta. Si parla in questo caso di dieci rate annuali di eguale importo, e non di un'unica soluzione.

Economicamente non sarebbe fattibile per tutti. Per questo c'è anche la cessione del credito.

Bonus facciate 2022: che differenza c'è tra sconto in fattura e cessione del credito?

Se vuoi richiedere il bonus facciate 2022 con lo sconto in fattura o la cessione del credito dovrai stare attento a questi piccoli dettagli.

Per il beneficiario richiedente è possibile richiedere la detrazione fiscale, essendo un contribuente IRPEF o IRES (se il richiedente è una società). Questa opzione è fatta apposta per questo tipo di soggetto giuridico, mentre per le altre il soggetto cambia.

Nel caso dello sconto in fattura, ad avere la detrazione non sarà più il contribuente ma l'azienda edile, che apporterà lo sconto per materiali, lavori e consulenze varie già da subito. In questo caso lo sconto potrà avere un importo uguale o inferiore rispetto alla detrazione d’imposta spettante.

Ma sarà comunque responsabile l'azienda per le spese coperte dalla percentuale d'imposta, cioè per un 60% o un 90% se i lavori sono stati effettuati tra il 2020 e il 2021.

Il soggetto cambia a sua volta se si parla di cessione del credito. In questo caso sia il contribuente IRPEF/IRES sia l'azienda edile possono richiederlo, ma solo a banche, istituti finanziari e fornitori di beni e servizi edilizi, così come altre persone fisiche, professionisti, enti e società.

Infatti molte banche e istituti hanno aperto alcuni servizi relativi al finanziamento di queste attività edilizie, sempre con la formula della cessione del credito.

Anche se per il 2022 la misura è diversa da quella dell'anno prima.

Bonus facciate 2022: cosa si deve fare per ottenere lo sconto in fattura?

A causa delle nuove norme anti-frode, già disposte da novembre 2021, e delle ultime disposizioni a seguito del Decreto Sostegni Ter e del Decreto Superbonus 2022, lo sconto in fattura e la cessione del credito sono diventate più complesse da richiedere.

Se vuoi richiederli per il bonus facciate 2022 (ma più generalmente per tutti i bonus Casa), chi opta per la cessione del credito, anche se in sede di sconto in fattura, dovrà limitarsi a sole due cessioni oltre la prima, e dovranno essere ceduti solo a banche, intermediari finanziari o imprese assicurative o soggetti sempre registrati presso il proprio albo professionale.

Non si potrà a sua volta richiedere la frammentazione del credito, cioè la cessione parziale del credito a soggetti terzi, in particolare se successivamente alla prima comunicazione dell’opzione all’Agenzia delle Entrate.

Con le nuove disposizioni, tutti i crediti ora avranno un codice identificativo univoco, che andrà indicato nelle comunicazioni di eventuali successive cessioni. In questo caso però l'applicazione scatterà dal 1 maggio 2022.

Ricordiamo che devono essere ultimati i lavori del bonus facciate 2022 entro e non oltre il 31 dicembre 2022, a patto di non subire eventuali sequestri penali.

Come ricorda ticonsiglio.com, nel caso di provvedimenti di sequestro, avverrà il blocco di cessioni e sconti, e solo fino alla scadenza degli effetti del provvedimento si potrà riavere diritto all'agevolazione fiscale.