Quanto consuma un radiatore svedese? Ecco come il dispositivo incide in bolletta

Sempre più popolare tra chi vuole risparmiare sul riscaldamento, il radiatore svedese è un'alternativa a basso costo. Ecco quanto consuma ogni giorno.

Con le temperature che si fanno sempre più rigide e fredde, l’utilizzo di dispositivi di riscaldamento domestico è d’obbligo. In quest’ottica, e anche in ragione dei prezzi di luce e gas, la ricerca costante di metodi a basso costo per scaldare casa è un must.

E, mentre c’è chi si attrezza per riscaldare casa con un metodo naturale, o chi sfrutta i trucchi per aumentare l’efficienza dei termosifoni, c’è anche chi cerca alternative meno note rispetto a caloriferi e stufe. Sempre più spesso, in effetti, si sente parlare di radiatori svedesi. Questo termine indica una moderna fonte di riscaldamento che promette consumi energetici molto bassi.

La tecnologia sfruttata da questi radiatori, com’è facilmente intuibile, arriva direttamente dalla Svezia. Tuttavia, in pochi ne conoscono modalità di funzionamento e vantaggi in termini di risparmio. Oggi analizzeremo più nei dettagli il radiatore svedese: quanto consuma, quanto costa e come funziona questa nuova tecnologia a basso costo.

Radiatore svedese: quanto consuma il dispositivo

E daremo inizio alla nostra analisi proprio partendo dai consumi di questo dispositivo. Chi sta pensando di dotarsi di un radiatore svedese, ancor prima di conoscere il suo funzionamento, infatti, si domanda certamente quanto consuma e quanto cosa acquistarne uno.

Abbiamo già chiarito che si tratta di dispositivi a basso consumo, ma i loro consumi effettivi dipendono dal modello scelto. Infatti, esistono dispositivi diversi, con potenze differenti.

Inoltre, dipendono dal prezzo dell’energia previsto dal proprio fornitore e dall’offerta sottoscritta.

Possiamo però fare una stima generica, considerando un radiatore svedese da 0,8 kW. Se il costo dell’energia previsto dalla propria offerta è di 0.25 centesimi al kWh, per un consumo quotidiano pari a 10 ore di accensione, il radiatore svedese costerà 2 euro al giorno.

Ribadiamo comunque che si tratta di una stima ipotetica: per calcolare l’esatto consumo del proprio dispositivo basta considerarne la potenza reale, oltre che conoscere il costo per kWh previsto dal proprio operatore di servizi elettrici.

Quanto consuma un radiatore svedese: i vantaggi del dispositivo

Per capire quanto consuma un radiatore svedese bisogna, inoltre, considerare il tempo di utilizzo. Nel nostro esempio abbiamo ipotizzato un uso pari a 10 ore, ma questo tempo può variare a seconda delle esigenze.

Tra i vantaggi di questo dispositivo abbiamo anche il fatto che il suo utilizzo può essere limitato, sfruttando la produzione di calore solo quando necessario e solo nelle stanze dove se ne abbia più bisogno.

I consumi possono quindi essere gestiti e limitati in maniera più agevole rispetto ad un impianto di riscaldamento tradizionale.

Questa tipologia di prodotto viene comunque molto sfruttata in case vacanza e seconde case, per evitare i costosi prezzi relativi all’installazione di un impianto di riscaldamento con termosifoni.

Infatti, i costi del radiatore svedese sono relativamente contenuti, e sicuramente inferiori rispetto ad un riscaldamento a caldaia.

Il prezzo varia a seconda del modello e del dispositivo scelto, ma di solito non supera i 200 euro per i modelli di medie dimensioni.

Il funzionamento del dispositivo

Adesso che abbiamo scoperto quanto consuma un radiatore svedese e quanto costa in media, dedichiamoci ad analizzare qualche dettaglio sul su funzionamento.

All’interno del radiatore troviamo una resistenza elettrica e un termostato. La resistenza è la parte del dispositivo atta a generare calore: può essere di vario materiale, ma generalmente è realizzata in ceramica, mentre il dissipatore, che permette la diffusione di calore, è realizzata in alluminio.

Quanto al termostato, questo permette ovviamente di misurare la temperatura ambientale. Operazione che avviene di solito ogni quaranta secondi, per permette al dispositivo di mettere in funzione la resistenza quando la temperatura ambientale diventa più bassa di quella selezionata dall’utilizzatore.

Grazie al termostato, quindi, la temperatura ambientale si mantiene sempre costante, consentendo alla stufa di mettersi in funzione solo quando serve e permettendo di risparmiare energia (e denaro).

Alessia Seminara
Alessia Seminara
Copywriter, classe 1991. Versatile, multipotenziale, laureata in Scienze e Tecniche Psicologiche presso l'Università degli Studi di Catania, con una seconda laurea in Logopedia, ho una passione per la scrittura e il web copywriting. Entrambe mi hanno portato a concludere la canonica formazione accademica e ad intraprendere un ulteriore percorso di formazione in Seo e Copy Persuasivo. Grazie a vari corsi di formazione ho approfondito le mie conoscenze in ambito Digital Martketing. Negli anni ho stretto diverse collaborazioni come copywriter freelance per seguire variegati progetti.
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