Superbonus 110% ancora sotto i riflettori. Si torna a parlare della cessione del credito dopo il dietrofront di Draghi sul blocco. Al momento, sono autorizzate le cessioni multiple ma solo se rispettati specifici requisiti. La novità più recente riguarda la necessità di certificare il trasferimento del credito.

Il Governo Draghi è tornato infatti sui suoi passi dopo l’iniziale stop all’utilizzo dell’opzione prevista per il Superbonus 110%, ma nuove regole dovranno essere rispettate per poter continuare a cedere il credito più volte.

La Legge di Bilancio 2022 è riuscita a preservare la possibilità di avvalersi della cessione del credito nell’anno in corso, nonostante le recenti indagini dell’Agenzia delle Entrate abbiano portato alla luce frodi considerevoli nell’utilizzo dei Bonus ristrutturazione casa (Bonus Facciate in primis) tramite cessione del credito.

Come causa dell’iniziale introduzione del decreto “blocco cessione” molti istituti bancari, e non solo, hanno iniziato a fermare le richieste. Basti pensare a Banco BPM e Poste Italiane.

La situazione è stata in qualche modo ripristinata dal Governo Draghi tramite il Decreto Sostegni Ter che però rende più difficile la cessione del credito da Superbonus 110%.

Volendo riassumere, allo stato attuale è ammessa la cessione a catena dei crediti, ma solo se soddisfatte alcune condizioni. Una di queste è di avere la certificazione per dare seguito alla richiesta di cessione del credito.

Maggiori informazioni sugli ultimi aggiornamenti riguardanti il Superbonus 110% le trovate nel recente video YouTube del professionista Danilo Torresi.

Queste però sono solo alcune delle novità 2022 riservate al Bonus casa.

Stando alle ultime notizie, il Governo pare sia al lavoro per concedere una proroga alle villette in merito alla presentazione dello Stato di Avanzamento dei Lavori (SAL), mentre Poste Italiane ha riaperto la piattaforma di cessione dei crediti maturati da Superbonus 110 e altri Bonus ristrutturazione casa, ma con nuove regole.

Vediamo subito di fare il punto della situazione.

Superbonus 110%: Draghi cambia la cessione. Come funziona ora? Ecco le ultime novità

La modalità di utilizzo del Superbonus 110% andava in qualche modo disciplinata per evitare di incorrere in frodi e truffe senza però complicare la vita del Bonus casa.

Complici le varie indagini condotte dell’Agenzia delle Entrate, il Governo Draghi inizialmente aveva deciso si risolvere la questione bloccando la cessione del credito non solo per il Superbonus 110%.

Successivamente, è arrivato il dietrofront: la cessione del credito è permessa ma diventa l’opzione più complicata da richiedere.

Per essere più chiari, mentre prima di febbraio 2022 era possibile sfruttare la cessione del credito a catena, dall’entrata in vigore del Decreto Sostegni Ter stoppa le richieste.

Il provvedimento, infatti, oltre ad un pacchetto di aiuti fiscali indirizzato alle imprese turistiche ed alberghiere costrette ad abbassare la saracinesca della propria attività proprio nel periodo più profittevole dell’anno, quello delle vacanze di Natale, causa Covid-19, ha apportato significativi cambiamenti alla vecchia normativa del Superbonus 110%.

Modifiche confermate dall’approvazione del decreto legge “Misure urgenti per il contrasto alle frodi in materia edilizia e sull’elettricità dei prodotti da impianti fa fonti rinnovabili”.

L’intervento del decreto sul Superbonus 110% è stato secco: la cessione del credito a catena è consentita, ma solo per tre step.

Per essere più chiari, il credito potrà essere ceduto per non più di tre volte. Inoltre, il trasferimento potrà avvenire solo verso istituti vigilati o regolarmente iscritti ad albi e ordini professionali.

Superbonus 110%: ok di Draghi alla cessione del credito. Ecco le ultime novità sulla certificazione

La cessione del credito per il Superbonus 110%, come per tutti gli altri Bonus ristrutturazione che ne ammettono l’opzione, è dunque assicurata dal Governo Draghi, seppur con qualche regola in più da seguire.

L’opzione, infatti, è accessibile solo se garantita da enti certificati e iscritti a specifici albi. Per essere brevi, senza certificazione non si potrà sfruttare la cessione del credito da Superbonus 110, sempre nel rispetto delle nuove linee dettate dal Decreto Sostegni ter.

In caso contrario, si avrà il blocco immediato delle richieste e si dovranno pagare pesanti sanzioni.

Le multe per aver trasgredito ai nuovi paletti imposti alla cessione del credito vanno da 50.000 a 100.000 euro.

Il pagamento verrà richiesto ai soggetti e alle società che hanno fornito false informazioni, omesso dati tecnici importanti nella fase di progettazione o di realizzazione dei lavori ammessi al Superbonus 110% o che hanno dichiarato una falsa congruità delle spese in rapporto al prezzario del MITE.

Tutti interventi sanzionati a partire dal 1° maggio 2022, quando le comunicazioni delle opzioni di sconto in fattura e di cessione del credito giungeranno all’Agenzia delle Entrate.

Superbonus 110%: nessuna frammentazione del credito. Cosa cambia con l’addio?

Tra le ultime novità riguardanti il Superbonus 110% troviamo la cancellazione della frammentazione del credito.

Quest’ultima permetteva ai malintenzionati di raggirare il Fisco cedendo parzialmente il credito ai debitori, fino ad arrivare ad essere irrintracciabile.

Le nuove regole dettate dal Decreto Legge, invece, prevedono un unico credito per i Bonus casa, trasferibile per tre volte complessive, solo a società registrate. Lo stesso sarà dotato di una matricola (codice identificativo) che ne garantirà la tracciabilità, cioè permetterà di risalire agevolmente al primo cedente.

Tuttavia, si tratta di modifiche che diventeranno operative per il Superbonus 110%, e per tutti i Bonus ristrutturazione ammessi all’opzione cessione del credito, solo previo provvedimento da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Solo in questo caso infatti diventeranno definitivamente applicative.

Superbonus 110%: Poste Italiane riapre la piattaforma per la cessione del credito. Ecco chi potrà richiederla

Il 7 marzo 2022, dopo lo stop alla cessione del credito disposto dal Decreto Sostegni Ter, Poste Italiane ha riaperto la piattaforma online dedicata all’acquisto dei crediti maturati per i lavori dal Superbonus 110% e di altri Bonus ristrutturazione che accedono all’opzione.

Proprio per scongiurare il pericolo di nuove frodi fiscali, la società ha messo nero su bianco dei limiti per quanto riguarda i soggetti che possono avvalersi della cessione del credito e i crediti che possono essere ceduti.

Ma chi potrà richiedere la cessione del credito da Superbonus 110% e altri Bonus casa? 

Stando alle ultime novità, Poste Italiane valuterà esclusivamente le richieste d’acquisto dei crediti pervenute dai soggetti che hanno sostenuto direttamente i costi. 

Per essere più chiari, si potranno cedere soltanto i crediti maturati dal contribuente, mentre non si terrà conto degli acquisti di crediti sorti a causa di sconti in fattura da parte dei professionisti e di imprese.

Per questi l’unica chance è di portare il credito in detrazione dei redditi, oppure trasferirlo ad un altro soggetto o istituto finanziario.

Superbonus 110%: cessione del credito a Poste Italiane. Ecco l’ammontare massimo ammesso

Le novità di Poste Italiane circa la cessione del credito da Superbonus 110% non terminano qui. Oltre ai limiti imposti ai soggetti richiedenti l’opzione, la società introduce dei paletti sull’importo complessivo cedibile.

Nello specifico, Poste Italiane fissa a 150 mila euro il tetto massimo di credito cedibile per tutti i cedenti (anche per mezzo di più cessioni).

Tale soglia prende in considerazione tutte le cessioni fatte a partire da settembre 2020, data di avvio del servizio.