Non c'è bisogno di approfondire i motivi per cui Netflix è giunto al suo attuale successo. Un catalogo enorme localizzato con doppiaggi e sottotitoli nei diversi paesi, un'alta qualità video, la disponibilità multi-piattaforma, hanno fatto sì che divenisse uno dei servizi streaming con più abbonati al mondo.

Normale, quindi, che sempre più persone vogliano unirsi alla banda. Ma per chi ne è fuori sorge spontanea una semplice domanda: quale abbonamento Netflix conviene di più tra quelli disponibili?

La grande N, infatti, prevede tre possibili piani per usufruire del proprio servizio. Ognuno ha specifiche caratteristiche e restringe o allarga i limiti d'uso e di qualità a seconda del costo pagato. Vediamo un confronto per capire quale offra il miglior rapporto qualità - prezzo e quale sia adatto a ogni richiesta.

Come funziona l'abbonamento Netflix: piani solo mensili, nessun mese di prova

Innanzitutto vediamo in che modo la il servizio di streaming gestisce i suoi abbonati, per trovare poi il piano migliore per noi. La prima cosa da sapere è che, a differenza di altri servizi in qualche modo simili (come Amazon Prime Video, o anche Disney+), qui si ragiona solo mensilmente.

Non è infatti possibile, in alcun modo, sottoscrivere un abbonamento annuale come da vari competitor. Di solito, i "rivali" lo propongono per accaparrarsi un cliente per un periodo più lungo, offrendo come incentivo uno sconto sul costo finale: paghi di più se lo fai mese per mese, paghi di meno se lo fai per un anno intero.

Nel caso di Netflix sono disponibili soltanto piani mensili, quindi è anche più facile scegliere: le differenze tra di essi saranno date dalla qualità video e dal numero di dispositivi, invece che dal periodo di abbonamento.

È importante anche sapere che, sempre al contrario dei competitor, non esiste più alcun periodo di prova su Big N. Non è possibile in alcun modo testare il servizio gratuitamente, neppure inserendo i dati della carta di credito. L'unica maniera per cominciare ad utilizzarlo è sottoscrivere un normale abbonamento a pagamento. Se proprio siete in dubbio, vi conviene fare un giro nel catalogo di un amico già abbonato.

E, se per caso avete scelto il piano sbagliato, non c'è bisogno di continuare a pagarlo: disdire o cambiare il piano di Netflix è davvero semplice con questa guida.

I 3 piani Netflix a confronto: Base, Standard e Premium

L'offerta Netflix consiste in 3 possibili piani di abbonamento mensile. Tutti e tre consentono la fruizione per un tempo illimitato di tutti contenuti del portale, e li si può visualizzare su diversi tipi di dispositivo (PC, tablet, smartphone, smart TV, decoder con app). Ma ognuno offre la possibilità a un diverso numero di dispositivi di stare connessi contemporaneamente.

  • Piano Base. Il livello più basso della scala ha un prezzo di 7,99 € al mese e consente lo streaming su un solo dispositivo alla volta: se proviamo ad accedere con un altro, l'ingresso allo streaming verrà negato. Inoltre, il Piano Base non offre la risoluzione HD: il limite massimo di qualità streaming è il vecchio 480p.
  • Piano Standard. L'opzione intermedia costa 12,99 € al mese e permette la visione fino a un massimo di 2 schermi o dispositivi nello stesso momento, anche con programmi diversi. Inoltre viene supportata la qualità streaming Full HD, cioè fino a 1080p, decisamente più al passo coi tempi.
  • Piano Premium. Il gradino più alto ha il notevole prezzo di 17,99 € al mese (è aumentato un po' di recente), ma offre vaste opportunità. Possono stare connessi fino a 4 dispositivi o schermi contemporaneamente, anche tutti con programmi diversi; ed è supportata la qualità 4K con tecnologia HDR per uno streaming video limpidissimo.

I piani sono tutto sommato semplici, ma quale dovremmo scegliere?

Un piano per ogni esigenza: quale abbonamento Netflix conviene di più

Come in tutte le offerte di questo genere, la scelta deve essere fatta in base alle proprie esigenze personali. È proprio per andare incontro a un pubblico diversificato e accaparrarselo, che le aziende offrono più di una possibilità. Ma chiariamo subito una cosa: al di là del risparmio, il piano Base offre decisamente poco.

Un utente da solo può certamente sopportare il limite di 1 visione alla volta, si applica a molti potenziali clienti. Ma la barriera più grande è la qualità video: i 480p sono ormai preistoria tecnologica!

Basti pensare che la HD Ready (720p), oggi quasi in disuso, è uscita addirittura nel 2005 ed è diventata di largo consumo pochi anni dopo. Guardare delle serie o film senza neppure questo HD leggero, oggi appare come un salto in un passato fin troppo lontano, e il nostro consiglio è di passare avanti: non ne vale la pena.

Il Piano Base, insomma, sembra adatto solo a chi si accontenta di una qualità molto ridotta. La scelta migliore per la fetta più larga di pubblico sembra essere invece il Piano Standard. 2 schermi alla volta non sono niente male, e la qualità fa un balzo determinante da 480p a Full HD 1080p, proprio quello che ci voleva. Il prezzo sale di 5 euro al mese, ma ne vale la pena.

Non c'è il 4K, è vero, e oggi può far gola. Ma attenzione, perché molte volte non servirebbe neppure: parecchi dispositivi tra cui tanti smartphone non supportano comunque il 4K sui propri schermi (che di solito sono Full HD) o nelle proprie specifiche. Quindi, per averlo, rischieremmo di spendere soldi quasi inutili, poiché in mobilità sono pochi dispositivi a supportare tanta risoluzione.

Il piano Premium, naturalmente, ha i suoi estimatori. Lo consigliamo a coloro che guardano spesso Netflix su una smart TV moderna e abilitata al 4K con HDR, dove potranno godersi alcune serie (non tutte, perché non tutte sono prodotte in 4K). In più le visioni contemporanee sono addirittura 4.

Certo, richiede un esborso economico a questo punto notevole, ben 18 euro al mese. Ma per le questioni di budget, la valutazione è tutta personale. In linea generale ci sentiamo di consigliare lo Standard a quasi tutti, mentre il Premium a chi vuole il meglio del meglio ed è pronto a pagarlo. Oppure provate questi trucchi per risparmiare, come la condivisione e i pacchetti.