Aumentano, e di parecchio i lavori gravosi che consentiranno a chi li ha svolti per lungo tempo di beneficiare di una uscita in anticipo di qualche anno dal mondo del lavoro approfittando dell’Ape sociale. Buona notizia, per molti lavoratori? 

In effetti sì, anche se in la decisone finale spetterà al Governo che dovrà mettere mano alla riforma di questo tipo di sussidio, che è stato attivo per tre anni ma solo a livello sperimentale, e dovrà l’anno, prossimo essere confermato o riformato.

Sono 205 i lavori che secondo la commissione per i lavori gravosi incaricata dal Governo rientrano tra quelli particolarmente faticosi, e che hanno fatto guadagnare a chi lo desideri, il diritto di uscire in anticipo dal mondo del lavoro.

Una lista da non confondere con quella dei lavori usuranti, che per le loro caratteristiche danno invece diritto a una vera e propria pensione anticipata.

Ape sociale che cosa è

Si tratta di una indennità, quindi non della pensione vera e propria, che viene riconosciuta a particolari condizioni a persone che abbiano raggiunto almeno i 63 anni di età e che già non percepiscano un altro versamento a titolo di pensione, né erogato in Italia, né dall’ente previdenziale di uno stato estero.

Introdotta con la legge di bilancio del 2017

è costituita da una somma che viene finanziata dallo Stato ma che viene materialmente erogata dall’INPS.

Ci sono comunque dei limiti al numero di domande che possono essere accettate, perché queste indennità sono approvate solo fino a coperture delle somme stanziate ogni anno a bilancio.

Per averla è necessario presentare un’apposita domanda. I versamenti verranno fatti fino al momento in cui si raggiungerà l’età pensionabile e si inizierà ad incassare la vera propria pensione di vecchiaia. In alternativa fino al momento in cui si raggiungano i requisiti per avere la pensione anticipata

Chi ha diritto all’Ape sociale

Innanzitutto hanno diritto a questo sussidio i lavoratori che siano iscritti all’assicurazione generale obbligatoria per i lavoratori dipendenti, alle gestioni speciali o separate. Devono inoltre trovarsi in possesso di alcune condizioni alternative tra loro.

Devono essere disoccupati, a seguito di cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento sia individuale che collettivo, o per dimissioni purché siano state fatte per giusta causa.

In alternativa che siano rimasti senza lavoro a seguito della conclusione naturale di un contratto a tempo determinato, purché nei 35 mesi precedenti abbiano svolto almeno 18 mesi di lavoro, abbiano concluso da almeno tre mesi le prestazioni che gli spettano a titolo di disoccupazione e abbiano un’anzianità contributiva di almeno 30 anni.

Oppure al momento di presentare la domanda assistono, da almeno sei mesi il coniuge o un parente di primo grado: figlio o genitore, che si trovi in condizioni di disabilità grave, o un parente o un affine di secondo grado nel caso i genitori dello stesso abbiano già compiuto i settant’anni o siano essi stessi disabili, oppure siano deceduti. Anche in questo caso è necessaria un’anzianità contributiva di almeno 30 anni.

Si trovino in una condizione, accertata dalle commissioni competenti di riduzione della capacità lavorativa che sia superiore o uguale al 74%, sempre con 30 anni di contributi versati.

Quando i lavori faticosi danno diritto all’Ape sociale

Ultima categoria di persone che possono chiedere di aderire all’Ape sociale sono i lavoratori che abbiano almeno 36 anni di contribuzione versata in modo regolare, come lavoratori dipendenti. Devono inoltre essere iscritti a un sistema previdenziale tra quelli riconosciuti.

Questi lavoratori potranno avere il beneficio solo se per almeno sette anni, negli ultimi dieci, o almeno sei anni negli ultimi sette abbino svolto una delle attività che vengono classificate come gravose.

Una lista fornita anche sul sito dell’INPS elenca quali siano queste attività. Si tratta di mansioni tra di loro molto diverse: 65 in tutto che vanno dalle attività dell’edilizia, ai conduttori di mezzi pesanti sia su gomma che su ferrovia, al personale infermieristico e alle ostetriche, agli insegnanti degli asili, a chi lavora in agricoltura nel settore della pesca e delle pulizie non qualificate.

Per questa e per tutte le ipotesi elencate sopra, i requisiti contributivi sono ridotti, solo per le donne, nella misura di dodici mesi per ogni figlio. Il limite massimo è comunque di due anni, anche se la prole della richiedete è più numerosa.

Come funziona l’Ape sociale

Chi fa domanda per l’Ape sociale inizia ad avere diritto alla prestazione economica che vi è collegata a partire del primo giorno del mese successivo a quello in cui la domanda è stata presentata. Sempre che in quella data l’attività lavorativa si effettivamente cessata e tutti i requisiti necessari siano già maturati.

Il sussidio verrà versato ogni anno per dodici mensilità. Nel caso le domande fossero superiori alla copertura economica, la precedenza sarà data a chi si trovi più vicino all’età prevista per avere la pensione di vecchiaia. A parità di età, la priorità è data a chi abbia presentato prima la domanda.

La somma che verrà versata ogni mese, per chi sia iscritto a una gestione unica corrisponde alla quota di pensione a cui si avrebbe diritto se fosse calcolata in quel momento, se la cifra è inferiore a 1.500 euro.

Se è superiore a quella cifra non verrà comunque versata una somma superiore a 1.500 euro. Non sono previste rivalutazioni e non sono previsti i versamenti dei contributi figurati per il periodo in cui si gode di questo aiuto.

Esclusa per i titolari di Ape sociale la possibilità di avere assegni familiari, o indennità similari per le persone a carico. Il sussidio cessa di essere erogato nel caso di decesso del titolare, e non può essere chiesta la reversibilità dai parenti anche se ne avessero diritto in caso di pensione.

Quali sono nuovi i lavori gravosi che danno diritto all’Ape sociale

I criteri, che sono stati fissati da Inail, e che sono stati presi in considerazione per stilare la lista definitiva sono sostanzialmente elementi di tipo statistico. Sono stati valutati

la frequenza media degli infortuni che si sono svolti durante l’esercizi delle mansioni. Poi il numero medio delle giornate di assenza a causa di un infortunio sul lavoro. Infine il numero medio delle giornate di malattie

Si è ritenuto che il fatto di assentarsi per un numero superiore alla media di giornate per malattia o per infortunio costituisca un indicatore affidabile della qualità usurante delle mansioni svolte. 

Tra i lavori che secondo la commissione rientrano in questa categoria ci sono gli insegnanti delle scuole primarie, i bidelli, le cassiere, i benzinai e i panettieri, i saldatori e gli operatori sanitari qualificati. Come abbiamo anticipato, della lista fano parte ben 205 professioni, quindi la platea degli eventuali destinatari sarà notevolmente ampliata.

La lista della commissione dovrà adesso essere presa in esame dal Governo, che vista la scadenza del 31 dicembre 2021, del periodo durante il quale si è sperimentato l’Ape sociale dovrà entro breve mettervi mano e decidere in che modo sarà strutturato a partire dal 2022.

Tra le decisioni da prendere, anche quella di quali lavoratori ne avranno diritto: se tutti o solo una parte di quelli proposti.

Lavori usuranti e lavori gravosi quali le differenze

Non va fatta confusione parlando di Ape sociale tra i lavori gravosi che consentono di avere questo tipo di sostegno, e invece i lavori usuranti che danno diritto ad avere la pensione anticipata.

Sono lavori usuranti quelli che sono elencati nel Decreto Legislativo numero 67 del 2011. Si tratta di

chi lavori in cava, o miniera, in spazi particolarmente ristretti, a temperature elevate o i palombari. Inoltre chi lavori su linee di catena, chi si occupi di spostamento dell’amianto o della lavorazione del vetro cavo. Infine i conduttori di mezzi che siano adibiti al trasporto di persone e che abbino una capienza minima di nove posti.

Altra categoria, che non dipende dalle mansioni svolte è quella dei lavoratori notturni, dove si intendono quelli che lavorino nel corso della notte almeno per 64 giornate lavorative all’anno. In questo caso si ritiene che gli orari disagevoli siano sufficienti a rendere usurante un lavoro indipendentemente da quanto sia faticoso in sé.

Vediamo subito che si tratta di una categoria molto più ristretta rispetto a quella dei lavori gravosi: in questo caso sono state scelte le professioni che a causa dell’orario, del luogo: stretto, caldo o a contatto con materiali pericolosi siano particolarmente pesanti per il fisico del lavoratore.

Il temine usura va inteso in senso letterale, come consumo sia del fisico che della psiche di chi per molti anni svolge le stesse mansioni. Ci troviamo in quell’area dove ancora non si può parlare di malattia professionale o di invalidità da lavoro, ma dove il lavoratore vede molto ridotte le proprie capacità di resistenza.

Diverso è il caso dei lavori gravosi, che sono più legati alla perdita di forza, capacità di concentrazione e di attenzione che sono normali con il procedere dell’età. Viste queste differenze diversi sono i trattamenti riservati a chi abbia fatto lavori diversi.

Differenze tra pensione anticipata e Ape sociale

Chi ha svolto un lavoro usurante ha diritto ad avere la pensione con qualche anno di anticipo rispetto a chi abbia invece svolto lavori meno faticosi. Si tratta di una vera e propria pensione, con tutto quello che ne consegue in termini di diritti. Diversa quindi dall’Ape sociale che è solo di un sussidio concesso dallo Stato per trainarli dal mondo del lavoro fino alla pensione.

I lavori usuranti danno diritto ad andare in pensione al raggiungimento dell’età di 61 anni e 7 mesi per chi abbia una contribuzione di 36 annualità, e a 62 anni e 7 mesi se i contributi sono stati versati per 35 anni.

Ulteriore requisito è quello di avere svolto un lavoro usurante per almeno sette anni negli ultimi dieci di lavoro. In alternativa per almeno la metà della propria carriera lavorativa.

Le mansioni svolte e in particolare il requisito dell’attività svolta in orari notturni dovranno essere dimostrati. Importante organizzarsi a questo proposito anche in giovane età. Mantenendo traccia di tutti i lavori svolti nel caso facciano parte di quelli rientranti nelle categorie di quelli usuranti o gravosi.