Legge 104, quando è possibile lo sfratto di un inquilino disabile o invalido

Quando si va a vivere in affitto si deve corrispondere il canone di locazione pattuito, pena il rischio di essere sfrattati. Le persone con disabilità che beneficiano della Legge 104 possono essere sfrattate?

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La Legge 104/1992 è un provvedimento chiave nel campo della disabilità, in quanto va ad assicurare al disabile e ai suoi familiari una serie di agevolazioni, riduzioni e benefici.

L’ampiezza della tutela offerta dalla Legge 104 è considerevole, e chi rientra nel suo ambito di applicazione può fruire di sconti e agevolazioni per l’assistenza, la cura e l’integrazione sociale.

Molti cittadini non possono permettersi un appartamento di proprietà e la soluzione più semplice è quella di andare a vivere in affitto.

Molte volte si opta per l’affitto anche in attesa dell’assegnazione di un alloggio all’interno dell’edilizia residenziale pubblica, ovviamente in tutti quei casi in cui le condizioni economiche non consentono di far fronte al pagamento di un canone di locazione elevato.

Gli inquilini sono tenuti al pagamento del canone concordato, pena il rischio di essere sfrattati.

È possibile procedere allo sfratto anche di inquilini che beneficiano della Legge 104?

Quando si può sfrattare un inquilino

Quando si va a vivere in affitto ci sono alcune regole e adempimenti da rispettare. Il più importante, probabilmente, è il pagamento del canone di locazione pattuito con il proprietario di casa.

In caso di inadempienza da questo obbligo, e in altre circostanze, l’inquilino rischia di essere sfrattato. Lo stratto può avvenire in due casi:

  • Per morosità: quando il canone di affitto e gli altri oneri accessori non vengono pagati;

  • Per finita locazione: quando il contratto è giunto al termine, ma l’immobile non è stato restituito al proprietario.

Entrambe le circostanze, consentono al proprietario di casa il ricorso in tribunale e ottenere un provvedimento di sfratto.

Se il conduttore causa danni all’abitazione, inoltre, il proprietario dell’immobile può anche ottenere il risarcimento del danno subito. Lo sfratto per morosità scatta nel momento in cui trascorrono venti giorni dalla scadenza del pagamento del canone.

Gli inquilini morosi possono sanare la loro situazione in sede giudiziale. In realtà, l’inquilino potrebbe anche chiedere al giudice il cosiddetto termine di grazia, ovvero altri novanta giorni per versare quanto dovuto. Il giudice potrebbe essere favorevole a questa soluzione, decidendo di rinviare l’udienza a 10 giorni dopo la scadenza dei giorni di grazia.

Legge 104, è possibile lo sfratto di un inquilino disabile?

L’ambito di applicazione della Legge 104 è molto vasto, al fine di garantire alla persona con disabilità l’assistenza, la cura e la giusta integrazione sociale. Ci siamo domandati se l’inquilino con la Legge 104 può essere sfrattato. La legge non prevede nessuna eccezione per le persone invalidi o disabili.

Quindi, l’inadempimento del contratto di locazione comporta sempre lo sfratto, al ricorrere ovviamente dei presupposti stabiliti dalla legge.

Tuttavia, secondo la normativa vigente è possibile evitare lo sfratto con la Legge 104, ma effettuando il pagamento di quanto dovuto:

  • Alla prima udienza;

  • Entro novanta giorni dalla prima udienza, dimostrando al giudice di non aver potuto effettuare il pagamento a causa di difficoltà economiche o per problemi di salute;

  • Entro centoventi giorni dalla prima udienza, a condizione che la morosità non si sia protratta per oltre due mesi.

In definitiva, anche se non è prevista una norma che permette di evitare di essere sfrattati, le persone con disabilità ai sensi della Legge 104/1992 possono beneficiare di un termine di 120 giorni per mettersi in regola.

Precisiamo, però, che le precarie condizioni economiche devono essere sorte in un momento successivo alla stipula del contratto. In presenza di un inquilino disabile è possibile ritardare l’esecuzione dello sfratto.

Come ritardare e sospendere l’esecuzione dello sfratto

Oltre ai 120 giorni in più per mettersi in regola e non essere sfrattato, la Legge 104 consente anche di ritardare e sospendere la procedura, al verificarsi di alcune condizioni.

L’articolo 6 della Legge sulle locazioni abitative prevede che, nel caso di sfratto per finita locazione, l’inquilino ha la possibilità di richiedere la sospensione della procedura con un limite massimo di 18 mesi.

Non si tratta di un privilegio concesso a tutti, ma solo se:

  • L’inquilino ha compiuto 65 anni d’età;

  • L’inquilino o un altro membro del suo nucleo familiare (come anche un convivente) da almeno sei mesi è un malato terminale oppure è affetto da una disabilità.

Pertanto, oltre alla possibilità di chiedere una proroga per la sanatoria della morosità in sede giudiziale, un individuo riconosciuto come disabile, in base all’ambito di applicazione della Legge 104, può richiedere di ritardare lo sfratto. Si tratta di un periodo aggiuntivo che potrebbe rivelarsi molto utile per trovare una nuova sistemazione.

È possibile, infine, chiedere la sospensione, solo quando si verificano le seguenti condizioni:

  • Il disabile possiede un reddito lordo annuo al di sotto dei 27.000 euro;

  • Nel nucleo familiare sia presente una persona con più di 65 anni d’età, un malato terminale o un disabile con un’invalidità civile riconosciuta maggiore del 66%.

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