Acconto Irpef in arrivo, ecco chi avrà uno stipendio più basso a novembre

La fatidica data per il versamento del secondo acconto Irpef è in arrivo: grande ansia per la busta paga di novembre. Chi avrà lo stipendio più basso?

Nel mese di novembre, il secondo acconto Irpef è particolarmente temuto. Il datore di lavoro, in qualità di sostituto d’imposta, deve effettuare la trattenuta relativa al secondo acconto Irpef, tenendo in considerazione quanto indicato nella dichiarazione dei redditi.

In molti staranno pensando alla proroga introdotta dal Governo al 16 gennaio 2024, ma dimenticano forse che si applica solo nei confronti dei lavoratori autonomi titolari di Partita Iva, che rispettano alcuni requisiti e condizioni.

Tutti gli altri titolari di Partita Iva che rimangono esclusi e i lavoratori dipendenti devono rispettare le solite scadenze e pagare il secondo acconto Irpef a novembre. Ciò vuol dire che, quello di novembre, sarà uno stipendio più basso.

Vediamo chi avrà uno stipendio più basso, cos’è e quali sono le scadenze del versamento del secondo acconto Irpef in busta paga e a quanto ammonta.

Secondo acconto Irpef, cos’è e chi deve pagarlo

I contribuenti, ogni anno, devono versare l’Imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) con un acconto, in una o due rate, e un saldo.

Ogni anno, si versa il saldo relativo all’anno precedente e un acconto relativo all’anno in corso, in base a quanto emerso dalla dichiarazione dei redditi.

L’acconto Irpef deve essere pagato solo se l’imposta dichiarata nell’anno in corso è superiore a 51,65 euro, una volta sottratti le detrazioni, i crediti d’imposta, le ritenute e le eccedenze. Ogni anno, l’acconto deve essere versato in una o due rate, a seconda dell’importo:

  • In un unico versamento, entro il 30 novembre dell’anno di imposta se l’acconto è inferiore a 257,52 euro;

  • In due rate, se l’acconto è pari o superiore 257,52 euro; la prima è pari al 40% e va versata entro il 30 giugno dell’anno di imposta (insieme al saldo dell’anno precedente), la seconda è pari al restante 60% e va versata entro il 30 novembre dello stesso anno.

Per quanto riguarda i contribuenti che devono applicare gli ISA e i forfettari, effettuano il versamento:

  • In un unico versamento, entro il 30 novembre, se l’importo totale dovuto non supera 206 euro;

  • L’acconto in due rate di pari importo entro le stesse scadenze previste per gli altri contribuenti 30 giugno e 30 novembre.

A quanto ammonta l’acconto Irpef? L’importo è pari a al 100% dell’imposta dichiarata durante l’anno oppure, in alternativa, dell’imposta inferiore che il contribuente prevede di dover versare l’anno successivo.

Secondo acconto Irpef: come funziona la sottrazione dalla busta paga

Nel caso dei lavoratori dipendenti, i datori di lavoro che operano come sostituti d’imposta provvedono a decurtare l’importo del secondo acconto Irpef dalla busta paga.

Il secondo acconto Irpef è molto temuto per il fatto che la differenza del primo non può essere rateizzata. Pertanto, si deve trattenere in un’unica soluzione dallo stipendio di novembre.

Se l’acconto da versare è particolarmente alto o se si rende necessario recuperare l’importo per intero, lo stipendio potrebbe persino azzerarsi.

E se lo stipendio di novembre fosse insufficiente? In questo caso, il datore di lavoro potrà effettuare un ulteriore recupero nel mese di dicembre, applicando un interesse dello 0,4%.

La domanda più comune, probabilmente, è la seguente: di quanto si riduce lo stipendio di novembre? Naturalmente, non è possibile dare una risposta precisa, in quanto l’importo non è uguale per tutti.

Tuttavia, per trovarsi preparati si può guardare l’importo scaturito dalla dichiarazione dei redditi e considerare che il 60% di esso sarà trattenuto sulla busta paga del mese di novembre.

Ricordiamo, ancora una volta, che nel caso di debiti il cui importo è inferiore a 257,52 euro quello trattenuto in busta paga è il primo, nonché unico, acconto previsto.

Per chi è prevista la proroga a gennaio

I lavoratori autonomi e gli imprenditori titolari di Partita Iva, con ricavi o compensi fino a 170.000 euro nel 2022, possono slittare il pagamento al 16 gennaio 2024.

In sostanza, per questi “fortunati” è prevista una chance ulteriore di rateizzare in cinque rate mensili, fino a maggio 2024 (naturalmente, con l’aggiunta degli interessi).

Chi sono gli esclusi? Sono tenuti al pagamento dell’acconto Irpef i contribuenti che non hanno la Partita Iva e i titolari di Partita Iva diversi dalle persone fisiche come, per esempio, le società di capitali e gli enti non commerciali.

Tuttavia, possono beneficiare del rinvio anche le persone fisiche titolari di Partita Iva con ricavi o compensi fino a 170.000 euro che devono versare l’acconto in un’unica soluzione.

Parliamo del requisito dei ricavi e compensi fino a 170.000 euro. Se il contribuente esercita più attività, con diversi codici Ateco, si devono sommare i relativi ricavi e compensi. Nello stesso caso e allo stesso modo, per le persone fisiche che esercitano sia un’attività di lavoro autonomo che un’attività di impresa.

I contribuenti che non sono obbligati alla presentazione della dichiarazione Iva, come i forfettari nel regime di Flat tax, devono considerare l’ammontare complessivo del fatturato 2022.

Leggi anche: Proroga secondo acconto Irpef, quando si paga? Ecco le nuove scadenze

Sara Bellanza
Sara Bellanza
Aspirante storica contemporaneista, classe 1995.Amante della lettura e della scrittura sin dalla tenera età, ho una laurea triennale in Filosofia e Storia e una laurea magistrale in Scienze Storiche, conseguite entrambe presso l’Università della Calabria. Sono autrice di alcune pubblicazioni scientifiche inerenti alla storia contemporanea e alla filosofia: "L'insostenibile leggerezza della storia" e "L’insufficienza del linguaggio metafisico" per la rivista "Filosofi(e)Semiotiche", e "Il movimento comunista nel cosentino" per la "Rivista Calabrese di Storia del '900".Nonostante la formazione prettamente umanistica, la mia curiosità mi ha spinto a conoscere e a informarmi sugli ambiti più disparati. Leggo, scrivo e fotografo, nella speranza di riuscire a raccontare il mondo così come lo vedo io.
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