Di seguito riportiamo l'intervista ad Emanuele Rigo, General Manager di Newtraderlab, al quale abbiamo rivolto alcune domande sulle valute, su alcune commodities e sugli scenari attesi per le Borse.

L'euro-dollaro continua ad aggiornare i minimi di periodo, spingendosi ad un passo da quota 1,13. Quali le attese nel breve?

Per il momento la tendenza al ribasso dell'euro-dollaro è confermata da un atteggiamento di grandissima forza del biglietto verde, tornato a ruggire in maniera eclatante sulla scia del posizionamento della Fed sui tassi.

Per effetto dell'inflazione in forte rialzo, complice l'inizio del tapering e il fatto che il mercato si aspetta un rialzo dei tassi, il dollaro ha ripreso a marciare a gonfie vele.

Nella giornata di ieri alcune dichiarazioni di vari membri della Fed non sono riusciti ad arginare questo rafforzamento così importante del dollaro.

Le prospettive per l'euro-dollaro sono per un ulteriore indebolimento, con il cross che guarderà prima a quota 1,13 e poi a 1,12.

Sul fronte europeo invece la Lagarde e i suoi colleghi continuano ad avere un atteggiamento estremamente accomodante, dopo che secondo alcuni rumor sono stati effettuati acquisti di titoli di Stato oltre il limite previsto e questo è un segnale ulteriormente dovish.

L'oro ha messo a segno un bel rialzo che lo ha riportato oltre quota 1.860 dollari. Cosa può dirci di questo asset?

L'andamento dell'oro cui abbiamo assistito ultimamente è parzialmente in controtendenza rispetto a quello che normalmente succedeva.

Il gold è scorrelato dai normali parametri di correlazione con i tassi americani e con l'azionario.

Solo in alcuni brevi momenti il metallo giallo cavalca le correlazioni classiche e potremmo vedere un ritorno della correlazione inversa con i tassi americani e quindi la possibilità di un oro che scende verso area 1.850 dollari, ma solo nel breve termine in attesa di un consolidamento dell'area per poi eventualmente ripartire verso l'alto.

Il petrolio sta frenando ancora e viaggia intorno agli 80 dollari. Quali le previsioni per questa materia prima?

Mi aspetto una prosecuzione della fase di debolezza relativa del petrolio e quindi le quotazioni dovrebbero mantenersi intorno agli 80/78 dollari.

L'oro nero quindi sarà decisamente più debole rispetto ai massimi di periodo toccati, per effetto di un aumento significativo della produzione negli Stati Uniti, giustificato dai prezzi piuttosto alti, che rendono conveniente il ritorno all'estrazione di shale oil, shale gas, ossia di tutto quell'universo che non aveva ragione di esistere sotto i 70 dollari di petrolio.

Gli Stati Uniti hanno provato a fare un po' di moral suasion per bocca del presidente e ora sono passati ai fatti, anche fomentati dalla viabilità economica di un ritorno importante all'estrazione in quel Paese.

Per il petrolio propendo ora per degli sviluppi negativi che potrebbero vedere le quotazioni scendere verso i 78/77,5 dollari perchè c'è questa ondata di petrolio estratto negli Stati Uniti che dovrebbe deprimere un po' i prezzi.

I mercati azionari riprendono subito quota non appena c'è qualche tentativo di incursione ribassista. Si corre fino a Natale ora?

E' molto probabile che in effetti i listini azionari possano salire fino a fine anno, anche perchè non c'è nessun segnale che faccia presagire nemmeno una correzione leggera.

C'è stata una significativa inversione di rialzi tra Stati Uniti ed Unione europa ed è quest'ultima a fare da padrona per il momento, grazie al posizionamento della BCE molto più accomodante rispetto a quello della Fed.

Sembra che il mercato, nonostante sia sui massimi, sembra stia prezzando correttamente lo scenario attuale anche dal punto di vista di ritorni da parte delle aziende.

Per il momento non ci sono elementi che facciano presagire una discesa dell'azionario, quindi si può salire ancora.