Di seguito riportiamo l'intervista a Pietro Paciello, CEO e Chief Analyst della Paciello Trading Academy, al quale abbiamo rivolto alcune domande sul quadro intermarket e sulle strategie da seguire.

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L'euro-dollaro sta allungando il passo verso area 1,11. C'è spazio per ulteriori salite nel breve?

L'euro-dollaro sta mettendo a segno un recupero molto interessante e una prosecuzione dello stesso dovrebbe portarlo ad una stabilizzazione in area 1,12/1,125.

Molto evidente la recente reazione dell'euro-dollaro allorquando ha toccato il supporto di lungo termine in area 1,08.
Il momento importante è stato sicuramente il touch con successo di quest'ultima soglia di prezzo e il resto è soltanto un'evoluzione delle cose.

Un'eventuale chiusura settimanale sopra area 1,11 renderebbe molto probabile il raggiungimento del target a 1,12/1,125.

Cosa può dirci in merito al recente andamento del dollaro-yen?

Se è vero che l'euro-dollaro si sta correlando alla debolezza o alla forza del biglietto verde in generale, sul dollaro-yen assistiamo a un movimento che va un po' oltre i canoni cui siamo abituati, ma la chiave di lettura è abbastanza logica.

In questo momento l'area yen persiste con tassi a zero, quindi si sta sviluppando una sorte di fenomenologia già nota nel passato, il cosiddetto carry trade.

Ci si indebita in yen per investire in valute a maggior tasso di interesse e quindi sono movimenti strutturale e non di trading di breve che giustificano l'esasperazione delle vendite persistenti sullo yen.

Vedo una potenziale normalizzazione della fase attuale con un pull-back in zona 117 ed estensione massima a 116,4.
Quelli saranno livelli che, se toccati dal mercato, comporteranno delle valutazioni operative molto interessanti.

Per ora il dollaro-yen mi sembra eccessivamente orientato verso l'alto, ma è un eccesso giustificato dai movimenti dei tassi, con l'area yen che resta a zero.

L'oro ha stornato con decisione dai recenti massimi, ma sta provando a risalire verso i 1.950 dollari. Qual è la sua view su questo asset?

La decelerazione dell'oro fa il paio con la violenta accelerazione dei giorni passati, quindi più che una retromarcia, sembra sia in atto una normalizzazione della situazione.

L'oro per me rimane sempre da comprare sulla debolezza, ma non vedo in questo momento aree particolarmente significative da acquistare.

Mi sembra in ogni caso acclarato che l'oro abbia ripreso spazio nei portafogli dei gestori e degli operatori.
Ribadisco che per me sulla debolezza estrema va sempre tentato un acquisto dell'oro e non escludo che in tempi anche brevi si possano rivedere i recenti massimi.

In ottica di lungo termine lo vedo racchiuso tra una grande resistenza a 2.080 dollari, dove è stato disegnato un perfetto massimo storici, e una zona supportiva intorno a 1.855/1.850 dollari.

Su questi due livelli bisognerà evidentemente decidere il da farsi.

Il petrolio rimbalza con vivacità dopo l'affondo partito dai recenti top. Quali le attese per le prossime sedute?

Sul petrolio vale lo stesso discorso di normalizzazione della situazione, ma che sia un asset destinato a rimanere ben prezzato verso l'alto non devo dirlo

Sulla turbolenza vissuta a causa della crisi tra Russia e Ucraina, forse l'oro nero ha esagerato un po' nella velocità di ascesa, e con il recente ribasso l'ha normalizzata.

Il petrolio aveva un bellissimo supporto in area 93,5 dollari e da lì sta rimbalzando in maniera molto violenta.

Escluderei gli eccessi palesati dal mercato nei giorni scorsi, ma mi sembra assolutamente logico che il petrolio, al pari dell'oro, sia un asset comprato e non venduto.

Di conseguenza sulla debolezza bisogna posizionarsi al rialzo, ricordando il grande supporto a 93,5 dollari e una resistenza sui recenti massimi.

Le Borse sono in recupero dai recenti minimi: la tendenza in atto troverà terreno fertile nel breve?

Sono dell'avviso che le Borse nel medio-lungo termine abbiano un po' perso quella configurazione rialzista avuta negli ultimi mesi.

Le Borse stanno giustamente recuperando dopo un eccesso di vendite e mi riferisco soprattutto al mercato di Francoforte che mi sembra tecnicamente molto ben impostato.

Questo recupero però non potrà svilupparsi sfidando la forza di gravità e la mia idea è che nel lungo periodo le Borse abbiano una configurazione short.

Cito il Dax come indice più rappresentativo e da monitorare più di altri in questo momento.
Segnalo per il listino tedesco una resistenza evidente a 14.800/14.850 punti e probabilmente la raggiungerà nel breve.

In quel caso mi aspetto un ritorno delle vendite sui mercati che stanno rimbalzando bene, ma attenzione a questo recupero perchè ci stiamo avvicinando a delle aree di resistenza di lungo periodo, violate prime della crisi ucraina, e che probabilmente faranno ancora da tappo alle fasi ascendenti e dove dovrebbero ripresentarsi i venditori.

In sintesi, secondo me le Borse sono ancora moderatamente rialziste, anche se lo spazio in salita si è ristretto, monitornando con attenzione ai 14.800/14.850 punti di Dax, dove si decideranno le prossime evoluzioni.