Quando si decide di avviare una propria attività imprenditoriale, redigere il proprio business plan è una delle cose più importanti, se non quella più importante di tutte.

Si tratta infatti di un documento che contiene tutti gli aspetti relativi alla propria attività imprenditoriale, anche quando si tratta di un business online. Non risulterà quindi utile solamente nel momento in cui si apre la propria azienda, ma anche successivamente, magari nel momento in cui si intende aprire un finanziamento.

Potrà essere utile, infine, anche nel momento in cui la propria attività sia già ben avviata, perché servirà alla dirigenza per decidere come allocare le risorse dell'azienda, in quali settori investire maggiormente, ecc.

Ecco perché questo documento è, a tutti gli effetti, uno dei più importanti cui si possa pensare nel momento in cui si avvia la propria attività imprenditoriale.

In questo articolo, seppure in modo molto semplice, cercheremo di dare una guida di base su come redigere il proprio business plan, quali domande farsi per poterlo compilare al meglio, come strutturarlo e, infine, alcuni consigli per una compilazione efficace.

Iniziamo dal principio, ovvero dal capire di che cosa effettivamente si tratti.

Business plan o piano industriale: cos'è e a che cosa serve

Abbiamo già inteso che il business plan è a tutti gli effetti un documento, piuttosto corposo, contenente tutti i dati dell'azienda. In realtà, non si tratta soltanto di una fotografia dell'azienda allo stato attuale, ma anche di una proiezione di ciò che desideriamo diventi l'azienda nel futuro.

Infatti, all'interno del business plan è indicato anche lo sviluppo che si vuole che l'azienda abbia all'interno di uno specifico settore di mercato.

In altre parole, si tratta di un documento che illustra un progetto imprenditoriale. Non serve soltanto a far capire all'utente esterno di che cosa si occupa la nostra azienda e quali sono i suoi sviluppi futuri. In realtà, serve soprattutto all'imprenditore stesso, o al gruppo di imprenditori.

Ecco dunque che abbiamo già inteso come questo documento sia destinato a molteplici destinatari, sia interni sia esterni.

Compilare il business plan, infatti, permetterà all'imprenditore stesso, o al management dell'azienda, di chiarire la propria idea di business, e metterla nero su bianco. Si tratta infatti di un documento che potrà essere utilizzato come guida da seguire per pianificare al meglio la propria strategia di business, condividendo i valori con tutto il team.

Essendo prevista una parte più descrittiva, seguita poi da una parte numerica, come vedremo poi, il documento è quanto di più utile e completo ci possa aiutare nella gestione dell'azienda.

In questo video del canale YouTube del Dott. Federico di Giannatale, commercialista e consulente aziendale, esperto di controllo di gestione e finanza aziendale, si spiega ancor più concretamente cosa sia un business plan e come strutturarlo.

Cerchiamo di capire, a questo punto, come fare a redigere il proprio business plan.

Come redigere il proprio business plan

Cerchiamo ora di entrare nel vivo della questione, illustrando come si possa redigere il proprio piano industriale, in altre parole il business plan, in modo efficace. Insomma, a quali domande sarà necessario rispondere per poterlo compilare correttamente.

Il documento dovrà infatti risultare chiaro e conciso, in modo che possa essere facilmente inteso da tutti i destinatari di cui abbiamo parlato. Deve quindi essere efficace e trasparente, una sorta di manuale d'uso della propria azienda.

Ecco infatti i dati che il proprio business plan dovrà assolutamente contenere (poi vedremo anche come organizzarli):

  • quale prodotto o servizio la nostra azienda offre oppure intende offrire;
  • in quale mercato si vuole entrare o si è già entrati;
  • qual è la strategia adottata, o quella che si intende adottare;
  • com'è composto il gruppo alla dirigenza;
  • quali sono le previsioni finanziarie dell'azienda.

Naturalmente, la composizione e l'approfondimento delle diverse sezioni varieranno in base all'azienda di cui si sta parlando. Certamente ci saranno delle premesse più estese per un'azienda appena nata, oppure una start up.

Sarà invece tutto molto più concentrato sui dettagli finanziari per quelle aziende che abbiano già uno storico. E, ancora, ci saranno delle variazioni anche a seconda delle finalità del proprio documento.

Si tratta di un documento che verrà visionato solo all'interno della dirigenza dell'azienda, oppure di un documento tramite il quale far vedere la propria solidità per richiedere un finanziamento?

Ecco, queste sono tutte domande che determineranno la struttura e la corposità del proprio piano industriale.

Tutto ciò premesso, possiamo finalmente capire come strutturare il nostro business plan.

Quale struttura dare al proprio business plan: parte descrittiva

Come abbiamo visto, il business plan è un documento personalizzabile ed adattabile alla propria azienda. In generale, però, non dovrebbero mancare alcuni punti che ne compongono la parte descrittiva e quella numerica, come già abbiamo visto nei paragrafi precedenti.

Come strutturare dunque il proprio business plan?

Innanzitutto, iniziando con un indice dei contenuti presenti all'interno del business plan, seguito da un executive summary in cui si dettaglia la propria realtà aziendale. Probabilmente l'executive summary è da compilare in un secondo momento, una volta redatto il resto del documento.

Segue poi la descrizione dell'impresa: anche qui siamo davanti ad una parte descrittiva, in cui si indicherà la storia dell'azienda, com'è nata, qual è il suo settore, che prodotti o servizi offre.

Qui si indicherà anche quali sono gli obiettivi da raggiungere, che siano tangibili e raggiungibili in un determinato lasso di tempo (di obiettivi S.M.A.R.T. abbiamo parlato in questo articolo). Sarà anche la sezione in cui parlare del team di imprenditori.

A seguire, ci sia spazio dedicato al prodotto o servizio offerto dall'azienda. Siano evidenziate le sue caratteristiche, il suo utilizzo, ciò che lo distingue dai concorrenti e qual è il suo possibile sviluppo. Se lo si ritiene utile, si può corredare il tutto di immagini e fotografie.

Quale struttura dare al proprio business plan: parte numerica

Veniamo ora alla parte più tecnica. Nel business plan, infatti dovrà figurare l'analisi di mercato, indicando com'è segmentato, quali sono le normative, quali i competitors e il target di riferimento.

Non manchi poi una sezione dedicata alla propria strategia marketing. Qui infatti bisognerà indicare il prezzo del proprio prodotto o servizio, ma anche come si intende distribuirlo nel mercato, e quali sono i canali di promozione, anche digitale, che verranno utilizzati.

Nel piano organizzativo, invece, si indicheranno fondamentalmente due cose: come si intende produrre il proprio prodotto o servizio, e come si intende fornire assistenza al cliente, anche nel post vendita.

Non deve poi mancare la parte dedicata alla struttura organizzativa: se nel momento di descrivere la propria impresa si è già parlato del proprio management, qui si daranno informazioni più dettagliate, sul titolo di studio, esperienze e ruoli nell'impresa. Si parlerà anche di risorse umane, come gestirle, come assumerle.

Eccoci alla parte più numerica del proprio business plan: stiamo infatti parlando della parte finanziaria, dove si indicheranno le performance dell'azienda e sue proiezioni. Ecco cosa inserire in questa sezione:

  • Conto economico preventivo (finestra temporale di almeno 3 anni): qui si inseriranno costi e ricavi previsti;
  • Flussi di cassa previsti;
  • Stato patrimoniale preventivo: in altre parole, da dove provengono i fondi, e come sono impiegati. 

Volendo, a quel punto, si possono inserire degli allegati, come il CV del manager. Vogliamo a questo punto vedere un esempio pratico?

Ecco (più di) un esempio di business plan

Cercando online, è possibile trovare diversi esempi, oppure facsimile di business plan.

In questa pagina, ad esempio, è possibile trovare un esempio compilato dall'Università di Siena.

Troviamo però anche modelli per poter redigere noi stessi il nostro business plan. Questo sito, ad esempio, propone diversi modelli di business plan, molti dei quali gratuiti, per poter iniziare a redigere il proprio piano industriale. Si tratta di un modo efficiente per poter iniziare a definire il piano strategico della propria start up.

In conclusione, ecco i nostri consigli per la redazione di un piano industriale efficiente.

5 consigli utili per redigere il tuo business plan

Come detto, il business plan dev'essere un documento agevole per tutti coloro che lo utilizzeranno, finanziatori e investitori compresi.

Ecco perché non bisogna trascurare la sezione dedicata all'executive summary. Sarà la prima parte ad essere visionata e dovrà quindi essere chiara e concisa, andando dritta al cuore della propria azienda. Sicuramente è una parte da compilare alla fine dei lavori, e mai all'inizio.

Anche l'indice generale è parte fondamentale e andrebbe sempre redatto con estrema cura.

In terzo luogo, ricordiamo di non caricare le pagine di troppe informazioni che, alla lunga, possono sviare l'attenzione da ciò che è davvero importante. Meglio meno informazioni, ma utili.

Come penultimo consiglio, non ci si dimentichi mai di citare le fonti, specialmente quando si compila la parte numerica. Infatti, è fondamentale che tutti i dati vengano riportati in maniera esaustiva e sempre con cognizione di causa. Come in qualsiasi altro documento, citare le fonti è cosa fondamentale, ricordando che esse devono essere coerenti tra di loro.

In ultima instanza, suggeriamo che il proprio business plan sia ben corredato di dati e proiezioni anche nel lungo periodo.

Infine, ci sentiamo di suggerire una cosa che spesso viene dimenticata quando si redige un business plan, ovvero la finalità. Il documento finale infatti dovrà risultare diverso a seconda che si tratti di un documento compilato per uso esclusivamente interno o per richiedere investimenti a qualcuno che invece è esterno.