Di seguito riportiamo l'intervista a Davide Biocchi, professional trader, al quale abbiamo rivolto alcune domande sulle valute, su alcune commodities e sugli scenari attesi per le Borse. 

L'euro-dollaro non riesce a riposizionarsi sopra quota 1,05. Quali le attese?

L'euro-dollaro è la cartina al tornasole del mio teorema: finchè la Fed va sempre più alle superiori e l'Europa è ancora alle elementari, il delta lo si misura sull'euro-dollaro.

Il cross riflette soprattutto la differenza tra le politiche della Fed e della BCE.

A volte sappiamo che le Banche Centrali possono anche agire sul cambio e attualmente l'euro-dollaro pare diretto verso la parità e potrebbe sfavorire le esportazioni USA e favorire quelle europee.

In questo momento però le Banche Centrali non hanno bisogno di fare fatica perchè c'è poco da esportare, soprattutto in Europa che non ha merce da vendere ed è in fortissima difficoltà.

Per l'euro-dollaro mi aspetto che il minimo della scorsa settimana a 1,037 rappresenti un bottom ch il mercato sente.
Se sarà ceduta la suddetta soglia, credo che l'attrazione fatale sarà la parità per l'euro-dollaro, mentre se sarà difesa l'area di 1,037 si potrà assistere ad un rimbalzo.

L'oro sta provando a risalire la china dai minimi dei giorni scorsi. Cosa aspettarsi nel breve?

L'oro in questo momento non è nè carne nè pesce: è un porto sicuro, ma in questa fase non ne servono.

Il gold è un antagonista dei bonds, ma nella fase in cui il rendimento di un titolo americano paragonato all'inflazione attesa torna ad essere positivo, è chiaro che perde appeal da quel punto di vista.

L'oro rimane in ogni caso in caldo perchè un'escalation militare potrebbe portare a un bisogno di oro un secondo dopo che non ce n'era più necessità.

Il gold sta nell'alveo, cerca se stesso, e al ribasso segnalo ora due supporti: 1.765 e 1.680 dollari, mentre al rialzo le resistenze di breve sono a 1.830 e a 1.865 dollari.

Gli ostacoli al rialzo possono essere violati in un battibaleno dall'oro che trova le resistenze più forti a 2.000 e a 2.080 dollari.

Il petrolio può ancora salire nel breve?

Vedo il petrolio in trading range tra 95 e 115 dollari e se dovesse andare sopra quest'ultima soglia mi preoccuperei, visto che fino a ora ha fatto un picco a 130 dollari, ma ciò è avvenuto solo per lo spavento legato alla guerra.

Siccome il petrolio è un tema hot per il conflitto tra Russia e Ucraina, se la situazione dovesse migliorare su questo fronte, si avranno allentamenti sui pezzi.   

Cosa può dirci in merito al recente andamento delle Borse e quali i possibili scenari nel breve?

Vedo Piazza Affari soprattutto più proiettata ai dividendi di lunedì prossimo e l'Europa più resiliente alla discesa per un tecnicismo.

La Fed è aggressiva, ma la sua azione è sugli Stati Uniti, mentre l'Europa ha la BCE che per ora non ha fatto nulla.
Abbiamo quindi un'America e un'Europa che vanno da due parti diverse, con il Vecchio Continente che vorrebbe cambiare la sua politica monetaria, ma ci sono timori di creare danni al contesto economico.

L'azione della Fed è feroce e lo switch verso i bond è molto evidente a mio avviso.

Per le Borse c'è da dire che per noi europei è solo una questione di tempo, nel senso che se la BCE farà quello che sta facendo la Fed, le ripercussioni le avremo anche noi.

Per il momento non sta accadendo e quindi possiamo rimanere in attesa, ma ovviamente non riusciamo a staccarci dagli USA, perchè dovremmo avere una Borsa che va molto diversamente rispetto a Wall Street, invece è solo più resiliente.

Come avevo anticipato, le Borse avrebbero vissuto un po' di rialzo per andare in un trend laterale e secondo me siamo ora in una fase di virata e il rialzo lo abbiamo già fatto.