Di seguito riportiamo l’intervista sull’indice Ftse Mib e su alcune delle blue chips quotate a Piazza Affari, con domande rivolte a Roberto Scudeletti, trader indipendente e titolare del sito www.prtrading.it.

Il Ftse Mib ha vissuto una settimana a due facce: prima ha allungato il passo e poi è tornato indietro. Cosa aspettarsi ora?

Parafrasando il titolo di uno splendido quanto sotto stimato album di Alberto Fortis, Piazza Affari si trova intrappolata tra supporti e resistenze, per altro in un trend ancora laterale ribassista.

Per le prossime sedute, con un po’ (tanto) di ottimismo, sopra la media a 24 giornaliera e la media a 50 mensile a 22.130-22.160 punti, il massimo di venerdì e la chiusura del gap down a 22.224-22.280 punti, potremo assistere per il Ftse Mib ad un nuovo attacco delle resistenze che hanno respinto i corsi nella scorsa ottava, precisamente la media a 100 giornaliera a 22.555 punti e soprattutto la media a 24 settimanale a 22.870-22.882 punti.

Sopra quest’ultimo livello proseguirà il rialzo dell'indice sulla media a 200 mensile intorno ai 23mila punti, con eventuale estensione verso i 23.155-23.320 punti circa.

Viceversa, con la perdita delle medie a 50 e a 12 giornaliere e soprattutto del minimo di venerdì tra 22.025-21.895 punti, torneranno i venditori sul Ftse Mib.

In tal caso si avrà la chiusura del gap up a 21.730 punti circa e un approfondimento sotto i 21.500 punti, verso i recenti minimi in zona 21.300-21.200 punti.

Sotto quest’ultimo livello spazio per un'ulteriore discesa del Ftse Mib sui successivi minimi poco sopra i 21mila punti, la cui perdita potrebbe provocare un crollo sui bottom annui tra 20.700 e 20.420 punti.

Venerdì scorso Banco BPM e Bper Banca sono saliti in controtendenza sul Ftse Mib. Qual è la sua view su entrambi?

Banco BPM si trova in una fase di ottovolante, con enorme volatilità in un senso e nell’altro, protagonista di una salita verticale, seguita dal crollo causa bellica, con recente ripresa, però caratterizzata da massimi decrescenti, sintomo di un trend ancora ribassista, nonostante il presente ulteriore tentativo di risalita sopra una importante media giornaliera.

Infatti, dopo essere salito sull’ottovolante tra 2,44 e 3,08 euro circa, Banco BPM è divenuto protagonista di una esplosione positiva verso i 3,76 euro, non confermata dal crollo guerresco, con minimo addirittura a 2,126 euro, rimbalzo a 3,286 euro, violento nuovo crollo a 2,21 euro e recente ripresa a 2,76 euro, con ennesima correzione a 2,341 euro e attuale risalita sopra la media a 200 daily in zona 2,795-2,915 euro circa.

Eventuali scenari rialzisti per Banco BPM solo sopra 2,92 euro, con supporti a 2,74-2,65 euro e resistenze a 3,18-3,40 euro.

BPER Banca ha oscillato tra un massimo e un minimo relativo per poi effettuare una risalita verso un livello di prezzo intero, interrotta bruscamente dalla recente violenta ricaduta, con forte ripresa poco sopra una importante resistenza.

Infatti, dopo il top di febbraio a 2,222 euro e la correzione bellica sino al minimo a 1,248 euro, ecco la ripresa a 2 euro infangata dalla valanga di vendite in zona 1,25 euro circa e l’attuale rimbalzo intorno alla media a 200 daily a 1,68 euro circa.

Eventuali progressi si avranno per Bper Banca sopra 1,72 euro, con supporti a 1,61-1,55 euro e resistenze a 1,83-1,91 euro.

Telecom Italia è piombato su nuovi minimi di sempre, mentre STM si è difeso decisamente meglio. Cosa può dirci di questi due titoli?

Telecom Italia dopo il mega gap-up e rialzo causati dall’annuncio di Opa, ha intrapreso la strada del ribasso, accelerato dagli eventi bellici in un vero crollo, con tentativi di ripresa ostacolati dalle resistenze giornaliere e recente doppio minimo, con presente rottura e baratro verso nuovi minimi.

Infatti, dopo il balzo da 0,35 a 0,45 euro circa e il massimo di periodo poco sotto 0,51 euro, Telecom Italia ha innestato la retromarcia, correndo verso un burrone che ha sfiorato recentemente addirittura quota 0,20 euro, con doppio minimo poco sopra questa importante soglia di prezzo e attuale crollo verso 0,1830 euro circa.

Possibile un timido rimbalzo per Telecom Italia sopra 0,19 euro, con supporti a 0,1770 e 0,1710 euro e resistenze a 0,2090-0,2230 euro.

STM si trovava in un ottimo trend rialzista di medio lungo periodo, per poi, dopo un doppio massimo decrescente, iniziare il recente movimento correttivo da manuale, poiché caratterizzato da minimi e massimi perfettamente decrescenti, compreso l’ultimo top relativo, con presente fase di rimbalzo intorno respinta da un importante indicatore giornaliero.

In concreto, dopo il duplice top a 46,33-43.6, euro, è capitata una correzione verticale “bellica” con doppio minimo discendente a 31,71 e 27,405 euro e recente ottima ripresa sulla dinamica ribassista poco sopra i 39 euro, nuova discesa poco sopra 34 euro e attuale rimbalzo respinto dalla media a 200 giornaliera sopra 37 euro, con chiusura a 35,30 euro circa.

Sopra 37,1 euro ci sarà per STM un primo tentativo di risalita dei corsi, con supporti a 35,60 e 34,90 euro e resistenze a 39,30-42 euro.

Quali sono i titoli che sta seguendo più da vicino in questa fase? A quali consiglia di guardare ora?

Monitorare con attenzione: AZIMUT, BANCA MEDIOLANUM, GENERALI, NEXI,  al rialzo ed ENI, FERRARI, INWIT, RECORDATI e UNICREDIT al ribasso.