Aumento in busta paga, per la scuola 54 euro in più. A chi spetta e quando

Sul fronte scuola ci sono aggiornamenti, dal momento che, per effetto dei tagli al cuneo fiscale, stanno per arrivare 54 euro in più di aumento in busta paga.

ragazza che sorride in classe

Uno dei punti fermi sul quale il Governo lavora resta il taglio del cuneo fiscale, vale a dire la differenza che c’è tra quanto si spende per i lavoratori al lordo e quanto in effetti poi percepiscono al netto.

Sul fronte scuola ci sono aggiornamenti, dal momento che, proprio per effetto dei tagli al cuneo fiscale, stanno per arrivare 54 euro in più in busta paga. Si tratta in realtà della conferma di una misura già adottata dal Governo Draghi, che aveva previsto la riduzione del cuneo fiscale del carico fiscale di due punti percentuali.

Una riduzione del cuneo pari al 3%, che porta quindi a un innalzamento dell’importo bonificato a fine mese.

Una manovra questa dal costo di 4 miliardi, che prevede l’esonero contributivo del 2% per i redditi fino a 35 mila euro e del 3% per i redditi fino a 20 mila euro.

Vediamo nel dettaglio chi sono i beneficiari della misura e da quando è previsto l’aumento in busta paga per il personale della scuola.

Aumento in busta paga: scuola 54 euro in più. Beneficiari

Ad avvantaggiarsi dell’aumento in busta paga sono i docenti e il personale ATA. In sostanza, la misura, che va ad abbassare del 3% il cuneo fiscale dei lavoratori dipendenti, privilegia i redditi più bassi.

Come vedremo infatti a seguire, nel paragrafo dedicato agli importi, si prevedono aumenti differenti a seconda della soglia di reddito annuale corrispondente.

Quelli che andiamo a presentare sono aumenti al lordo delle tasse, che però vanno comunque a determinare una maggiorazione dello stipendio netto in busta paga per queste categorie di lavoratori, alle dipendenze della pubblica amministrazione.

Stipendio netto più alto per il personale scuola: gli importi dell’aumento in busta paga

Aumento lordo dunque ma la manovra va a intervenire sul 9% dei contributi versati dai lavoratori che, grazie all’abbassamento di due punti percentuali confermati dal Governo, potranno beneficiare di un importo aggiuntivo in busta paga, che varia però a seconda delle diverse fasce di reddito a cui si appartiene.

Nella fattispecie:

  • fino a 15.000€ lordi l’anno, la busta paga aumenta di 35,00€ al mese al lordo, per 13 mensilità

  • fino a 20.000€ lordi l’anno, allora la busta paga diventa più pesante di 46,00€ lordi mensili, sempre da calcolare su una base di 13 mensilità

  • fino a 35.000e, permangono le stesse condizioni ma l’importo sale a 54,00€ lordi al mese

Calcolando le tasse da pagare, allora ci si attesta su una somma aggiuntiva che oscilla tra i 25,00€ e i 45,00€ netti al mese.

Quando ci sarà l’aumento in busta paga di 54 euro in più per la scuola

Tutto confermato dunque per il 2023 e intanto la busta paga degli insegnanti e del personale ATA di dicembre sarà sicuramente più ricca di quanto sperato.

Nulla a che vedere dunque con l’aumento dello stipendio e l’arrivo degli arretrati, conseguente al rinnovo del contratto.

In questa sede, il riferimento è all’esonero contributivo, i cui effetti sono positivi per quanto riguarda l’aumento del netto in busta paga, di queste categorie di lavoratori.

Dall’iniziale 0,8%, la riduzione della quota contributiva a carico dei lavoratori è stata innalzata a 2 punti percentuali per i periodi di paga dal 1° luglio al 31 dicembre 2022.

In sostanza, arriva una conferma di quanto già previsto dall’ex governo Draghi, che ora la premier Meloni estende per il prossimo anno, per cui l’aumento in busta paga sarà tangibile a partire da gennaio e fino a dicembre 2023.

Quanto aumentano gli stipendi nel 2023

Gli effetti della manovra del Governo si ripercuotono ovviamente non solo sulle buste paga dei dipendenti della pubblica istruzione ma in genere anche di altri lavoratori al servizio dell’amministrazione della res publica.

Quella del 2023 sarà una busta paga del tutto nuova, nella quale un ruolo preponderante lo svolge sicuramente il taglio al cuneo fiscale pari a 2 punti percentuali.

Ovviamente si tratta di misure che vanno finanziate, motivo per cui sul tavolo da lavoro sono attualmente presenti più di una proposta, una delle quali vede ad esempio la riduzione della platea dei beneficiari per ciò che concerne il reddito di cittadinanza.

Per approfondire le novità riguardanti la nuova busta paga 2023, consigliamo la lettura dell’articolo qui messo in evidenza.

Scuola, 54 euro in più in busta paga: cosa significa taglio al cuneo fiscale

In definitiva, è questo “taglio” che determina l’aumento del netto in busta paga ma cosa significa, in pratica, ridurre il cuneo fiscale?

Come abbiamo già avuto modo di accennare in apertura dell’articolo, il cuneo fiscale è

la relazione che intercorre tra l'importo in tasse pagate da un singolo lavoratore medio e il costo totale che quel lavoratore ha per il datore di lavoro (in Italia, +46,5% in tasse da versare).

In parole semplici e chiare significa che il lavoratore ha uno stipendio lordo che però non corrisponde a ciò che in effetti percepisce in busta paga, a causa delle tasse da pagare.

Quindi è il governo che interviene per abbassare quella percentuale di tasse da versare, in maniera tale che restano più soldi “in tasca” a chi lavora.