A partire dal 15 ottobre 2021 il Green pass sarà obbligatorio per accedere a qualsiasi luogo di lavoro: dagli uffici pubblici alla Pubblica Amministrazione, dalle aziende ai privati, fino agli studi professionali. Il Governo ha concluso lo stretto confronto con i sindacati ed entro il fine settimana dovrebbe prendere una decisione definitiva.

Se dovesse essere confermato l’obbligo di Green pass sui luoghi di lavoro, cosa rischierebbero i lavoratori senza certificazione verde? I cittadini sprovvisti di Green pass sul luogo di lavoro rischiano di incorrere in multe fino a 1.000 euro. Prevista anche la sospensione dal rapporto di lavoro e la conseguente perdita dello stipendio (come accade per il personale della scuola).

Come cambiano le regole sull’obbligo di Green pass e sul suo utilizzo per andare al lavoro a ottobre? Attenzione alle sanzioni, alle multe e alle sospensioni previste dal decreto. L’ultima mossa del Governo, qualora i contagi non dovessero diminuire, potrebbe essere l’estensione dell’obbligo vaccinale a tutti i cittadini.

Al lavoro con il Green pass: cosa cambia da ottobre?

Prima che la stagione invernale abbia inizio, il premier Draghi ha intenzione di mettere in sicurezza i cittadini: per tale motivo ha inseguito l’obiettivo di quella che lui chiama “immunità sociale” (ovvero l’immunità di gregge). 

Per poter arrivare a vaccinare il maggior numero di persone possibili, però, è necessario estendere l’obbligo di utilizzo del Green pass a parecchi luoghi della vita sociale dei cittadini. Dopo la scuola, i mezzi di trasporto e i luoghi di cultura e divertimento (compresi i bar e i ristoranti), l’obbligo di Green pass entra anche all’interno dei luoghi di lavoro.

Nell’arco di circa quattro settimane si vogliono mettere in sicurezza tutti i lavoratori, ma si vuole dare – parallelamente – il tempo di adeguarsi e vaccinarsi entro le scadenze. Dunque, le novità non arriveranno da subito.

L’obbligo di Green pass sui luoghi di lavoro – compresi uffici pubblici e privati, aziende e Pubblica Amministrazione, compresi pure gli studi professionali – entrerà in vigore dal 15 ottobre 2021. Attenzione alle nuove regole, alle sanzioni e ai controlli.

Lavoro, Green pass obbligatorio: per chi?

Per continuare a svolgere il proprio lavoro, a partire da metà ottobre, sarà obbligatorio esibire il Green pass derivante dalla vaccinazione, da un tampone negativo o dal certificato di guarigione. 

Secondo alcune stime, sono almeno 18 milioni i lavoratori privati sprovvisti di certificazione verde, mentre sono almeno 300 mila i dipendenti della Pubblica Amministrazione non ancora in regola. L’obbligo di presentazione del Green pass al lavoro riguarderà tutti, indistintamente dal ruolo o dalla professione. 

Secondo le anticipazioni del Corriere della Sera, infatti, saranno coinvolti fabbriche, uffici, aziende e studi professionali. Anche i dipendenti pubblici e della Pubblica Amministrazione sono inclusi nell’obbligo, che riguarda proprio tutte le categorie di lavoratori.

C’è tempo quasi un mese per sottoporsi alla vaccinazione, considerando che il Green pass risulta valido a partire dal 15esimo giorno dalla somministrazione della prima dose. Meglio correre ai ripari per evitare brutte sorprese.

Lavoratori esentati dal Green pass: chi sono?

In realtà, esistono delle categorie di lavoratori che sono esentati dalla presentazione del Green pass sui luoghi di lavoro. Questi soggetti, a causa di problemi di salute o per malattia, non possono sottoporsi alla vaccinazione e perciò hanno il diritto di richiedere la certificazione di esenzione.

Il Ministero della Salute ha elencato dettagliatamente le categorie di “soggetti fragili”, ovvero coloro che hanno un sistema immunitario molto basso, ai quali non si applica l’obbligo di presentazione del Green pass.

Tutti questi lavoratori, per poter accedere al luogo di lavoro senza Green pass, dovranno presentare il certificato di esenzione. Quest’ultimo va richiesto direttamente ai medici vaccinatori dei Servizi vaccinali delle Aziende, ai Servizi Sanitari Regionali o ai medici di medicina generale.

Green pass sul lavoro: come funziona e chi lo controlla

A partire dal 15 ottobre gli operai in azienda o i lavoratori negli uffici dovranno presentare il Green pass per poter accedere al luogo di lavoro. Qualora si rifiutassero, andrebbero incontro a pesanti conseguenze.

Per quanto riguarda, invece, il controllo negli uffici pubblici e la Pubblica Amministrazione, si prevede un meccanismo molto simile a ciò che sta accadendo nelle scuole. Attraverso un’apposita applicazione (o tramite un totem), verranno scansionati tutti i QR Code dei Green pass dei lavoratori per verificarne la validità. Il procedimento di controllo e verifica è da effettuare ogni giorno.

Sia per il settore pubblico sia per il settore privato, si adotteranno procedure simili. Il controllo verrà effettuato da un responsabile, un capo ufficio o un capo reparto nominato dai vertici aziendali. Questi responsabili saranno legittimati a chiedere l’intervento delle forze dell’ordine di fronte a palesi contraffazioni del Green pass.

L’applicazione di controllo delle certificazioni, come avviene per bar e ristoranti, sarà Verifica C19.

Lavoro e obbligo di Green pass: in arrivo sanzioni, multe e sospensioni

Cosa rischia chi si presenta al lavoro senza Green pass dal 15 ottobre 2021? Il decreto introduce obblighi, ma anche sanzioni, multe e sospensioni per i lavoratori che non rispetteranno le regole nazionali.

Se un lavoratore si presenta sul luogo di lavoro sprovvisto di Green pass, non solo viene allontanato dall’azienda o dall’ufficio, ma viene sottoposto anche al pagamento di una multa da 400 euro a 1.000 euro

Inoltre, ogni giorno di lavoro perduto a causa della mancanza del Green pass viene considerato come “assenza ingiustificata”. Le tappe successive sono le medesime di quelle previste per il personale scolastico: sospensione e riammissione.

A partire dal quinto giorno di assenza del lavoratore scatta la sospensione del rapporto di lavoro. Non è possibile, in questi casi, licenziare il lavoratore, ma la normativa prevede la sospensione dello stipendio e del lavoro fino a quando non verrà presentato un Green pass valido.

La riammissione, dunque, verrà accettato sul posto di lavoro solo nel momento in cui avrà eseguito un tampone oppure avrà ricevuto almeno una dose di vaccino, n modo tale da poter esibire il proprio certificato verde.

Green pass senza vaccino: quanto costano i tamponi?

Per poter ottenere il Green pass non è necessario effettuare la vaccinazione: qualora il lavoratore non sia disposto a vaccinarsi, è possibile optare per lo svolgimento di un tampone ogni due giorni.

La validità del tampone, come noto, è di 48 ore: ciò significa che ogni due giorni si dovranno pagare dai 20 ai 40 euro per l’effettuazione di un tampone, che deve risultare negativo per ottenere il Green pass. Nelle farmacie, comunque, i prezzi resteranno – al momento – calmierati: 8 euro per i ragazzi minorenni, 15 euro per gli adulti.

A conti fatti, questa scelta potrebbe essere molto onerosa per i lavoratori: ipotizzando una spesa media di 15 euro a tampone, per un totale di almeno tre tamponi a settimana, il lavoratore arriverebbe a spendere circa 180 euro al mese.

Per tale motivo i sindacati chiedono di rendere gratuiti i tamponi per coloro che lo effettuano per lavoro. Chiare le parole di Maurizio Landini, segretario della CGIL, al termine dell’incontro con il Governo:

Siccome è reso obbligatorio per tutti i luoghi di lavoro, pubblici e privati, e siccome per avere il green pass si prevede anche il tampone, noi abbiamo ribadito che le persone non devono pagare per andare a lavorare.

Ma il Governo, anziché azzerare il costo dei tamponi per i lavoratori, sta pensando di introdurre un’ulteriore riduzione rispetto a quella applicata con lo scorso decreto.

I tamponi, invece, resteranno gratuiti per i soggetti fragili che non possono sottoporsi alla vaccinazione per motivi di salute.

Green pass obbligatorio: tutto il resto è storia…

Il Green pass è una certificazione che è stata introdotta dall’Unione Europea per tutelare il diritto alla salute di ogni cittadino del Vecchi Continente. Grazie a questa certificazione è possibile verificare se il cittadino ha completato il ciclo vaccinale, se è guarito dal Covid negli ultimi 6 mesi, oppure se ha effettuato un tampone con esito negativo.

Adottato per la prima volta in Francia, il Green pass ha attraversato le Alpi ed è arrivato anche in Italia a partire dal 6 agosto. In un primo momento, però, il suo utilizzo era estremamente limitato.

Dal 6 agosto il Governo aveva reso obbligatorio il Green pass per accedere ai luoghi pubblici al chiuso, come per esempio i cinema, i teatri, i musei, i bar e i ristoranti (per consumazioni al tavolo al chiuso), gli spettacoli dal vivo, le fiere, i congressi, i concerti… I luoghi nei quali si sarebbero potuti verificare pericolosi assembramenti.

Con il passare del tempo, però, il Governo ha optato per l’estensione del Green pass ad altri luoghi della vita sociale. 

Prima dell’inizio delle lezioni in presenza, è stato reso obbligatorio il Green pass per il personale scolastico e per tutti coloro che hanno necessità di entrare negli istituti, compresi i docenti, il personale delle pulizie, quello della mensa e persino per i genitori dei ragazzi.  Nelle Università il Green pass è obbligatorio sia per studenti sia per docenti. 

Lo stesso decreto aveva poi esteso l’obbligo di Green pass ai mezzi di trasporto a lunga percorrenza, quali treni Intercity o Alta Velocità, aerei, navi, traghetti, autobus che attraversano Regioni diverse. Sono rimasti esclusi solo i mezzi urbani, come bus e metropolitane, i treni regionali e i traghetti che attraversano lo Stretto di Messina.

Con il nuovo provvedimento – a partire dal 15 ottobreil Green pass verrà esteso anche a tutti i lavoratori, del settore pubblico e privato, delle aziende o degli studi professionali. L’ultima spiaggia, qualora i contagi dovessero aumentare in inverno, è l’introduzione dell’obbligo di vaccinazione per tutti i cittadini.