A partire dal 1° gennaio 2022 l’INPS non riconoscerà più la quarantena obbligatoria come periodo di malattia che dà diritto all'indennità. Una importante novità introdotta dall’INPS a causa del periodo pandemico, dove la variante Omicron sta facendo strage di positivi.

Da questo momento in poi, chi diventerà positivo non avrà più diritto all’indennità di malattia riconosciuta dall’INPS. La notizia è stata data dalla stessa INPS attraverso una comunicazione datata 6 agosto 2021 ed è rivolta non solo ai lavoratori pubblici e privati, ma anche ai lavoratori “fragili”.

Per quest’ultimi, in particolare, l’INPS ha disposto una piccola deroga che però non risolve del tutto la questione. Ma la domanda è una: se non paga l’INPS, chi paga l’indennità di malattia?

In effetti, nella stessa circolare l’INPS spiega che le spese relative al periodo di malattia non saranno più a suo carico, ma allora chi paga? Fino all’anno scorso i lavoratori sostenuti dall’indennità di malattia sono stati ben 550.000 per un totale di 200 milioni pagati dall’Istituto di previdenza sociale.

Un numero certamente grande e che molto probabilmente aumenterà a causa della nuova ondata di contagi causata dalla variante Omicron. C’è da capire se il Governo abbia intenzione di rifinanziare il Fondo per l’indennità di malattia attraverso nuove risorse.

È chiaro che per l’Istituto Nazionale di previdenza sociale questa situazione sia diventata difficile da sostenere e che se i contagi aumenteranno non riuscirà ad avere i fondi necessari per riuscire a coprire tutte le indennità di malattia.

Ma cosa ha portato l’INPS a prendere questa decisione così drastica? E cosa succederà da ora in poi? Ripercorriamo insieme le tappe che hanno portato l’Istituto di Nazionale di Previdenza sociale a sospendere un diritto che, soprattutto n questo periodo di grande necessità, era fondamentale mantenere.

Vi sono però alcune eccezioni. Vediamo cosa prevedono nel dettaglio.

Indennità e quarantena: come mai l’INPS non paga?

Come abbiamo anticipato in apertura, l’INPS ha deciso di non riconoscere l’indennità di malattia a tutti coloro che a causa del covid dovranno fare la quarantena obbligatoria. Ma bisogna fare qualche puntualizzazione.

Nella stessa comunicazione, datata 6 agosto 2021, l’INPS annuncia che tutti coloro che necessitano della quarantena obbligatoria non avranno più diritto all’indennità di malattia, per cui non saranno più a carico dell’Istituto. 

In particolare, l’INPS ha deciso di riconoscere e di, conseguenza, pagare le indennità di malattia, a causa del covid, solamente relativa agli eventi accaduti nel 2020. Questa, infatti,

“procederà al definitivo riconoscimento degli importi dovuti per il 2020 basandosi sulle certificazioni attestanti la quarantena con isolamento fiduciario redatte dai medici curanti”

A causa del mancato stanziamento dei fondi da parte del legislatore, quindi, l’INPS si è vista costretta a erogare solamente le indennità ai i lavoratori “fragili” perché la loro condizione di positività e di malattia è equiparata al ricovero ospedaliero.

Tuttavia, anche ai lavoratori fragili non sono concesse delle ulteriori eccezioni, poiché le indennità ad essi riconosciute saranno quelle relative al periodo del 2020 e fino al 30 giungo 2021. Salvo che non venga riconosciuta dal datore di lavoro la possibilità di svolgere l’attività lavorativa in smart working, per cui non si avrebbe diritto all’indennità.

L’INPS termina la comunicazione dicendo che

“Con riferimento agli eventi certificati come malattia conclamata da Covid-19, invece, le indicazioni ricevute da parte del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali autorizzano il riconoscimento della tutela della malattia secondo l’ordinaria gestione.”

Quarantena: come mai sono viene riconosciuta l’indennità di malattia?

Ebbene, quali sono state le tappe che hanno portato a questa decisione, sicuramente, non facile dell’INPS? Per arrivare ad una risposta sarebbe meglio fare qualche passo indietro, ritornando al 2020 ad inizio pandemia.

Attraverso il decreto Cura Italia, ovvero il decreto-legge 18/2020, convertito, con modificazioni, dalla legge 27/2020, si era disposto per tutto il 2020 il riconoscimento dell’indennità di malattia a tutti coloro colpiti dal Covid 19 sottoposti alla quarantena obbligatoria.

Da quel momento la quarantena è stata equiparata alla malattia.

Per la copertura della sopracitata indennità, il Governo decise di stanziare 663,1 milioni di euro. Lo stesso trattamento era stato riconosciuto anche ai lavoratori cosiddetti “fragili” che, in virtù della legge 104 del 1992, hanno diritto all’equiparazione della loro condizione di malattia al ricovero ospedaliero.

Successivamente, però, dal 31 dicembre 2020 al 23 marzo 2021 l’indennità di malattia non ha ricevuto la conferma per poi essere riconfermata il 23 marzo, in concomitanza all’entrata in vigore del Decreto Sostegni, con il quale sono stati stanziati 282, 1 milioni di euro a favore dell’indennità di quarantena solamente per i lavoratori “fragili”.

Questa copertura servirà a garantire l’indennità di malattia ai lavoratori fragili per tutto il 2021. Ma, purtroppo, la legge di bilancio del 2022 entrata in vigore a gennaio 2022 non ha riconfermato le risorse per la copertura del Fondo per l’indennità di malattia. 

È stato solamente confermato un fondo per la copertura dell’indennità di malattia per tutti i lavoratori, non fragili, ma solamente per gli eventi accaduti nel 2020 che fino ad allora erano rimasti senza tutele. Secondo http://www.ilsole24ore.com/ poi,

“L’Inps con il messaggio 18 novembre 2021, n. 4027, ha successivamente comunicato che si sarebbe proceduto al riconoscimento della prestazione ai lavoratori privati aventi diritto alla tutela previdenziale della malattia anche per gli eventi verificatisi nel corso del 2021, seguendo un ordine cronologico, come previsto per legge."

Inoltre, il decreto fiscale ha stanziato ben 188,3 milioni per il 2021 che saranno rivolti a tutti i datori di lavoro che hanno sopportato gli oneri relati ai trattamenti di malattia dei loro dipendenti.

Questo sostegno, però, è stato riconosciuto al datore di lavoro una tantum, solamente durante il periodo di quarantena, salvo che il soggetto in quarantena non abbia la possibilità di svolgere l’attività in smart working.

Per ogni lavoratore, l’INPS riconoscerà un importo pari a 600 euro, ma solo previa presentazione della domanda di adesione all’indennità di malattia. 

Quarantena: malattia non riconosciuta. Cosa pensano gli esperti?

Sicuramente, il non riconoscimento dell’indennità di malattia ai soggetti che sono obbligati alla quarantena porterà delle difficoltà sia a livello gestionale che a livello sociale. Il parere del Consiglio nazionale dell’ordine dei consulenti del lavoro non è positivo. 

Secondo il Consiglio, infatti, l’esclusione dall’indennità comporta delle difficoltà nella compilazione del libro unico del lavoro. I lavoratori, giustamente in quarantena, saranno costretti a giustificare la loro assenza dal lavoro attraverso permessi, ferie e assenze ingiustificate e questo non porterà alla registrazione dei fatti reali.

L’unica alternativa sarebbe, come già accennato dallo stesso Istituto nazionale di previdenza sociale, quella di svolgere l’attività lavorativa da remoto, ovviamente sempre se l’attività medesima lo consente. In questo caso, però, il lavoratore non dovrà aver rilasciato dal medico curante alcuna certificazione di malattia, per cui dovrà risultare perfettamente sano e in salute.