Il futuro del lavoro è ibrido? I risultati del Work Trend Index

Una tendenza che sta prendendo sempre più piede è quella relativa al lavoro ibrido, anche se si tratta di una possibilità che genera opinioni nettamente contrastanti. E tu sei favorevole o contrario a questa modalità di lavoro? Questa nuova tendenza è stata analizzata dal Work Trend Index! Vieni a scoprire il risultato.

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Il mondo del lavoro cambia di giorno in giorno. Ma quali sono le ultime tendenze? 

Una tendenza che sta prendendo sempre più piede è quella relativa al lavoro ibrido, anche se si tratta di una possibilità che genera opinioni nettamente contrastanti. 

Ma come mai? Oggi lo andremo a capire ma, prima di tutto, capiamo cosa intendiamo con il termine “lavoro ibrido”. 

Dunque, dopo la pandemia legata al Covid-19 dove in molti avevamo provato lo smart-working, il ritorno in ufficio è stato più complesso del previsto. Numerose sono state le persone che, dopo aver beneficiato dei vantaggi del lavoro da remoto, si sono opposte alla decisione delle aziende di tornare in ufficio. 

Tuttavia, il lavoro ibrido è sembrata la soluzione migliore per molte categorie di persone: qualche giorno da remoto e qualche giorno in ufficio, in modo da poter coniugare al meglio vita privata e vita lavorativa. 

Ma allora quali sono le problematiche che stanno insorgendo? Perché in molti sostengono che il lavoro ibrido non sia davvero il futuro? Andiamo a scoprirlo insieme. 

Il lavoro ibrido: futuro oppure illusione? Le opinioni

Come avrai capito, il mondo del lavoro sta andando verso il concetto di lavoro ibrido, che presuppone un periodo in cui si lavora in ufficio e un altro in cui si lavora da remoto. 

Per quanto questa possa sembrare a molti la soluzione ottimale per trovare un compromesso tra lo smart-working totale e il lavoro in ufficio, ci sono comunque correnti di pensiero diverse. 

Ma dove si registra il contrasto? La tematica che ha fatto pensare molti ruota attorno al concetto di produttività, ma non solo. 

Infatti, in molti sostengono che, lavorando da casa, si rischia di perdere i livelli di responsabilità e di flessibilità che si registrano con la vita in ufficio. 

Tuttavia, ci troviamo in un momento storico dove i dirigenti delle aziende devono fare i conti con moltissimi problemi: l’aumento dei costi, le riduzioni dei budget ed un bacino di talenti che resta sempre più ristretto, soprattutto in ambito digitale. 

Dunque, forse il lavoro ibrido potrebbe essere la soluzione ottimale per attrarre i giovani talenti. Insomma, il lavoro non è solo qualcosa che si deve fare per forza, ma bisogna riuscire a coinvolgere i dipendenti, lasciando comunque loro spazi e tempi da dedicare alle attività che preferiscono. 

In poche parole la sintesi è una: vita professionale e vita privata perfettamente bilanciate. 

Per studiare tutte le dinamiche che stanno prendendo piede nel mondo del lavoro è stato il Work Trend Index, elaborato da Microsoft. 

Ma quali dati ci fa saltare all’occhio? Andiamo a scoprirlo insieme. 

Lavoro ibrido: i dirigenti hanno paura per la produttività

Il primo dato sul quale dobbiamo soffermarci riguarda la produttività. Infatti, sebbene diversi studi abbiano dimostrato che il lavoro da remoto (così come l’introduzione della settimana corta lavorativa) non vada ad intaccare la produttività, i dirigenti sono sempre più preoccupati.

Questa tendenza è stata ribattezzata “paranoia della produttività”, ma i dipendenti affermano di essere ancora più produttivi. 

Il Work Trend Index prende in considerazione anche il numero delle riunioni che avvengono da remoto, avvalendosi dei dati della piattaforma Teams (che tutti noi abbiamo conosciuto durante la pandemia). 

Ebbene, stando a questi dati le riunioni sono aumentate notevolmente. Parlando in ordini numerici, questo aumento è stato del 153%. 

Tuttavia, nonostante queste continue conferme, i dirigenti soffrono il fatto di non poter controllare attivamente i loro dipendenti. Questo è stato affermato dal’85% dei manager intervistati, dove solo il 12% ha affermato che il personale è produttivo e non se ne preoccupa. 

L’ufficio ti spinge a socializzare e ampliare le tue conoscenze

Una delle più grandi problematiche che era stata identificata con lo smart-working è legata alla socializzazione. Ovviamente, coloro che vivono la vita da ufficio tendono a socializzare, ma il 73% dei dipendenti intervistati ha affermato che serve una motivazione forte per farli tornare in ufficio. 

Ebbene, la principale motivazione che ha spinto i lavoratori a tornare in ufficio sono stati proprio i colleghi (84%). 

Anche il tema della formazione e della crescita personale ha avuto un impatto decisivo sul ritorno in ufficio, dove il 76% ha affermato ciò. Inoltre, queste persone hanno anche detto che rimarrebbero più volentieri a lungo nell’azienda se questa offrisse occasioni di formazione.

E che dire dei giovani? Secondo i dati questi hanno optato per un rientro in ufficio (anche se spesso parziale) per entrare in contatto con i leader e i responsabili.