Pasqua e pasquetta 2023 in busta paga: quanto spetta a chi lavora? Importi e maggiorazioni

Quanto spetta in busta paga per le festività di Pasqua e pasquetta? Ecco quali sono le maggiorazioni per i lavoratori in servizio.

pasqua in busta paga

Le festività di Pasqua e pasquetta in busta paga sono trattate diversamente a seconda della categoria e del settore presso il quale un lavoratore è impiegato.

Mentre agli impiegati non spettano giornate pagate in più, agli operai sì: occorre considerare i CCNL del settore di riferimento.

Quanto spetta di stipendio per i lavoratori che sono impegnati anche a Pasqua e pasquetta 2023? Ecco gli importi e le maggiorazioni previste in busta paga.

Si lavora a Pasqua e pasquetta 2023?

I lavoratori possono astenersi dal lavoro in occasione di tutte le domeniche e i giorni festivi (ovvero quelli che sul calendario sono segnati in rosso): la normativa è definita dalla Legge 27 maggio 1949 n. 260, dalla Legge 5 marzo 1977 n. 54 e dal D.P.R. 28 dicembre 1985 n. 792.

Mentre il giorno di Pasqua cade sempre di domenica, pasquetta è un giorno infrasettimanale: si deve lavorare?

Il lunedì di pasquetta il lavoratore - sia operaio sia impiegato - ha diritto ad astenersi dal lavoro e ad ottenere la retribuzione, oppure - se previsto dal CCNL - deve prestare lavoro in cambio di una maggiorazione in busta paga.

Quanto spetta in busta paga a Pasqua e pasquetta 2023?

Quanto spetta a un impiegato per le festività di Pasqua e pasquetta 2023?

Generalmente gli impiegati vengono retribuiti con una misura fissa (26 o 30 giornate) e per ogni festività che cade di domenica hanno diritto a un giorno in più di retribuzione (il 27esimo o il 31esimo).

Tuttavia, la giornata di Pasqua coincide con la domenica e perciò agli impiegati non spetta nessuna retribuzione aggiuntiva, mentre per pasquetta - che cade di lunedì - spetta la normale retribuzione mensile.

Per gli operai, invece, il discorso è diverso: trattandosi di lavoratori che vengono pagati su base oraria, le festività di Pasqua e pasquetta vengono considerate come giornate di assenza giustificata dal lavoro. Per tale motivo danno diritto alla retribuzione.

Pasqua e pasquetta in busta paga: importi e calcoli per gli operai

Nel dettaglio, per le due giornate di assenza dal lavoro deve essere corrisposto agli operai un trattamento economico di festività rapportato a un 1/6 della retribuzione settimanale.

Per fare un esempio, se un operaio è assunto con contratto di 40 ore settimanali, avrà diritto a 8 ore di retribuzione per la giornata di Pasqua e 8 ore di retribuzione per quella di pasquetta, pur non avendo effettivamente svolto il lavoro nelle suddette giornate.

Bisogna sempre tenere presente la normativa inserita nel CCNL del settore, in quanto potrebbero essere previsti trattamenti maggioritari favorevoli per i lavoratori.

Quanto guadagna chi lavora a Pasqua e pasquetta?

Sino ad ora ci siamo occupati di quei lavoratori che hanno diritto alla festività retribuita pur senza aver lavorato, ma quanto guadagna chi lavora nelle giornate di Pasqua e pasquetta?

In questo caso si parla di lavoro festivo e perciò viene corrisposta una maggiorazione nella busta paga dei lavoratori.

All'impiegato spetta la giornata pagata (1/26 della retribuzione) più la maggiorazione percentuale prevista per lavoro festivo indicata nel CCNL. All'operaio, invece, spetta la normale retribuzione oraria, più una maggiorazione per la giornata festiva.

Per conoscere gli effettivi importi delle maggiorazioni è opportuno consultare i CCNL del settore.

Lavoratori in cassa integrazione, quanto spetta a Pasqua e pasquetta

Anche i lavoratori che si trovano in cassa integrazione hanno diritto alla retribuzione nelle giornate di Pasqua e pasquetta.

Le situazioni che possono verificarsi sono due:

  • CIG parziale, se la festività cade in una giornata infrasettimanale il compenso è a carico dell'azienda;

  • CIG a zero ore, il pagamento è a carico della cassa.