È ancora possibile andare in pensione a 58 anni di età? Quale formula pensionistica è legata all’uscita anticata a 58 anni? Con 20 anni di contributi e 58 anni di età, posso andare in pensione con qualche deroga? Molti lettori sono seriamente preoccupati del proprio futuro pensionistico. Pesa la forte tendenza del Governo Draghi nel rinviare ogni decisione sul fronte pensionistico.

Ed è normale che i lavoratori tentano di utilizzare ogni possibile scelta che consenta di allontanarsi prima dal lavoro. D’altra parte, fa paura la crisi energetica che stritola tanto le imprese che le famiglie. Ad oggi, pensare di perdere lavoro e pensione è inaccettabile.

Nello stesso tempo, si deve tener conto che la Riforma Fornero ha inasprimento nell’intero quadro previdenziale causando un forte disagio ai lavoratori che si sono visti e si vedono sfumare la pensione dalle mani. 

In pensione a 58 anni, non è un evento che sembra miracoloso. È possibile collocarsi a riposo almeno 10 anni prima, rispetto ai 67 anni necessaria per la pensione di vecchia. D’altra parte, per sommi capi si intuisce da subito che questa formula pensionistica non è per tutti. 

Nello stesso modo, pochi conoscono realmente i risvolti pensionistici legati alla riforma e agli adeguamenti ISTAT. La bella notizia è nonostante la presenza della Riforma Fornero e i successivi ritocchi dovuti all’aspettativa di vita, non sono state decimate diverse formule pensionistiche o, ancora, trattamenti di prepensionamento.

Ecco, perché, in tutta franchezza possiamo affermare che c’è la possibilità non remota di collocarsi in riposo a 58 anni di età anziché 67. 

È altresì vero, che diverse condizioni collocano questi trattamenti privilegiati a favore di diversi comparti lavorativi, come appunto Difesa, sicurezza e soccorso. E, ancora, altri trattamenti pensionistici sono riservati agli sportivi professionisti e così a seguire con una cadenza regolare che lentamente abbraccia quasi tutti. 

Nelle formule flessibili anticipate rientrano ampiamente anche quelle previdenziali distribuite senza un rilevante vincolo anagrafico a sostegno degli invalidi, come ad esempio il rilascio della pensione d'inabilità o, ancora della possibilità di richiedere l’assegno ordinario d'invalidità. 

Una breve guida alle prestazioni pensionistiche che permettono l’uscita a 58 anni di età. Ti spiegheremo, qual è la pensione anticipata che permette l’anticipo di 10 anni, quali sono le varie misure di pensione anticipata, ma soprattutto, quali sono i requisiti necessari per andare in pensione molto prima di 67 anni. 

La pensione donna permette un anticipo di 10 anni, ecco come 

Non tutte le lavoratrici sanno che attraverso la misura Opzione donna, si può anticipare l’uscita di un decennio. Un tassello molto importante, specie se i tempi si fanno difficili e si intravedono minacciosi i requisiti ordinari per la pensione.

Un discorso che va osservato in modo amplificato. Non tutte alla data del 31 dicembre 2021 hanno acquisito i criteri per la pensione donna. È, vero, le speranze portano a vedere la misura strutturale. 

Ad oggi, si tratta di aspettative nulla di realmente concreto. Oltretutto, lo sconforto è tanto da portare a presupporre un non rinnovo al 2022. Un’eventualità che andrebbe scartata a priori, considerando che la misura è l’unico strumento che permette alle donne, madri lavoratrici di allontanarsi dal percorso lavorativo per collocarsi a riposo. 

Sì, è vero, le lavoratrici possono collocarsi in quiescenza a 58 -59 anni, la differenza di un anno è data dal comparto di appartenenza (privato o pubblico). Nello stesso tempo, sull’uscita anticipata flessibile grava l’accettazione di un assegno pensionistico computato con il contributivo. 

Peraltro, andando ancora a spulciare nei requisiti previsti per la pensione donna, troviamo la presenza non meno ingombrante di un montante contributivo di almeno 35 anni di versamenti. 

È presente anche una diversa decorrenza della pensione suddivisa tra comparto pubblico e privato. Infatti, le dipendenti devono tener conto di una finestra mobile di 12 mesi, mentre per le colleghe del settore autonomo si applica una finestra mobile di 18 mesi. 

Inoltre, la normativa per Opzione donna non permette la presenza del cumulo o totalizzazione. E, ancora, l’articolo 1, comma 23 della Legge n.  335/1995 non prevede l’ammissione alla pensione donna, per coloro che sono già indirizzate verso l’opzione al sistema contributivo o per cui è presente un’anzianità contributiva al 31 dicembre 1995. 

Nel merito, va detto che l'INPS nella circolare n. 54/2021 ha chiarito un aspetto molto rilevate circa il perfezionamento dei requisiti contributivi, legati alla richiesta di riscatto se eseguita in forma contemporanea al quella riferita all’opzione al sistema contributivo. 

A questo punto, non resta che attendere l’eventuale proroga per dare modo alle lavoratrici che maturano i requisiti entro il 31 dicembre 2022 di poter andare via prima con Opzione donna. Com’è possibile che la misura venga resa strutturale. 

Con Quota 41 si può uscire dal lavoro a 58 anni di età, ecco come

Un maggiore ventaglio d’uscita abbraccia tutti coloro che sono stati lanciati nel mondo del lavoro in giovane età. Il legislatore ha istituito una formula anticipata per tutti coloro che hanno maturato 12 mesi di versamenti contributivi entro il 19esimo compleanno.

È importante che all’INPS risulti un anno di contribuzione versata a cavallo tra del periodo giovanile anche non continuativa, ma che rientri entro i 19 anni di età. In presenza di questo requisito contributivo, si procede alla verifica delle altre condizioni necessaria per l’uscita anticipata con Quota 41 precoci. 

Ecco, perché, i lavoratori che escono dal lavoro utilizzando la prestazione pensionistica anticipata Quota 41 devono rientrare in una delle diverse tipologie di lavoro, tra cui: disoccupati, caregiver o invalidi civili. E, ancora, rientrano nella categoria dei lavoratori precoci i lavori usuranti, notturni o gravosi.

Si può uscire dal lavoro a 58 anni utilizzando Quota 41 precoci, se il richiedente rientra in una delle condizioni sopra indicate. Ammesso il cumulo di più casse per il perfezionamento del diritto alla pensione. 

Con la pensione anticipata ordinaria si può uscire dal lavoro a 58 anni di età, ecco come

È possibile collocarsi in riposo a 58 anni anche con la pensione anticipata ordinaria. Considerando che la misura prevede la presenza di soli versamenti che portano a un numero di 41 e 10 mesi per le donne, contro 42 e 10 mesi per gli uomini.

Si comprende, quasi subito che non avendo limiti legati all’età anagrafica per poter collocarsi in riposo con questa tipologia pensionistica, il lavoratore/lavoratrici deve aver iniziato un’attività lavorativa in tenera età. 

Come rilevato da La Legge per Tutti, il lavoratore per uscire a 58 con una prestazione pensionistica ordinaria deve aver intrapreso un percorso lavorativo almeno a 15 anni e 2 mesi, mentre per le donne il discorso viene posticipato di un anno, quindi a 16 e 2 mesi. Anche per la pensione anticipata ordinaria vale il discorso delle finestre mobile. In questo caso, parliamo di una decorrenza di almeno 3 mesi.  

Con la pensione di anzianità si può uscire dal lavoro a 58 anni di età

Diverse condizioni collocano questi trattamenti privilegiati a favore di diversi comparti lavorativi, come appunto Difesa, sicurezza e soccorso, per cui si può aderire alla pensione di anzianità. Com’è possibile collocarsi a riposo con 41 anni di versamenti. In ogni caso, per la pensione di anzianità è prevista una finestra mobile di 15 mesi che in regime di totalizzazione aumentano a 21. 

Non solo queste categorie di lavoratori possono andare in pensione già a 58 anni con un’anzianità contributiva non più alta di 35 anni di versamenti. Per la decorrenza della pensione bisogna considerare la presenza di una finestra mobile di 12 mesi. 

Con gli scivoli pensionistici si può anticipare la pensione a 58 anni

Attraverso il sistema di scivolo aziendale il lavoratore può anticipare l’uscita fino a un massimo di 7 anni. Ecco, perché, con l’isopensione si può andare in pensione già a 58 anni. Il prepensionamento consente questa formula fino al 2023.