Ecco quale tipo di riscaldamento inquina di più secondo gli ultimi studi

La pianura padana è avvolta nello smog da settimane ormai e le motivazioni sono molteplici, tra cui il riscaldamento. Qual è quello che inquina di più

Nell’ambito delle discussioni su come ridurre l’impatto ambientale delle nostre abitazioni, la scelta del sistema di riscaldamento gioca un ruolo determinante. Un recente studio dell’European Environmental Bureau (EEB), in collaborazione con la danese Green Transition, getta luce su quali metodi di riscaldamento domestico risultano essere più dannosi per l’ambiente.

Quale tipo di riscaldamento inquina di più

Il rapporto intitolato “Dove c’è fuoco c’è fumo, le emissioni dal riscaldamento domestico con legna” evidenzia come il riscaldamento a base di legna e carbone, attraverso l’utilizzo di piccole stufe e caldaie, sia responsabile per circa la metà di tutto il particolato fine e il nerofumo prodotti all’interno dell’Unione Europea. Questi inquinanti non solo hanno un impatto negativo sull’ambiente, ma comportano anche rischi significativi per la salute umana.

Quanto inquina scaldarsi con la legna

Tra tutte le fonti di produzione di calore esaminate, la combustione di legname domestico emerge come l’inquinante più nocivo, essendo responsabile del 40% delle emissioni di particolato fine (PM10 e PM2.5) nell’atmosfera, un dato allarmante che evidenzia l’urgente necessità di riconsiderare l’uso di tali sistemi di riscaldamento.

Nonostante le innovazioni tecnologiche abbiano portato le nuove stufe e caldaie a legna a emettere meno particelle rispetto ai modelli precedenti, questa pratica inquina significativamente più degli altri sistemi di riscaldamento attualmente disponibili sul mercato. Lo studio dell’European Environmental Bureau (EEB) mette in luce come, nonostante queste soluzioni possano apparire più “verdi” o economiche alla prima analisi, i costi sanitari associati all’inquinamento atmosferico che generano rappresentano i più elevati tra tutte le opzioni considerate.

Questo pone seri interrogativi sulla loro sostenibilità a lungo termine e sull’impatto reale sulla qualità dell’aria e sulla salute pubblica, sottolineando la necessità di orientarsi verso alternative più pulite e efficienti, in grado di garantire il benessere delle comunità senza compromettere l’ambiente.

Le alternative più pulite e meno impattanti

L’EEB raccomanda di interrompere l’uso della combustione del legno su piccola scala a favore di soluzioni più pulite e efficienti. Il teleriscaldamento, per esempio, viene evidenziato come una scelta vantaggiosa per le città, grazie alla sua capacità di fornire calore in modo più sostenibile. Per le zone fuori dalle città, le pompe di calore rappresentano un’alternativa efficace, in grado di ridurre significativamente le emissioni nocive e i costi energetici.

L’isolamento scarso delle abitazioni incide

Un altro aspetto cruciale per minimizzare l’impatto ambientale del riscaldamento domestico è l’isolamento degli edifici. Un buon isolamento riduce la quantità di energia necessaria per mantenere calde le abitazioni, limitando di conseguenza le emissioni inquinanti. Investire in un miglior isolamento è quindi una strategia fondamentale per chiunque desideri contribuire alla lotta contro l’inquinamento atmosferico e il cambiamento climatico.

Il messaggio chiave dello studio dell’EEB è chiaro: per proteggere l’ambiente e la salute pubblica, messa a rischio dal costante inquinamento, è necessario ripensare le scelte relative al riscaldamento domestico. Abbandonare i metodi più inquinanti, come la combustione di legna, a favore di alternative più pulite e sostenibili, non solo può avere un impatto significativo sulla qualità dell’aria che respiriamo, ma rappresenta anche un passo avanti verso un futuro più verde e sostenibile.

Il riscaldamento non è certo l’unico colpevole dell’inquinamento in pianura padana, anche se lo è per una buona percentuale. Nonostante ciò, la transizione verso sistemi di riscaldamento più efficienti e meno inquinanti è un’azione concreta che tutti possiamo intraprendere per fare la nostra parte nella lotta contro l’inquinamento e il cambiamento climatico.

Roberta Luprano
Roberta Luprano
Copywriter, classe 1995. Creativa e sempre a caccia di nuove cose da imparare che stimolino la mia innata curiosità, ho iniziato la mia carriera con il diploma di Perito Informatico, in quanto da sempre appassionata di tecnologia e social media. Successivamente ho proseguito la mia formazione in ambito di Copywriting e Social Media Marketing che mi ha poi permesso di lavorare per imprese, startup e small business in diversi settori. In parallelo, ho approfondito la mia passione per i libri e il mondo editoriale, formandomi e lavorando anche come curatrice editoriale per agenzie letterarie e case editrici. Motto: I grandi cambiamenti partono dalle semplici parole.
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