Putin vince le elezioni, le parole di Salvini scatenano le polemiche: ecco cosa è successo

Le gravissime parole di Salvini sulla vittoria elettorale di Putin scatenano un caos anche tra le fila della maggioranza. Ecco cosa è successo.

Salvini non prende le distanze dal risultato elettorale in Russia che ha visto la conferma di Putin. Questa volta il ministro non è stato attaccato solo dall’opposizione, ma anche dai suoi colleghi di maggioranza ed è arrivata, inoltre, una frecciatina da parte dell’altro vicepremier del governo Meloni. Scopriamo cosa è successo e cosa ha detto il leader della Lega.

Putin vince le elezioni, le parole di Salvini scatenano le polemiche: ecco cosa è successo

Matteo Salvini, in passato, ha sempre mostrato ammirazione nei confronti del capo del Cremlino. Dopo aver occupato posizioni importanti in diversi esecutivi, il capo del Carroccio ha un po’ ammorbidito la sua linea politica diventando anche uno dei principali sostenitori della pace in Ucraina. Forse è stata proprio la sua vecchia simpatia verso Putin che ha fatto infuriare gli italiani, sia elettori sia politici, perché il ministro ha pronunciato le seguenti parole:

In Russia hanno votato, ne prendiamo atto. Quando un popolo vota ha sempre sempre ragione, le elezioni fanno sempre bene sia quando uno le vince sia quando uno le perde. Io quando le perdo cerco di capire dove ho sbagliato e come fare meglio la prossima volta. Ci sono state delle elezioni, prendiamo atto del voto dei cittadini russi, sperando che il 2024 sia l’anno della pace

Ben venga sicuramente l’elogio alla democrazia e alle elezioni che sono uno dei pilastri della libertà politica. Ma quando si tratta della Russia di Putin si può parlare davvero di elezioni o si tratta di una farsa? Molto probabilmente i cittadini russi non hanno avuto scelta, anche perché i candidati più scomodi sono stati tagliati fuori dalla corsa al Cremlino e gli avversari di Putin alle elezioni non avevano posizioni così diverse dalle sue. Non sono mancate anche alcune foto in cui si vedevano militari armati di mitragliatrici entrare in diversi seggi per controllare che gli elettori “votassero bene“.

Forse Salvini non ha visto queste scene e dunque ha pensato che il voto dei cittadini russi fosse sincero e non dettato dal terrore per un leader che non accetta un minimo di dissenso.

Tuonano da Forza Italia: le parole di Deborah Bergamini e la frecciatina di Tajani

A ricordare a tutti, non solo a Salvini, che le elezioni in Russia non sono state delle vere elezioni, ci ha pensato Deborah Bergamini, vice capogruppo di Forza Italia alla Camera e responsabile Esteri degli azzurri, che ha affermato:

Quella di Putin è la cronaca di una vittoria annunciata, perché sono mancati due principi essenziali e imprescindibili, la democrazia e la libertà. Noi siamo al fianco del popolo russo che merita altro, merita di poter esprimere liberamente il proprio diritto al voto, di avere elezioni libere, democratiche e di poter esercitare anche il proprio dissenso.

Dunque non è stata solo la sinistra, storica rivale della Lega, a condannare le elezioni farsa in Russia, ma le colleghe e i colleghi di Salvini, coloro che appartengono alla sua stessa coalizione: il centrodestra.

Ad esprimere il proprio parere sul voto in Russia è stato anche Antonio Tajani, ministro degli Esteri e vicepremier, che ha dichiarato:

Le elezioni sono state caratterizzate da pressioni forti e anche violente. Navalny è stato escluso da queste elezioni con un omicidio, abbiamo visto le immagini dei soldati nelle urne, non mi sembra che sia un’elezione che rispetta i criteri che rispettiamo noi.

Poi ha lanciato una frecciatina (nemmeno troppo velata) al collega Matteo Salvini affermando:

La politica estera la fa il ministro degli Esteri. Quindi le posizioni in politica estera sono quelle del ministro degli Esteri.

Dunque, utilizzando queste parole ha quasi del tutto sminuito la posizione di Salvini in merito alle elezioni in Russia, relegandola a mero commento politico fine a sé stesso.

La neutralità della Lega si distacca dalle parole del suo leader

Matteo Salvini a momenti stava per essere attaccato anche dal suo stesso partito: la Lega. Sebbene lui ne sia il capo, il Carroccio ha espresso un giudizio completamente neutrale sulle elezioni in Russia:

In Russia hanno votato, non diamo un giudizio positivo o negativo del risultato, ne prendiamo atto e lavoriamo (spero tutti insieme) per la fine della guerra ed il ritorno alla pace. Con una guerra in corso non c’è niente da festeggiare.

Leggi anche: Plebiscito per Putin alle elezioni in Russia: “Siamo più forti che mai”

Felice Emmanuele Paolo de Chiara
Felice Emmanuele Paolo de Chiara
Redattore, classe 1994. Sono nato a Napoli ma ho vissuto un po’ in Toscana dove mi sono laureato in Scienze politiche e relazioni internazionali presso l’Università degli Studi di Siena e un po’ a Milano dove mi sono specializzato in Cooperazione Internazionale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore. Sono appassionato di politica, attualità, sport (grande tifoso del Napoli), cinema e libri. Nel tempo libero mi dedico alla scrittura di racconti e quando ho tempo viaggio.
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