Attentato a Mosca, ecco chi è il terrorista che ha organizzato tutto

Sulla matrice dell'attentato a Mosca, divergono le ipotesi nonostante la rivendicazione dell'Isis avvenuta anche a mezzo video.

Nonostante le rivendicazioni e il terribile video diffuso dall’Isis dell’attentato, Mosca continua a ritenere che dietro la strage ci sia l’Ucraina e smentisce di essere stata avvisata dagli Stati Uniti sull’imminente pericolo di un attacco terroristico. La comunità internazionale invece, prende sul serio le rivendicazioni dell’Isis e ci sono già Paesi, come l’Italia, che hanno deciso di aumentare il grado di allerta. Intanto, i 4 presunti attentatori sono stati arrestati e sono comparsi in tribunale palesemente percossi: chi sono e chi dovrebbe effettivamente esserci dietro la carneficina al Crocus City Hall.

Attentato Mosca, chi sono i terroristi dietro la strage

Chi c’è dietro l’attentato a Mosca? Nonostante le rivendicazioni dell’Isis con tanto di immagini video del terribile massacro di venerdì sera, costato la vita a 137 persone, Mosca non sembra discostarsi da quella che era la sua tesi iniziale. Ossia, che la matrice dell’attacco terroristico sia in qualche modo legata all’Ucraina.

Cosa dicono le intelligence USA e francese

Smentendo, tra l’altro, quanto affermato dagli Stati Uniti, secondo i quali, nonostante i rapporti diplomatici non proprio idilliaci, fonti della propria intelligence avevano avvisato Mosca dell’imminente pericolo di attentati terroristici sulla base di un “flusso costante di informazioni, fin da novembre, sull’intenzione dell’Isis di colpire in Russia”. Kiev dal suo canto, smentisce ogni collegamento con quanto avvenuto nella sala concerti alla periferia di Mosca e teme che tutto questo rappresenti un pretesto per alzare il tiro dell’offensiva contro l’Ucraina.

Chi c’è dunque realmente dietro la strage di Mosca? A parte l’intelligence USA, la maggior parte degli analisti internazionali ritiene che la rivendicazione dell’Isis sia da prendere terribilmente sul serio. Tesi del resto ripresa anche a livello politico: di recente il presidente francese Macron ha citato le conclusioni dell’intelligence francese che indica un’entità dello Stato islamico come matrice dell’attacco che, sempre da quanto riferisce il presidente francese, aveva effettuato “diversi tentativi sul suolo francese” negli ultimi mesi.

La visione di un nuovo Califfato

In particolare, la responsabile dell’attacco di Mosca sarebbe il ramo dell’organizzazione attivo principalmente in Afghanistan e nel Caucaso, conosciuto come Stato islamico del Khorasan (Iskp).

Khorasan si traduce in “la terra del sole“: secondo il Centro per gli studi strategici e internazionali, si riferisce a una regione storica che comprende parti dell’Iran, dell’Afghanistan e del Pakistan. Come sottolineano gli analisti internazionali, sulla base di questa visione, si pone come obiettivo la fondazione di un nuovo califfato che riunisca non solo questi tre Paesi, ma anche alcune ex repubbliche sovietiche, come il Turkmenistan, il Tagikistan e l’Uzbekistan”.

Già da questi elementi si capisce che la tesi della loro matrice sull’attentato di Mosca ha un chiaro movente e una sua credibilità, tra l’altro, come già accennato, suffragata da immagini video inequivocabili. Le ragioni dell’attentato hanno radici profonde: dalle guerre nel Caucaso alla politica di Putin che ha cambiato il corso della guerra civile siriana intervenendo nel 2015 a sostegno del presidente Bashar al-Assad contro l’opposizione e lo Stato Islamico.

“Il gruppo accusa il Cremlino di avere sulle mani sangue musulmano, facendo riferimento agli interventi di Mosca in Afghanistan, Cecenia e Siria”, ha affermato Colin P. Clarke, analista antiterrorismo presso il Soufan Group di New York. Così, diventa chiaro come il Khorasan «si sia fissato con la Russia negli ultimi due anni».

Attivo già dal 2014, il gruppo formatosi da membri di gruppi militanti, compresi quelli del Pakistan e dell’Uzbekistan, si è già reso purtroppo protagonista di altri cruenti atti terroristici. Il loro leader sarebbe l’ingegnere di origini indiane Sanaullah Ghafari, alias Shahab al-Muhajir .

Gli arrestati apparsi tumefatti in tribunale

Tornando ai fatti, per l’attentato di Mosca sono state arrestate dai servizi di sicurezza quattro persone di nazionalità tagika. Domenica sono appari visibilmente tumefatti in volto, uno è arrivato con la sedie a rotelle. Sono Dalerdzhon Mirzoyev, 32 anni; Saidakrami Rachabalizoda, 30 anni; Shamsidin Fariduni, 25 anni; e Mukhammadsobir Faizov, 19 anni. La pena massima per le accuse che gli sono mosse è l’ergastolo ma c’è chi a Mosca chiede la pena di morte.

“Dovrebbero essere uccisi? E’ necessario. E lo sarà. Ma è molto più importante uccidere tutte le persone coinvolte. Tutti. “Così si è espresso il vicepresidente del consiglio di sicurezza russo Dmitry Medvedev sulla questione del ripristino della pena di morte per terrorismo.

Vera Monti
Vera Monti
Giornalista pubblicista e precedentemente vice- presidente di un circolo culturale, scrivo di arte e politica - le mie grandi passioni - su varie testate online cercando sempre di trattare ogni argomento in tutte le sue sfaccettature. Ho intervistato vari personaggi della scena artistica nazionale e per Trend online mi occupo principalmente di politica ed economia
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