Il bonus tiroide 2022, di cui si sente tanto spesso parlare sul web, rientra in quelle definizioni, non del tutto appropriate, che vengono utilizzate per “semplificare” alcuni concetti. Non è la prima volta che si parla di questo “bonus”, eppure il modo in cui viene presentato può confondere e portare a credere che di vero, nelle notizie lette online in queste ultime ore, non ci sia nulla.

Non si tratta, però, di una fake news, piuttosto di un modo improprio per descrivere il contributo spettante a chi, in possesso di certificati medici che accertino patologie alla tiroide, può ottenere una protezione economica da parte di INPS. Null’altro, quindi, che il riconoscimento dell’invalidità civile, e non di una misura apposita per coloro che soffrono di patologie alla tiroide, e che può essere ottenuto solo qualora sussistano alcune particolari condizioni. 

Definire “bonus” questo tipo di aiuto non è, dunque, corretto. Il riconoscimento dell’invalidità non è infatti legato a parametri come il valore dell’ISEE, né richiedibile come altri tipi di agevolazioni che normalmente vengono definiti bonus, bensì alle condizioni di salute che, qualora gravi, danno diritto a un aiuto economico che può andare da circa 292 euro fino a un massimo di 550 euro. 

Posto che ci riferiremo all’assegno di invalidità chiamandolo bonus tiroide per una questione di comodità e praticità, vediamo come può essere richiesto a INPS, secondo quali requisiti e come vengono stabiliti gli importi. 

Bonus tiroide e invalidità civile: cos’è e quando si può richiedere

Per invalidità civile si intende quell’insieme di protezioni che vengono assicurate ai cittadini affetti da minorazioni fisiche o psichiche. Tali protezioni possono essere di natura economica, in cui rientrano, per esempio, pensioni o assegni, o di natura non economica, come agevolazioni fiscali, esenzioni o agevolazioni per il lavoro. 

È in questo contesto che si colloca il cosiddetto bonus tiroide. In sostanza, chi è affetto da malattie tiroidee potrebbe fare richiesta per il riconoscimento dell’invalidità e, dopo l’esame della commissione, scoprire la percentuale di invalidità legata alla patologia in questione. 

Ciò significa che, ai fini del riconoscimento dell’invalidità, non sempre a ipertiroidismo, ipotiroidismo o altre malattie tiroidee vengono associate alte percentuali di invalidità. È per questo motivo che, quando si sente parlare di un bonus tiroide da circa 300 euro a 550 euro, questi importi non rappresentano la realtà dei fatti, dal momento che è in base al tipo di patologia e alla percentuale associata che è possibile capire quali agevolazioni o contributi possono essere riconosciuti. 

Bonus tiroide 2022: cos’è e requisiti per richiedere l’invalidità civile

Il cosiddetto bonus tiroide non è una novità di quest’anno: anche in passato il web ha fatto riferimento a diverse patologie che permettono di richiedere l’invalidità civile INPS soprannominando assegni e contributi con nomi che fanno riferimento alla patologia stessa. 

Non esiste, quindi, una misura apposita per coloro che hanno patologie della tiroide, bensì la richiesta dell’invalidità civile per coloro che sono affette da patologie che, dopo l’esame della commissione INPS, vengono reputate gravi a tal punto da comportare una condizione di invalidità nel paziente. 

Non per tutte le patologie legate alla tiroide, infatti, viene riconosciuta l’invalidità. Questa, inoltre, viene accertata in base a diverse percentuali che, nel caso di disfunzioni della tiroide, vengono così riconosciute: 

al 100% per ipotiroidismo grave con ritardo mentale; al 50% per iperparatiroidismo primario; dal 91% al 100% per ipoparatiroidismo non suscettibile di utile trattamento.

Tuttavia le percentuali cambiano da caso a caso e, in base a queste, anche le agevolazioni o il diritto a protezioni economiche o non economiche. A seconda della percentuale di invalidità, poi, cambia anche l’importo spettante. 

Bonus tiroide 2022 importi in base alle percentuali di invalidità

Come già accennato, ridurre la questione a un “bonus tiroide” che dia diritto a importi che vanno da 300 a 550 euro semplifica fin troppo le informazioni. 

In linea generale, si può dire che tali numeri derivano dal fatto che, sempre a seconda delle percentuali di invalidità stabilite dalla commissione INPS, al cittadino possa essere riconosciuto un assegno. 

Sebbene con percentuali anche più basse del 74% si abbia comunque la possibilità di ottenere degli aiuti, per poter ottenere l’assegno è necessario rientrare in percentuali che partono dal 74%. Infatti, gli importi vengono così stabiliti: 

con un’invalidità dal 74% al 99% si ottiene un assegno di 291,60 euro; con un’invalidità al 100%, invece, l’importo si alza fino a 550 euro. 

Come fare domanda per invalidità civile (o bonus tiroide)

L’iter per richiedere il bonus tiroide è lo stesso per la richiesta di riconoscimento dell’invalidità civile

In primo luogo, quindi, sarà necessario rivolgersi al medico curante che dovrà compilare il certificato che contiene dati anagrafici, codice fiscale e le patologie e che dovrà poi essere inviato a INPS tramite la procedura online. A quel punto, al certificato viene associato un numero identificativo che il medico dovrà restituire al paziente, in quanto questo codice servirà durante la fase di compilazione della domanda. 

Entro 90 giorni dal rilascio del certificato, il cittadino dovrà provvedere a inviare domanda per il riconoscimento dell’invalidità civile. Tale richiesta può essere presentata scegliendo tra: 

l’invio della domanda in totale autonomia, accedendo al sito INPS con credenziali SPID, tramite CIE oppure CNS; la raccolta dei documenti fondamentali da portare al CAF o patronato di fiducia che si occuperà di trasmettere la richiesta per conto dell’interessato. 

Dopo aver inviato la richiesta, il cittadino verrà chiamato a presentarsi alla visita medica (verrà inviata data e orario). Alla visita sarà necessario portare con sé, oltre al documento di riconoscimento e al codice fiscale, anche il certificato medico originale e tutta la documentazione che si ha a disposizione.

Sarà poi il verbale della visita a decretare la percentuale di invalidità civile. 

Quando arriva l’assegno mensile di invalidità civile 

Una volta ricevuto il verbale, si potrà sapere la percentuale di invalidità civile in base alle patologie di cui si soffre. Se questa è pari o supera il 74% sarà possibile ottenere l’assegno. 

Normalmente, l’accredito dell’assegno mensile è automatico, ma potrebbe sempre verificarsi il rischio di ritardi o problemi che ostacolano il corretto iter dall’invio del verbale al momento del pagamento. 

Il consiglio, in linea di massima, è richiedere assistenza qualora l’assegno mensile non dovesse essere accreditato entro 30 giorni dall’accoglimento della domanda. Delucidazioni e assistenza possono essere richieste rivolgendosi alla sede territoriale INPS oppure chiamando il Contact Center

da telefono fisso al numero verde gratuito 803.164 oppure da telefono mobile, a pagamento secondo le tariffe del proprio gestore, al numero 06.164.164.

Oltre al Contact Center è anche possibile inviare una richiesta utilizzando il servizio online INPS Risponde. Utilizzando questo metodo, ed entrando con le proprie credenziali, ci sono anche più possibilità di ridurre i tempi di risposta da parte degli operatori, in quanto questi ultimi riusciranno a trovare la pratica con maggiore facilità.

In alternativa, per coloro che hanno affidato la procedura di invio della richiesta a CAF o patronati, è possibile chiedere un primo consiglio al centro di assistenza.