Conto corrente più cari? Ecco di quanto sono aumentati i costi

Conti correnti sempre più costosi. Lo strumento di deposito più amato dagli italiani ha raggiunto aumenti fino al 34%. Ecco quali voci sono variate.

conti corrente

Conti correnti sempre più costosi. Lo strumento di deposito più amato dagli italiani ha raggiunto aumenti fino al 34%.

Crisi economica senza precedenti sta investendo l’Italia e l’intera Unione Europea. Le conseguenze post pandemiche e la sempre più forte crisi tra Russia e Ucraina stano determinato un salasso sui conti delle famiglie.

L’aumento del prezzo del gas naturale sta producendo effetti in tutti i comparti economici, dal caro bollette al caro vita in generale, con punte di inflazione quasi dell’11%.

Pochissime le famiglie italiane che stanno investendo in soluzioni di risparmio a breve termine. La scelta preferita dagli italiani resta quella di tenere al sicuro i propri soldi sui conti corrente.

Si tratta senza dubbio di una scelta tra le più sicure oggi, soprattutto per coloro che non vogliono investire in soluzioni di risparmio.

Lo sappiamo benissimo che la propensione al rischio degli italiani è bassissima e ciò favorisce l’utilizzo dei conti corrente come metodo alternativo per tenere al sicuro i risparmi, ferma per eventuali imprevisti.

Ma siamo sicuri che sia la soluzione migliore? Alcune ricerche condotte da Facile.it e Altroconsumo evidenziano un aumento dei costi da sostenere per mantenere attivo un conto corrente.

Vediamo nel dettaglio quali voci di spesa sono aumentate e di quanto.

Conto corrente più cari? Ecco di quanto sono aumentati i costi

I conti correnti sempre più amati dagli italiani. Nel corso dell’ultimo anno sono migliorati, infatti, i saldi finali dei conti. Sono diminuiti i depositi con meno di 3.000 euro, sono il 22% del totale, mentre il 42,8% dei correntisti ha di circa 10.000 euro in deposito. 

Cresciuto anche il saldo medio che si attesta intorno ai 20.000 euro.

Ma oltre a questi miglioramenti, sono aumentati anche i costi di gestione. Si tratterebbe di piccoli aumenti che sommati andrebbero a costituire somme rilevanti.

Dall’indagine condotta da conti correnti “tradizionali” sono meno convenienti rispetto a quelli “online”.

Se si considera l’Indicatore dei Costi Complessivi (ICC) degli ultimi 12 mesi i costi sono aumentati tra 8 % e il 34%, con costi compresi fra i 27 ed i 152 euro annui. Ad essi vanno sommati i costi di carte di credito o di debito e singole operazioni.

Due le categorie di clienti maggiormente soggetti a questi rincari: le famiglie e i pensionati.

Ma quanto ci costa il conto corrente ogni anno? Una domanda a cui pochi saprebbero rispondere. Eppure le banche sono tenute a comunicarlo nei “riepiloghi annuale delle spese”, un documento che mette in risalto spese e condizioni del conto.

Questo documento arriva ogni anno tra gennaio e febbraio oppure lo si può trovare nell’apposita sezione dell’home banking.

Nel documento si trovano le spese sostenute nell’anno, il canone mensile del conto e quello annuale della carta di debito e della carta di credito, le spese di gestione dell’eventuale conto titoli e le spese di liquidazione interessi, le spese di comunicazione, spese per estratti conto e il canone dell’home banking.

Ad essere indicati nel documento, le commissioni per i bonifici, quelle per i pagamenti Cbill oppure pagoPA e i costi dei prelievi agli sportelli di altre banche.

Infine, l’imposta di bollo di 34,20 euro l’anno e la ritenuta fiscale sulle giacenze di conto, ossia il 26%.

Insomma a ridurre il risparmio dei correntisti non soltanto l’inflazione ma anche l’aumento dei costi fatti pagare dalle banche.

Ecco quali sono i conti più costosi

L’analisi fatta da Altroconsumo conferma quando evidenziato da Facile.it, ossia che gli aumenti sono da rilevarsi soprattutto sui conti tradizionali rispetto ai conti online.

Ma quali sono i conti che hanno subito maggiori aumenti? Tra questi rientrano quelli di Intesa San Paolo, soprattutto il Conto Xme per il quale il canone mensile è passato da 6 euro a 8,50 euro.

Altro conto in aumento quello di CheBanca!. Per questi conti il canone annuo è raddoppiato passando da 24 euro a 48 euro.

Per Deutsche Bank e Credit Agricole, spese fisse aumentate per liquidazione e canoni.

Conto corrente: la fedeltà non paga, conviene cambiare

A gennaio 2022, la consueta indagine della Banca d’Italia ha messo in evidenza come i conti aperti da più anni, nello specifico aperti da più di 10 anni costano in media all’anno circa 113,50 euro.

Dalla stessa indagine si evidenzia come i conti aperti nell’ultimo anno invece, hanno costi annui non superiori alle 54 euro. Tenendo in considerazione anche i conti online, i conti vecchi hanno costi più che doppi rispetto a quelli aperti recentemente.

Dall’analisi emerge chiaramente che la fedeltà non paga e pertanto sarebbe più conveniente cambiare conto piuttosto che mantenere acceso uno vecchio.