Pellet, quale tipologia di legno scegliere? Ecco il migliore in termini di resa

Tra le tante tipologie di Pellet, bisogna prestare attenzione alla scelta dell’essenza di legno adatta. Ecco la migliore in termini di resa.

Il Pellet continua ad essere la materia prima più scelta per la combustione.

Tra le motivazioni di tale incremento delle vendite oltre al risparmio prodotto dal suo utilizzo anche la misura adottata dal governo Meloni fino al 29 febbraio 2024 che ha previsto l’abbassamento dell’Iva dal 22 al 10%.

Sembra dunque rientrata l’allerta prezzi ritornati ai livelli della primavera del 2022, anche se a spaventare c’è il futuro.

Altra variabile che influenza i prezzi e la tipologia di pellet che viene usato: dall’abete, al faggio a quello di castagno.

Ma qual è il migliore in termine di resa?

Pellet, quale tipologia di legno è il migliore in termini di resa?

Nonostante i forti rincari del 2022 molte famiglie italiane continuano a preferire il Pellet per riscaldare la propria casa.

L’Italia si sa non è tra i primi produttori di Pellet, ma è sicuramente una di quelli che ne utilizza di più, infatti ne importa oltre la metà da Slovacchia, Repubblica Ceca, Austria e dalla Croazia.

Bisogna però saper scegliere il tipo di pellet da usare per avere la migliore resa possibile oltre ad un ottimo rapporto qualità prezzo.

Il pellet si sa non è tutto uguale, infatti l’efficienza della biomassa dipende dalla qualità della materia.

La resa dei cilindretti di pellet cambia a seconda dell’essenza legnosa che viene usata.

I cilindretti infatti sono ottenuti dalla pellettizzazione di scarti di legno, segatura e cippato  non trattati chimicamente.

In molti casi si tratta di prodotti formati da mix di materie prime differenti ma mancano sacchi di prodotto ottenuti da singoli ingredienti.

Esistono in commercio pellet di mais, di sansa, di glicerolo, di paglia, di faggio e/o abete, di conifera e tante altre tipologie, ognuno con caratteristiche differenti.

Ma  qual è il pellet migliore per il riscaldamento domestico? 

Non esiste anche in questo caso una risposta univoca, molto dipende dal tipo di riscaldamento usato.

Una buona valutazione è quella di usare come parametro di riferimento il potere calorifico del prodotto.

Questo  ci da la quantità di calore prodotta dalla combustione.

Considerando i principali tipi di pellet il potere calorifero è questo:

  • per il faggio 4617 Kcal/Kg

  • Per l’abete bianco 4650 Kcal/Kg

  • Per l’abete rosso: 4857 Kcal/Kg

Quindi il migliore in termine di resa è quello di abete rosso.

Pellet, ecco le caratteristiche da considerare per scegliere il migliore

Altra caratteristica da tenere in considerazione nella scelta del migliore in assoluto è la percentuale di umidità.

Questa sicuramente non deve superare il 12% ma non deve essere inferiore nemmeno all’ 8%.

La cosa da sapere che più il pellet è umido minore sarà il suo potere calorifico perché la maggior parte della combustione verrà usata per far evaporare l’umidità.

Inoltre il miglior pellet è quello vergine e non quello ottenuto da scarti di falegnameria magari verniciai o incollati.

Queste due informazioni possono essere reperite facilmente dalle etichette. Nella stessa è possibile anche trovare indicazioni sulla presenza di metalli pesanti tra cui arsenico, cadmio e piombo ma anche il potere calorifico che deve essere attorno ai 4,7-4,8 kWh/kg.

Altro consiglio utile è acquistare sempre pellet certificato, questo ne garantisce un prodotto di qualità e ne descrive la provenienza e il rispetto dele norme europee.

A livello nazionale non c’è l’obbligo di certificare la qualità del pellet

Questi pellet sono da evitare assolutamente

Molti si chiedono se esista un pellet migliore in assoluto. In realtà la risposta è no.

L’unica cosa certa in assoluto, è quella di usare pellet naturale non trattato chimicamente.

Meglio evitarne alcuni tipi, come quelli con percentuali di umidità e con residui di cenere troppo alti.

Assolutamente da evitare anche quelli  che contengono additivi chimici o collanti: tali biocombustibili sono certamente pellet di scarsa qualità.

Inoltre molti affermano che il colore del pellet sia sinonimo di qualità, ma in realtà non è così.

Questo perché il colore dipende solo dal tipo di legno usato e molto spesso un colore troppo chiaro significa che la materia prima è stata trattata.

Achiropita Cicala
Achiropita Cicala
Collaboratore giornalistico, classe 1985.Ho una laurea magistrale in Economia Applicata, conseguita presso l'Università degli Studi della Calabria. A percorso universitario ultimato, ho approfondito sul campo le competenze acquisite in Finanza e Statistica presso alcuni studi commerciali. Attualmente, collaboro con diverse testate giornalistiche online per le quali scrivo, con flessibilità, di argomenti che spaziano dall'economia alla politica, dal mondo della scuola a quello dell'amministrazione pubblica. Passioni? La scrittura in primis, la grafica in secundis!
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