Chi è Stefano Colantuono, l’allenatore scelto da Iervolino per traghettare la Salernitana

È stato scelto il sostituto di Fabio Liverani sulla panchina della Salernitana: ecco chi è Stefano Colantuono, che accompagna la squadra campana.

Stefano Colantuono è il nome deciso per sostituire Fabio Liverani sulla panchina della Salernitana: ecco chi è l’allenatore incaricato della disperata impresa di riuscire a raggiungere la salvezza con la squadra campana.

Chi è Stefano Colantuono, il nuovo allenatore della Salernitana

Dopo poco più di un mese, Fabio Liverani, è stato esonerato dalla panchina della Salernitana. A Stefano Colantuono il compito di sostituirlo, con l’obiettivo di portare la Salernitana a una disperata salvezza, che dista 11 punti, solo 3 in meno di quelli ottenuti durante il corso di tutto il campionato.

Colantuono era il responsabile delle giovanili della società campana e il ruolo gli è stato offerto dopo il rifiuto di Filippo Inzaghi di tornare come allenatore. Inizia per lui una nuova esperienza sulla panchina granata dopo quella iniziata a dicembre 2017 e terminata nel 2018.

La carriera da giocatore

Stefano Colantuono ha iniziato a giocare nel 1981 al Velletri, nel campionato interregionale. Dopo due stagioni arriva la chiamata per giocare in C1, alla Ternana, che ovviamente accetta.

Dopo una stagione sola viene acquistato dall’Arezzo ed esordisce in Serie B, dove gioca la bellezza di 36 partite e attrarre su di sé le attenzioni di diversi club di A.

Tra questi sceglie il Pisa, che lo fa esordire in Serie A e con cui vince la Coppa Mitropa 1985/1986, segnando un gol in finale, l’unico con questa maglia.

Anche a Pisa però rimane solo per un anno, perché viene acquistato dall’Avellino, con cui in due anni colleziona 53 presenze e 2 gol.

Gli ultimi anni in Serie A li gioca al Como e all’Ascoli, con cui retrocede al termine della stagione 1989/1990. In B gioca solo 8 partite e la sua carriera da giocatore termina calando da lì in poi fino 2002, quando da giocatore della Sambenedettese annuncia il suo ritiro.

Il ruolo da allenatore

Dopo aver annunciato il ritiro, Colantuono rimane alla Sambenedettese, in veste di allenatore. Qui ottiene un’inaspettata promozione in C1, vincendo i play off del campionato C2, e la stagione successiva riesce a chiudere in quinta posizione, senza però riuscire a centrare la doppia promozione.

L’anno successivo, il presidente della Sambenedettese, Luciano Gaucci, lo “vende” al Catania, squadra che milita in Serie B e di cui è proprietario. Arrivato nono in classifica e con un record di 18 vittorie, viene trasferito in un’altra squadra di proprietà di Gaucci, il Perugia, che era stato retrocesso in Serie B. Non riesce però a riportare la squadra nel massimo campionato italiano perché perde la finale dei play off contro il Torino.

Dopo il fallimento del Perugia, diventa allenatore dell’Atalanta, con cui conquista il campionato di Serie B dopo aver totalizzato 81 punti. Alla prima stagione da allenatore nella massima divisione conclude all’8^ posto, ottimo risultato per una neopromossa.

La stagione successiva va al Palermo, il cui presidente, Zamparini, ha grandi ambizioni. La squadra è forte e vanta i nomi di Cavani, Miccoli, Balzaretti e Fabio Liverani tra gli altri. La squadra viaggia nella zona alta della classifica, ma a seguito di una sconfitta per 5-0 contro la Juventus, il presidente decide di esonerarlo. Quattro mesi dopo viene richiamato e la squadra dalla sesta posizione in cui l’aveva lasciata si trova nel lato destro del tabellone e non è ancora certa della salvezza. Chiude in 11esima posizione e la stagione successiva dura solamente due partite, dopodiché viene esonerato.

Nel giugno 2009 firma un contratto annuale con il Torino in Serie B con l’opzione di rinnovo in caso di promozione. Esonerato a novembre, viene richiamato 5 giornate dopo, e nelle 21 restanti ottiene 12 vittorie e la qualificazione ai play off, dai quali viene però eliminato per mano del Brescia.

La stagione 2010/2011 ritorna all’Atalanta. Il 7 maggio 2011 ottiene la certezza matematica della promozione in Serie A, con 3 giornate d’anticipo e all’ultima, vince per la seconda volta il campionato di Serie B con la squadra bergamasca. L’anno successivo, in Serie A, la squadra inizia con 6 punti di penalità a causa dell’inchiesta sul calcioscommesse. Nonostante ciò riesce a raggiungere la 12esima posizione con 46 punti. È stato allenatore dell’Atalanta per cinque stagioni consecutive, per un totale di 281 partite, diventando l’allenatore con più presenze sulla panchina dei bergamaschi (record superato da Gasperini nel 2023).

Nel 2015 diventa allenatore dell’Udinese ed esordisce con la squadra vincendo 1-0 la prima di campionato contro la Juventus. A marzo 2016 viene esonerato nonostante i 4 punti di distacco dalla zona retrocessione.

A novembre 2016 sostituisce Roberto Stellone sulla panchina del Bari sottoscrivendo un accordo fino a fine stagione, al termine del quale, visto anche il 12esimo posto in classifica, decide di comune accordo di non rinnovare il contratto.

La Salernitana bussa alla sua porta e Colantuono accetta la sfida. Resta con i granata per un anno preciso: a dicembre 2017 firma il contratto, e una settimana prima di Natale 2018 rassegna le dimissioni dopo aver inanellato 3 sconfitte consecutive.

Dopo l’esperienza campana c’è ancora la Sambenedettese sul suo cammino, che lo richiama 18 anni dopo l’ultima volta: con i marchigiani ottiene grandi risultati, ma si dimette dopo alcune divergenze con la proprietà.

Il destino riserva per lui un altro ritorno, stavolta sulla panchina della Salernitana. I granata sono neopromossi in Serie A e languono all’ultimo posto in classifica. Con Colantuono ottengono la prima vittoria in stagione, ma le cose non vanno come previsto: a febbraio viene esonerato dopo due pareggi consecutivi. Torna qualche mese dopo come responsabile del settore giovanile e nel gennaio del 2023 fa in tempo a guidare un allenamento della prima squadra, salvo poi tornare al suo vecchio incarico. Il 19 marzo 2024 viene promosso come tecnico della prima squadra fino al termine della stagione, sostituendo così Fabio Liverani, subentrato da appena un mese.

Solo poche giornate prima, è stato sostituito anche l’allenatore della Lazio: dopo le dimissioni di Maurizio Sarri a prendere il suo posto è stato Igor Tudor.

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