La tecnologia e la sanità vanno sempre più intrecciando i loro itinerari di sviluppo e innovazione. La parte che interpreteranno le aziende, per far sì che il futuro si trasformi in una immancabile occasione, sarà fondamentale.

La crisi pandemica dovuta al Covid 19 ha obbligato l’intero universo salute a ripensare in tempi celeri i propri iter decisionali e i propri raggi operativi. Questo contesto potrebbe essere la chiave per lo spalancarsi di prospettive totalmente inedite. Ed è qui che entra in gioco, con un ruolo essenziale, la tecnologia e l’uso che se ne fa e se ne farà

Intanto con Clara Ciampi e con il supporto di un video caricato sul suo canale Youtube, andiamo alla scoperta della CTF (Chimica e tecnologia farmaceutiche):

Tecnologia e industria farmaceutica

Siamo nel cuore dell’era della digitalizzazione. Bene, l’industria farmaceutica non ha mancato questo appuntamento, viceversa, l’ha colto con sorprendente rapidità. Una evoluzione avvenuta con estrema naturalezza, sebbene e indiscutibilmente agevolata, per così dire, dal divampare dei fuochi pandemici. 

La crisi sanitaria ha del resto obbligato l’intero universo salute, e non solamente le società, a dover ripensare in tempi celeri tutti gli iter decisionali e le sfere operative. Un contesto processuale che ha visto per forza di cose chiamate in causa istituzioni, cittadini, stakeholder. 

Uno stato di fatto che spalanca inedite prospettive. Uno scenario che si caratterizza per i rinnovati modelli di organizzazione che, con ogni probabilità, saranno alla base di una ridefinizione delle specializzazione e dei procedimenti strategici, in un orizzonte sempre più avvezzo alla tecnologia.

La grande sfida della tecnologia

La tecnologia, un appuntamento cui non poter mancare, al contempo, una importantissima sfida. Una sfida che le aziende e le istituzioni possono aiutarci a vincere. Basterà guidare, a suon delle loro innovazioni, l’ier processuale, così da porre le rinnovate alternative alla mano di addetti ai lavori e pazienti. 

Di questi argomenti e delle opportunità appena citate ne hanno discusso a più riprese Maria Giovanna Labbate, amministratrice delegata di Gedeon Richter Italia; Fabrizio Greco, general manager e amministratore delegato di AbbVie Italia e Massimiliano Bindi, amministratore delegato di Abbott Diabetes Care Italia.

Un ragionamento che potrebbe partire da una riflessione del celebre filosofo che ha teorizzato la “società liquida”, Zygmunt Baumann. Stando a Baumann la coloro che nella storia umana sono meglio attrezzati dal punto di vista tecnologico, parimenti, i medesimi, saranno i maggiormente angosciati e come da nessun’altra parte, da emozioni di incertezza e di inettitudine. Una dichiarazione che potrebbe dirsi in tutto e per tutto condivisibile?

Tecnologia e nuove possibilità

Certo è, come afferma il filosofo polacco, che l’essere umano si trova a percorrere la sua esistenza in contesti che appaiono sempre più indefiniti, fugaci e complessi. Con questo occorre fare i conti. Da qui il concetto di liquidità, la forma che si trasforma e al contempo va adattandosi. 

D’altro canto il pessimismo che sembra emergere da alcune espressioni non è in ogni caso produttivo se non messo a frutto in una prospettiva di miglioramento. Prendiamo l’esempio dei giovani.

Loro sono vissuti e cresciuti tra la tecnologia e l’esigenza di adattarsi alla liquidità della società, rientro nel loro bagaglio esistenziale. Vivono le incognite non come un argine alla propria prospettiva umana e professionale, quanto un ventaglio di innumerevoli occasioni. 

Le industrie e la tecnologia, la via del cambiamento

La missione delle aziende, in uno scenario del genere, potrebbe essere quello di fungere da motore del cambiamento. Spetterà proprio alle aziende predisporre e trasmettere ai più giovani e alla società tutto il proprio vissuto, le competenze e l’esperienza, funzionali alla spinta propulsiva verso il cambiamento in una prospettiva di sviluppo e miglioramento.

Un ponte verso il cambiamento che possa stimolare le persone ad affacciarsi verso nuovi itinerari, una spinta a scegliere con rapidità al fine di realizzare tutti assieme una struttura trionfante e aperta all’innovazione tecnologica

Se è assodato che si stia vivendo una congiuntura storica quanto mai complessa, potremmo parimenti affermare quanto anche in passato vi siano state parentesi epocali piuttosto ardue, alcune, perché no, se non di maggiora almeno di pari problematicità.

Di sicuro, l’odierna trasformazione esigerà una facoltà di assestamento molto più rapida. Pertanto, per riuscire ad adattarsi non perdendo terreno prezioso, sarà fondamentale la presa di coscienza sulle variabili che stanno operando. Una tale varietà di conoscenze esistono e si possono quindi acquisire. Indietro non si torna.

La missione tecnologica e innovativa dell’industria farmaceutica

Il compito non è di quelli tra i più facili. La missione di aziende e di innovatori non sarebbe in ogni caso quella di rallentare affinché non rimanga indietro nessuno.

E allora quale? La missione consiste nel procedere sul cammino dell’innovazione, in quanto solamente in questo modo sarà pensabile la creazione di quel valore e di quegli strumenti fondamentali al supporto di quanti saranno rimasti ancora attardati. 

Un orientamento che si pone particolarmente pregnante per l’industria farmaceutica. Una realtà alla quale spetta il compito di proseguire con gli investimenti nell’innovazione, alla ricerca di nuove terapie. Da qui passa la creazione di valore indispensabile al sostegno degli altri. Vi è la necessità di osare, l’attesa, in questo contesto, non può aiutare nessuno.

Il panorama industriale, va detto, di sua natura è predisposto all’innovazione e alla proposta di alternative al mercato man mano sempre più all’avanguardia. Siamo di fronte da una parte a una ghiotta occasione, dall’altra, a una importante responsabilità. L’accompagnamento a tale trasformazione dovrebbe essere veicolato innanzitutto da un balzo a tutti gli effetti culturale. 

L’industria farmaceutica ha il dovere di immettere sul mercato prodotti innovativi come anche quello di porre tali innovazioni alle attenzioni di addetti ai lavori e pazienti. L’innovazione passa da un ingresso di portata ampia. 

Tecnologia, digitalizzazione e industria farmaceutica

In un tale prospetto, un ruolo essenziale è sicuramente interpretato dalla digitalizzazione. Il potenziale della digitalizzazione in questo contesto sfiora livelli a dir poco straordinari. Ovviamente fondamentale si rivela l’educazione dei pazienti e degli operatori sanitari per quanto riguarda funzioni e utilizzo.

Importante sarà anche rendere partecipi istituzioni e altri stakeholder, invitandoli a effettuare, circa la tecnologia, una previsione più estesa che sia in grado di promuovere quanto essa possa rappresentare una soluzione sostenibile con conseguenze sintomatiche sulle spese dirette del sistema sanitario e della salute

Una trasformazione, di questo si tratta. Per condurre un tale processo sarà necessario disporre di leader preparati e competenti, e solamente in una momento seguenti di manager.

Non si tratta di sottigliezze ma di differenze sostanziali. L’autentica autorevolezza, stando agli addetti ai lavori, andrebbe percepita come quella facoltà di offrire una direzione a un gruppo che muove verso un traguardo. Una prospettiva che è fondamentale, e ancor di più se si navigano le acque torbide dell’incertezza. Il manager, invece, deve rispondere alla risoluzione di questioni che riguardano faccende più o mene celebri. 

Il ruolo del leader ai tempi della pandemia

Un leader è chiamato a tracciare alternative lungo il percorso, una strada ai più ignota. Sta a lui riuscire a cogliere, magari in anticipo, l’itinerario giusto da seguire. Quella del leader è una posizione che esige senz’altro competenze, ma anche tanto carisma. 

In quanto uno stato di indecisione è in grado di far scricchiolare i valori e gli obiettivi che si erano in precedenza prefissati. Una fermezza che è stata fondamentale per tante aziende nell’adattamento e nella battaglia alla circostanza straordinaria ed emergenziale dettata dal Covid-19. 

Non si è trattato solo di stare accanto ai tanti pazienti, ma anche di trovare la giusta metodologia e disposizione per farlo, farlo nel migliore dei modi, per l’appunto. La leadership, allora, sta a tracciare la direzione da seguire. Al manager, successivamente, spetta l’onere di accompagnare la squadra in un contesto che nel mentre, dopo il lavoro del leader, è divenuto man mano meno ambiguo.

Sono entrambe figure essenziali, di due momenti altrettanto determinanti. Da un lato il leader scorge e anticipa il futuro, e non si tratta solamente del giorno seguente. Dall’altro il manager programmo quel futuro appena tracciato. Due protagonisti insostituibili, a supporto della propria squadra operativa e dei propri pazienti.

Ma tutto questo ancora non basta, vi occorrerà un ingrediente in più, solo in questo modo si avrà ragione delle insicurezze e del futuro. Essenziale sarà l’inclusione delle diversità. Da qui una strada, un ponte sicuro verso l’apporto di eccelse innovazioni ed eccellenti soluzioni.

Coraggio e tecnologia, armi contro il covid

Le industrie farmaceutiche hanno dimostrato non poco coraggio e non poca competenza nell’affrontare la crisi covid che ha segnato l’ultimo biennio della nostra esistenza. Nel corso della crisi pandemica le aziende del farmaco hanno messo in campo un atteggiamento positivo e anche tanta, ma tanta, resilienza. 

Ogni componente si è attivata per non perdere terreno, ci si è adattati, ma si è stati fermi. Vi è stato un circolo virtuoso di info e pareri tra imprese, medici, pazienti e istituzioni, collaborazioni mai viste prima

Il futuro risponderà a una serie di assiomi fondamentali. L’affidamento all’innovazione come valore collettivo, una occasione da non perdere e da indirizzare verso il beneficio dell’esistenza della nostra vita e quotidianità.

Una strada che per le aziende farmaceutiche vale a dire la realizzazione di prodotti e servizi che permettano alle persone di vivere nel migliore dei modi la propria esistenza. Coraggio e ampie vedute, le possibilità in prospettiva non si contano, sono infinite.