Covid-19: quali sono le nuove regole nel mondo del lavoro!

Il Covid non si ferma! Ma allora, cosa cambia a gennaio nel mondo del lavoro? Andiamo a scoprire le ultime novità previste dal Governo.

La pandemia da Covid-19 non accenna a frenare la sua corsa e continua ad influenzare le decisioni prese nell’universo lavorativo. 

Ebbene, come sappiamo, nell’ultimo periodo abbiamo assistito ad un rapido aumento dei contagi, legati soprattutto alla rapida diffusione della variante Omicron

Infatti, sono stati registrati nel nostro Paese dei veri e propri picchi di positivi, nonostante la campagna vaccinale stia procedendo a pieno ritmo

Tutto quello che accade a livello sanitario va, senza ombra di dubbio, ad influenzare anche il panorama lavorativo italiano e, di conseguenza, sono stati presi numerosi provvedimenti dal Governo Draghi in modo da arginare la diffusione del Coronavirus. 

Ebbene, moltissime novità aprono questo mese di gennaio 2022 in tema Covid-19. Da una parte possiamo parlare di novità “belle”, quali la proroga dello smart working e i congedi parentali per quei genitori che hanno i figli in quarantena. 

Tuttavia, c’è anche il risvolto della medaglia. Infatti, oltre all’obbligo di Super Green pass per tutti quei lavoratori over 50 a partire dal 15 febbraio, abbiamo anche una notizia prettamente negativa, ossia la quarantena preventiva non sarà più riconosciuta come malattia.  

Ma procediamo con ordine. In questo articolo andiamo a scoprire quali sono le nuove regole dettate dal Covid-19 che andranno ad influenzare il mondo del lavoro. 

Covid-19 e lavoro: lo smart working semplificato!

Nonostante solitamente si inizi dalle notizie negative, oggi vogliamo partire da una notizia positiva. 

Ebbene, come sappiamo, con il Decreto Festività, il Governo Draghi ha spostato il termine dello Stato di Emergenza. Infatti, esso doveva finire il 31 dicembre 2021, ma non è stato così e la data finale per ora rimane fissata al 31 marzo 2022. 

Ma quale sarebbe la notizia positiva? Ora ci arriviamo! 

Infatti, oltre all’estensione dello Stato di Emergenza, sono state anche estese le misure di contrasto al Coronavirus in ambito lavorativo, come lo smart-working semplificato. 

Questo significa che i lavoratori e le lavoratrici possono operare in smart-working senza che si via un vero e proprio accordo con il loro datore di lavoro. 

In che senso? Ebbene, secondo quanto previsto dalla legge 81 del 2019, lo smart-working dovrebbe essere garantito da un accordo formale. 

Tuttavia, questo obbligo è stato sospeso all’inizio della pandemia e, ad oggi, per accedere allo smart-working serve solo una comunicazione telematica effettuata sul portale del Ministero del Lavoro

Ma non abbiamo finito qui! Quando parliamo di smart-working dobbiamo fare anche riferimento ai lavoratori fragili. 

Infatti, tutti coloro che sono affetti da patologie a rischio o malattie autoimmuni potranno svolgere il loro lavoro da remoto fino alla fine di febbraio. 

Come abbiamo appena appreso, tale misura è disponibile fino alla fine di febbraio (28 febbraio). E dopo cosa succede?

Ebbene, salvo proroghe dello smart-working per i lavoratori fragili, essi potranno accedere direttamente allo smart-working semplificato previsto per tutti i lavoratori fino al termine dello Stato di Emergenza. 

Diciamolo chiaramente però, non è tutto oro ciò che luccica. Infatti, per i lavoratori fragili l’assenza dal lavoro a causa di una patologia non darà più diritto a ricevere un’indennità economica

Covid-19 e lavoro: i congedi parentali!

Altra importante misura della quale dobbiamo parlare riguarda i congedi per i genitori che convivono con figli di età inferiore a 14 anni. 

Ebbene, in caso di chiusura delle scuole o in caso di contagio, i genitori possono usufruire del congedo parentale. 

In questo caso viene riconosciuta un’indennità del 50% della retribuzione. Inoltre, è importante sottolineare che, per il periodo di assenza dal lavoro, saranno comunque corrisposti i contributi. 

Se hai necessità di fare richiesta per ottenere il congedo parentale hai tre strade possibili:

Covid-19 e lavoro: la quarantena preventiva non è più malattia!

A partire dal 1° gennaio 2022 la quarantena preventiva non sarà più considerata malattia e, di conseguenza, non verrà pagata. 

Ricorda: la quarantena preventiva si applica a quelle persone che sono entrate in contatto con soggetti positivi.

Essa dava diritto all’indennità di malattia, riconosciuta dall’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale fino al 31 dicembre 2021. 

È bene sottolineare che, in base all’ultima ordinanza del mese di dicembre 2022, chi è vaccinato col booster o da meno di quattro mesi ed entra in contatto con un positivo non è più tenuto a mettersi in quarantena. Infatti, basterà indossare una mascherina Ffp2 e praticare l’auto sorveglianza per cinque giorni, al termine dei quali dovrà essere eseguito un tampone, rapido o molecolare. 

Ebbene, fino al 31 dicembre 2021 tutti coloro che entravano in quarantena preventiva a seguito di un contatto con un positivo hanno avuto diritto ad ottenere la malattia. 

Ovviamente, qualora si possa fare, un modo per risolvere tale problematica è quello di ricorrere allo smart-working. Tuttavia, se il lavoro non può essere svolto da remoto, il dipendente dovrà utilizzare giorni di ferie o di permessi speciali, anche se non indicherebbero il vero motivo dell’assenza. 

Covid-19 e lavoro: l’obbligo di Super Green pass dopo i 50 anni

Dal pacchetto di restrizioni messe in campo al fine di arginare l’ascesa della variante Omicron non rimane certo escluso il mondo del lavoro. 

Infatti, stanno per entrare in vigore nuove norme che andranno a limitare ancora di più la libertà per coloro che non si sono ancora sottoposti al vaccino.

Ovviamente la ragione di queste misure è molto semplice, convincere le persone indecise o contrarie a vaccinarsi, in modo da uscire dalla pandemia il prima possibile (o almeno, questo è quanto si spera).

La prima batosta per molti lavoratori è arrivata il 10 gennaio 2022 quando è diventato obbligatorio il Super Green pass per entrare sui mezzi, anche quelli urbani. 

Ovviamente, non si tratta dell’unico luogo in cui è diventato necessario il Super Green pass, ma solo quello che ha maggiormente influito sull’universo lavorativo.

Ma ancora non è finita! 

A partire dal 15 febbraio sarà in vigore una nuova misura che ha l’obbligo di stringere ancora di più la morsa nei confronti dei No vax. 

Infatti, a partire dalla metà del mese di febbraio sarà istituito l’obbligo di Super Green pass (o Green pass rafforzato) a tutti gli over 50 nel mondo del lavoro, sia nel settore pubblico che nel settore privato. 

Attenzione: è bene sottolineare che tale obbligo andrà a riguardare anche i lavoratori autonomi ed i liberi professionisti che hanno più di 50 anni.

Dunque, facendo due calcoli, coloro che ancora non sono vaccinati dovranno effettuare la prima dose di vaccino entro e non oltre la data del 31 gennaio, in modo da ottenere il certificato verde digitale entro il 15 febbraio

Infatti, come sappiamo, il Green pass viene rilasciato dopo 15 giorni dalla prima dose di vaccino.

Attenzione: questa misura rimarrà valida fino al 15 giugno e riguarderà anche coloro che compiranno 50 anni anche dopo la data di entrata in vigore del decreto, quindi dopo l’8 gennaio. 

Coloro che non decidono neanche in questo modo di vaccinarsi dovranno pagare una multa di 100 euro se, al 1° gennaio non risulta che sia stato avviato il ciclo vaccinale. 

Tale sanzione sarà applicata dall’Agenzia delle Entrate incrociando i dati dei residenti a quelli delle anagrafi vaccinali. 

Francesca Ciani
Francesca Ciani
Copywriter, classe 1998. Appassionata di marketing, digital e pubblicità fin da bambina, dopo un percorso di ragioneria, ho ottenuto una laurea in Comunicazione, Media e Pubblicità presso l’Università IULM di Milano e, successivamente, ho conseguito un master in Marketing Management. Troppo creativa per essere ragioniera, troppo analitica per essere un’artista: sono diventata social media manager e seo copywriter. Parlo tanto, scrivo ancora di più e ho sempre miliardi di idee.
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