Superbonus 110-90%: svelato perché i condomini cambiano idea

S’innalza la polemica sulla repentina scadenza della presentazione della CILAS. Ma cosa accade se si resta fuori dal Superbonus 110% e si passa al 90%? I condomini possono cambiare idea? Ecco cosa dice la legge.

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Dopo le ultime notizie in merito alla riduzione del superbonus 110% al 90%, molti condomini hanno perso l’interesse a procedere con i lavori antisismici oppure di efficientamento.

La ragione è che qualcuno è impossibilitato ad affrontare la percentuale di spese dovute per usufruite del bonus. Altri invece, pur essendo proprietari di un appartamento in cui non vivono, non sono disposti ad affrontare queste spese.

In questo articolo spiegheremo cosa accade a quei condomini che, avendo deliberato i lavori entro il 24 novembre 2022, non riusciranno a depositare in tempo la CILAS. Ricordiamo che la scadenza è prevista per venerdì 25 novembre.

Superbonus 110-90%, condomini cambiano idea: cosa succede se il condominio non versa la CILAS entro il 25 novembre

I condomini hanno pochi giorni per depositare la CILAS. Se ciò non avverrà entro i tempi prestabiliti passeranno in modo automatico dal superbonus 110% al 90%. Bisogna considerare inoltre che protocollare una CILAS in così poco tempo, con tutta la documentazione da allegare, potrebbe rivelarsi complicata.

Altro aspetto da considerare, solo coloro che opteranno per la detrazione diretta dovranno sostenere il 20% delle spese. Si tratta della differenza tra il 110 meno il 90.

Diverso è per coloro che avevano deciso di cedere il credito, nei confronti di una banca oppure di un privato, perché devono considerare anche gli oneri finanziari previsti per la cessione del credito. Oneri che ricordiamo sono sempre più elevati.

Con le nuove disposizioni si prevede la modifica del tasso di interesse. Se finora su un importo di 100.000 il tasso di cessione, pari al 15%, comportava una spesa ai condomini di 6.500 euro, a breve cambierà tutto. Pare infatti che si potrebbe avere un tasso pari al 70%, in tal caso su 100.000 euro le spese da sostenere dal condominio sarebbero pari a 37.000 euro.

I condomini possono cambiare idea

Dunque il superbonus 110-90% sta innescando molti dubbi, innanzitutto i condomini possono cambiare idea? Il dubbio è facilmente verificabile nel caso in cui le assemblee vengano deliberate in modo chiaro e precise.

Si pensi al caso di un condominio in cui l’assemblea ha deliberato il consenso a presentare la domanda per ottenere il bonus 110%. Se il responsabile della pratica non presenta la CILAS entro i termini previsti dalla legge, il condominio perderà il beneficio fiscale e di conseguenza la stessa delibera può essere annullata.

Si può procedere con la realizzazione dei lavori qualora alcuni condòmini cambiano idea

Chiariamo subito che il passaggio del superbonus 110 % al 90% può creare diversi disagi. Oltre all’aumento delle spese c’è il rischio che qualche condomino cambi idea. Se ciò accadesse bisogna tenerne conto e valutare se è il caso di far partire i lavori.

Bisogna infatti sottolineare che se la delibera venisse impugnata il rischio è che i lavori vengano bloccati. In tal caso il danno maggiore che **si potrebbe subire **è la perdita di qualsiasi detrazione fiscale. Per evitare spiacevoli inconvenienti, il consiglio è di rivolgersi prima al giudice che emetterà una sentenza in modo obiettivo.

Ricordiamo però che i condomini devono comunque effettuare i pagamenti entro il 31 dicembre 2023 per poter usufruire del bonus 90%.

Quali lavori si possono eseguire anche se alcuni condomini cambiano idea

Nonostante quanto detto finora sul caso dei condomini che cambiano idea sul superbonus 110-90%, ci sono alcuni lavori , come quelli strutturali, che possono realizzarsi anche in assenza della piena volontà condominiale. A chiarirlo è stata la Commissione di Monitoraggio del Sismabonus (parere Prot. n. 8047 del 21/10/2020).

Dinnanzi a un’esigenza reale si consente a uno dei condomini di intervenire a sue spese per apportare “trasformazioni” alle parti strutturali. È importante però che lo stesso non alteri la destinazione e non leda i diritti degli altri comproprietari.